ROBINSON KIM STANLEY.
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IL VERDE DI MARTE.
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Parte 2.
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Titolo originale: Green Mars.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Capitolo terzo.
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La lunga fuga
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Ann Clayborne stava guidando lungo lo Sperone Geneva, fermandosi a intervalli di pochi
tornanti per prelevare campioni dai lati della strada. La Superstrada Transmarineris era stata
abbandonata dopo il 2061 e adesso scompariva sotto il fiume di ghiaccio sporco e massi che coprivano
il fondo del Chasma Coprates. Quella strada era una reliquia archeologica, e un vicolo cieco.
Ann per stava studiando lo Sperone Geneva. Esso era l'estensione finale di un canale lavico
molto pi lungo, la maggior parte del quale era seppellito sotto il pianoro che si stendeva a sud.
Quello era uno di parecchi canali... il vicino Melas Dorsa, il Felis Dorsa che si trovava pi a est e il
Solis Dorsa a ovest... tutti pi o meno paralleli, tutti perpendicolari ai canyon delle Marineris e tutti di
origine misteriosa. Quando per la parete meridionale del Chasma Celas si era ritirata, a causa di un
collasso e dell'azione eolica, la dura roccia di un canalone era rimasta esposta, e si trattava di quello
chiamato Sperone Geneva, che aveva fornito agli svizzeri una rampa perfetta per costruire la strada
lungo la parete del canyon e adesso forniva invece a Ann un tratto di base esposta del canale. Era
possibile che esso e tutti gli altri fossero stati formati da uno spaccarsi concentrico del terreno dovuto
al sollevarsi di Tharsis, ma potevano anche essere molto pi antichi, i resti di una formazione che
comprendeva un bacino e una catena montuosa durante il primo Noachiano, quando il pianeta si stava
ancora espandendo a causa del proprio calore interno. Datare il basalto ai piedi del canale avrebbe
contribuito a dare una risposta, in un senso o nell'altro.
Continu quindi a guidare lentamente un piccolo rover gi per la strada coperta di brina. Il
veicolo sarebbe stato chiaramente visibile dallo spazio, ma non le importava. Durante l'anno
precedente aveva girato per tutto l'emisfero meridionale senza prendere precauzioni, tranne quando si
avvicinava a uno dei rifugi nascosti di Coyote per rifornirsi di provviste. E non era successo niente.
Raggiunse il fondo dello Sperone, che era a poca distanza dal fiume di ghiaccio e roccia che
adesso soffocava il fondo della gola. Scese dal veicolo e prese a scavare con il martello da geologo,
alla base dell'ultimo tornante. Senza pensarci, diede le spalle all'immenso ghiacciaio, perch era
concentrata sul basalto. Il canale si levava davanti a lei sotto il sole, una rampa perfetta per arrivare
in cima all'altura, circa tre chilometri pi in su e cinquanta verso sud. Su entrambi i lati dello Sperone
l'immensa altura meridionale del Chasma Melas s'incurvava a formare enormi insenature per poi
estendersi in sporgenze meno pronunciate, e appariva come un piccolo punto all'orizzonte, sulla
sinistra, mentre sulla destra era un massiccio promontorio che lei chiamava Capo Solis.
Molto tempo prima, Ann aveva predetto che un consumo di massa fortemente accelerato
avrebbe fatto seguito a qualsiasi idratazione dell'atmosfera, e su entrambi i lati dello sperone la
superficie dell'altura indicava che aveva avuto ragione. L'insenatura fra lo Sperone Geneva e Capo
Solis era sempre stata profonda, ma adesso parecchie frane recenti indicavano che la sua profondit
aumentava in fretta. Tuttavia perfino le cicatrici pi fresche, come pure tutto il resto delle scanalature
e stratificazioni dell'altura, erano spolverate di brina. Il grande muro aveva il colore di Sion o Bryce
dopo una nevicata... cumuli rossi striati di bianco.
Sul fondo della gola, un chilometro o due a ovest dello Sperone Geneva e parallelo a esso,
c'era un costone nero molto basso. Incuriosita, Ann lo raggiunse a piedi. Esaminato pi da vicino quel
basso costone, che arrivava a stento all'altezza del petto, appariva in effetti essere fatto dello stesso
basalto dello sperone. Tir fuori il martello e stacc un campione.
Un movimento attir il suo sguardo e si gir di scatto per guardare: a Capo Solis mancava il
naso, e una nube rossa si levava dai suoi piedi.
Una frana! Ann avvi immediatamente il cronometro del suo wristpad, poi cal il binocolo al
di sopra del visore del casco e armeggi con la messa a fuoco finch il lontano promontorio non
apparve nitido nel suo campo visivo. La nuova roccia esposta dalla frana era nerastra e appariva
quasi verticale: forse una faglia del canale che si andava raffreddando, se anche quello era un canale.
Sembrava che fosse composto di basalto, e pareva che la frattura si fosse estesa per tutti i quattro
chilometri di altezza del rilievo.
La superficie dell'altura scomparve nella nuvola di polvere che si lev in alto e verso l'esterno
come se fosse scoppiata una bomba gigantesca, e un chiaro rimbombo, quasi subsonico, fu seguito da
un vago ruggito, come di un tuono lontano. Ann controll il wristpad: poco meno di quattro minuti. Su
Marte, la velocit del suono era di 252 metri al secondo, quindi questo confermava i sessanta
chilometri di distanza. Aveva visto quasi il momento iniziale della valanga.
Nelle profondit dell'insenatura un pezzo pi piccolo di roccia si stacc a sua volta, senza
dubbio in reazione alle onde d'urto. Quella parve per la caduta di un semplice masso, se paragonata
al collasso del promontorio, che doveva aver coinvolto milioni di metri cubici di roccia. Era fantastico
poter vedere dal vivo una di quelle grandi frane... la maggior parte degli aerologi e dei geologi doveva
fare affidamento su esplosioni o simulazioni al computer. Poche settimane passate nelle Valles
Marineris avrebbero risolto quel loro problema.
Ed ecco la frana che arrivava, rotolando sul terreno al limitare del ghiacciaio, una bassa
massa scura sovrastata da una ribollente nuvola di polvere, come la ripresa al rallentatore di una
nube temporalesca in avvicinamento, completa di effetti sonori. Era davvero molto lontana dal capo.
Con un sussulto, si rese conto che quella che stava vedendo era una frana a fuga lunga. Erano uno
strano fenomeno, uno dei misteri irrisolti della geologia. La grande maggioranza delle frane si muove
in orizzontale per una distanza pari a non pi del doppio dell'altezza della caduta, ma alcune molto
vaste sembrano sfidare le leggi dell'attrito, correndo in orizzontale per una distanza dieci, o perfino
venti o trenta, volte superiore alla caduta verticale. Queste frane vengono definite a fuga lunga, e
nessuno sa come si verifichino. Adesso il Capo Solis era precipitato da un'altezza di quattro
chilometri, per cui la frana non ne avrebbe dovuti percorrere pi di otto, eppure si allargava gi sul
fondo del Melas e correva gi per il canyon, proprio verso di lei. Se si fosse estesa anche solo quindici
volte pi della caduta verticale le sarebbe passata addosso e sarebbe andata a sbattere contro lo
Sperone Geneva.
Regol la messa a fuoco del binocolo sul fronte della frana, appena visibile come una scura
massa ribollente sotto la vorticosa nube di polvere. Si accorse che la mano le tremava contro il casco,
ma a parte questo non provava niente. N paura, n rammarico... niente, in effetti, se non un senso di
liberazione. Finalmente sarebbe finito tutto, e non per colpa sua. Nessuno avrebbe potuto biasimarla
per questo. Aveva sempre detto che la terraformazione l'avrebbe uccisa. Scoppi in una breve risata,
poi socchiuse gli occhi nel tentativo di mettere meglio a fuoco il fronte della frana. La prima ipotesi
standard avanzata per spiegare le fughe lunghe era stata che la roccia scorresse su uno strato di terra
intrappolata sotto la frana, ma le frane a fuga lunga scoperte sulla Luna e su Marte avevano gettato
dei dubbi su quella teoria, ed Ann concordava con quanti sostenevano che qualsiasi quantitativo d'aria
intrappolato sotto la roccia si sarebbe rapidamente diffuso verso l'alto. Doveva per esserci una
qualche forma di lubrificante, e altre teorie avevano incluso uno strato di roccia fusa causata
dall'attrito della frana, onde acustiche generate dal rumore della caduta, o semplicemente il
rimbalzare estremamente energico delle particelle intrappolate sul fondo della massa in movimento.
Tuttavia nessuno di quei suggerimenti era molto soddisfacente, e nessuno sapeva per certo quale fosse
la causa del fenomeno. Quello che le veniva incontro era un mistero fenomenologico.
Nella massa in avvicinamento sotto la nube di polvere non c'era niente che comprovasse una
teoria piuttosto che un'altra. Di certo non riluceva come lava fusa, e anche se era rumorosa era
impossibile giudicare se lo fosse abbastanza da viaggiare sull'onda del proprio rimbombo sonico. In
ogni caso, continuava a venire avanti, quale che fosse il meccanismo che la muoveva, e pareva proprio
che lei avrebbe avuto modo di studiarla di persona, il suo ultimo contributo alla geologia, perso nel
momento stesso della scoperta.
Controll il wristpad e rimase sorpresa nel constatare che erano gi passati venti minuti. Si
sapeva che le fughe lunghe erano veloci. Si era calcolato che la frana Blackhawk, sui monti Mojave,
avesse viaggiato a una velocit di 120 chilometri all'ora, su una pendenza di appena un paio di gradi,
e il Melas aveva una pendenza media pi accentuata di cos. In effetti, il fronte della frana si
avvicinava in fretta, e il rumore andava crescendo, come il rombo di un tuono proprio sopra la sua
testa. La nube di polvere sal verso l'alto, oscurando il sole pomeridiano.
Ann si gir a guardare in direzione del grande ghiacciaio Marineris. Esso per poco non
l'aveva uccisa pi di una volta, quando era un'ondata acquifera che si riversava lungo i grandi
canyon. E aveva ucciso Frank Chalmers, che adesso era sepolto da qualche parte sotto il suo ghiaccio,
molto pi a valle. Era stato un suo errore a causare la morte di Frank, e il rimorso non l'aveva mai
abbandonata. Era stato solo un momento di disattenzione, ma si era comunque trattato di un errore, e
ci sono alcuni errori a cui non si pu rimediare.
Poi anche Simon era morto, travolto dalla valanga dei suoi stessi globuli bianchi. Adesso
toccava a lei. Il sollievo era tanto intenso da essere doloroso.
Si gir verso la valanga. Pareva che la roccia visibile sul fondo rimbalzasse ma non rotolasse
su s stessa come un'onda spezzata. A quanto pareva, scivolava davvero su uno strato lubrificante di
qualche tipo. I geologi avevano trovato prati quasi intatti sulla sommit di frane che si erano spostate
per molti chilometri, quindi questa era la conferma di qualcosa di noto, ma di certo appariva strano e
perfino irreale: un basso bastione che avanzava sul terreno senza rotolare, come per un trucco di
magia. Il terreno vibrava sotto i suoi piedi, e si accorse di avere le mani serrate a pugno. Pens a
Simon, che nelle sue ultime ore lottava contro la morte, e sibil. Sembrava sbagliato starsene l ad
accogliere cos allegramente la morte, sapeva che lui non avrebbe approvato. Come gesto in omaggio
al suo spirito, scese dal basso costone di lava e pieg a terra un ginocchio dietro di esso. La grana
rozza del basalto era opaca nella luce marrone. Avvert le vibrazioni e sollev lo sguardo verso il
cielo. Aveva fatto quello che poteva, nessuno poteva incolparla di niente. Comunque, era sciocco
pensarla in quel modo, perch nessuno avrebbe mai saputo cosa aveva fatto l, neppure Simon. Lui se
ne era andato, e il Simon dentro di lei non avrebbe mai smesso di tormentarla, qualsiasi cosa avesse
fatto. Quindi era tempo di riposare, e di essere grata. La nube di polvere si rivers oltre il basso
costone, ci fu una folata di vento... booom! Si ritrov appiattita al suolo dall'impatto di quel rumore,
afferrata e trascinata sul fondo del canyon, sballottata e percossa dalla roccia. Era carponi in una
nuvola di polvere, con polvere tutt'intorno a lei, il ruggito della roccia stridente che pervadeva ogni
cosa, il terreno che sobbalzava sotto i piedi come una creatura selvaggia...
I sussulti si placarono. Era ancora carponi, avvertiva la roccia fredda attraverso i guanti e le
protezioni per le ginocchia. Folate di vento ripulirono lentamente l'aria. Era coperta di polvere e di
piccoli frammenti di pietra.
Si rialz in piedi, tremante. I palmi e le ginocchia le dolevano, e aveva una rotula intorpidita
dal freddo, mentre il polso sinistro le causava delle fitte, come se fosse slogato. Si avvicin al basso
canale e guard al di l di esso. La frana si era fermata a circa trenta metri di distanza. Il tratto di
terreno fra essa e il costone era cosparso di detriti, ma il fronte della frana vera e propria era un muro
nero di basalto polverizzato, con un angolo di pendenza di circa 45 e alto venti o trenta metri. Se
fosse rimasta in piedi sul costone lo spostamento d'aria l'avrebbe scaraventata gi e uccisa.
Dannazione a te disse a Simon.
Il fronte settentrionale della frana si era arrestato contro il ghiacciaio Melas, sciogliendo il
ghiaccio e mescolandosi a esso in un fumante miscuglio di massi e fango. La polvere rendeva difficile
vedere granch. Ann oltrepass il costone e si port ai piedi della frana. Le rocce sul fondo erano
ancora roventi, ma parevano non essere pi sgretolate di quelle pi in alto nella frana. Fiss quel
nuovo muro nero con gli orecchi che le vibravano. Non  giusto, pens. Non  giusto.
Torn verso lo Sperone Geneva sentendosi stordita e nauseata. Il rover era ancora sulla strada
a fondo cieco, impolverato ma all'apparenza illeso. Per un momento lunghissimo non riusc a tollerare
di toccarlo e si gir a fissare la lunga massa fumante della frana, un ghiacciaio nero accanto a uno
bianco. Alla fine apr il portello ed entr nel veicolo. Non aveva altra scelta.
Ann guidava un po' ogni giorno, poi scendeva e camminava in giro per il pianeta, svolgendo il
suo lavoro con cupa determinazione, come un automa. Su ciascun lato della sporgenza di Tharsis c'era
una depressione. Sul lato ovest c'era la Planitia Amazonis, una bassa pianura che si addentrava in
profondit nelle terre alte meridionali, mentre a est c'era il Canale di Chryse, una depressione che
partiva dal Bacino di Argyre e correva fra il Sinus Margaritifer e la Chryse Planitia, che era il suo punto
pi profondo. Il canale era mediamente pi basso di due chilometri rispetto a quanto lo circondava, e
conteneva tutto il terreno pi caotico di Marte, e la maggior parte degli antichi canaletti.
Ann guid a est lungo il bordo meridionale della Marineris fino a venirsi a trovare fra la Valle
di Nirgal e il Caos Aureum. Si ferm per rifornirsi nel rifugio chiamato Dolmen Tor, che era dove
Kasei e Michel li avevano condotti alla fine della loro ritirata lungo le Marineris, nel 2061. Rivedere il
piccolo rifugio non ebbe alcun effetto su di lei, perch quasi non lo ricordava. Tutti i suoi ricordi
andavano svanendo, cosa che trovava confortante al punto che lavorava per favorire quel processo,
concentrandosi sul momento presente con tanta intensit che perfino quell'istante stesso si dissolveva,
ognuno era uno scoppio di luce nella nebbia, come realt che si rompessero nella sua mente.
Senza dubbio il canale era antecedente al chaos e alla formazione dei canaletti, che di certo si
trovavano l a causa di esso. Tharsis era stato una fonte enorme di emissioni gassose, con tutte le
fratture radiali e concentriche intorno a esso che liberavano sostanze volatili dal centro incandescente
del pianeta. L'acqua presente nella regolite era andata verso valle, nelle depressioni sui due lati della
sporgenza. Era possibile che quelle depressioni fossero una conseguenza diretta della sporgenza, un
semplice incurvarsi della litosfera ai margini del punto in cui era stata spinta verso l'alto. Oppure era
anche possibile che il mantello fosse sprofondato sotto le depressioni, cos come si era sollevato sotto
la sporgenza. I modelli di convezione standard supportavano quell'idea... dopotutto, il sollevarsi del
plume sotto la sporgenza doveva aver comportato un abbassamento da qualche parte, rotolando lungo i
lati e trascinando in basso la litosfera. Poi, nella regolite, l'acqua aveva preso a scorrere verso valle,
raccogliendosi nei canali, finch la falda acquifera si era spaccata e la superficie sopra di essi era
collassata, il che spiegava i canaletti di scolo e il caos. Era un buon modello, plausibile e potente, che
spiegava una quantit di caratteristiche.
Quindi ogni giorno Ann guidava, e poi camminava in cerca di conferma della spiegazione della
convezione del mantello per il Canale di Chryse, vagando sulla superficie del pianeta, controllando
vecchi sismografi e sezionando rocce. Adesso era difficile avanzare verso nord nel canale. La rottura
delle falde acquifere del 2061 aveva quasi ostruito il passaggio, lasciando solo una stretta fessura fra
l'estremit orientale del grande ghiacciaio Marineris e il lato occidentale del ghiacciaio pi piccolo che
riempiva l'intera Valle di Ares. A est del Labirinthus Noctis, quella fessura era la sola possibilit di
attraversare l'equatore senza passare sul ghiaccio, e Noctis era distante seimila chilometri. Di
conseguenza, una pista e una strada erano state costruite in quella fessura, e una cittadina di rispettabili
dimensioni era cresciuta sul bordo del Galilaei. A sud del cratere, la parte pi stretta della fessura era
larga appena quaranta chilometri, una zona di pianura percorribile posta fra il braccio orientale del
Chaos di Hydaspis e la parte occidentale del Chaos di Aram. Era difficile guidare in quella zona
tenendo tanto la pista quanto la strada al di sotto dell'orizzonte, ed Ann procedeva lungo il bordo del
Chaos di Aram, osservando il sottostante terreno devastato.
A nord del Galilaei le cose si facevano pi facili, e infine si ritrov fuori dalla fenditura e sulla
Chryse Planitia. Quello era il cuore del canale, con un potenziale gravitazionale di -0,65. Era il posto
con la gravit pi bassa del pianeta, inferiore perfino a quella di Hellas e di Isidis.
Un giorno per raggiunse la cima di una collina isolata e vide che c'era un mare di ghiaccio nel
centro di Chryse. Un lungo ghiacciaio si era esteso dalla Valle di Simud e si era raccolto nel punto pi
basso di Chryse, allargandosi fino a diventare un mare di ghiaccio che copriva la terra sopra l'orizzonte
verso nord, nordest e nordovest. Guidando lentamente, ne aggir la riva occidentale, poi quella
settentrionale. Aveva un diametro di circa duecento chilometri.
Sul finire di una giornata, ferm il veicolo sull'orlo di un cratere fantasma e lasci spaziare lo
sguardo sulla distesa di ghiaccio spezzato. C'erano state cos tante esplosioni nel 2061. Era chiaro che
in quell'area c'erano stati alcuni areologi in gamba che lavoravano con i ribelli e avevano trovato le
falde acquifere, e avevano provocato esplosioni o meltdown di reattori esattamente dove la pressione
idrostatica era maggiore. A quanto pareva, si erano basati su diverse tra le sue scoperte.
Quello per era il passato, ora messo al bando. Tutto questo era scomparso. Qui e ora c'era
soltanto il mare di ghiaccio. Le registrazioni dei vecchi sismografi che aveva controllato erano state
tutte disturbate da recenti tremori nel Nord, dove ci sarebbe dovuta essere ben poca attivit. Forse lo
sciogliersi della calotta polare settentrionale stava facendo smuovere verso l'alto la litosfera di
quest'area, scatenando una serie di piccoli terremoti. Tuttavia, i tremori registrati dai sismografi erano
brevi e distinti, come delle esplosioni. Aveva passato pi di una sera a studiare a lungo lo schermo
dell'IA della macchina, sconcertata da questo fenomeno.
Ogni giorno guidava, poi camminava. Lasci il mare di ghiaccio e continu in direzione nord,
verso Acidalia.
In genere, le grandi pianure dell'emisfero settentrionale erano definite delle spianate, e di certo
lo erano se paragonate ai chaos o alle alte terre meridionali. Tuttavia, non erano spianate come
potevano esserlo un campo da gioco o il piano di un tavolo... neppure lontanamente. C'erano
ondulazioni ovunque, un continuo su e gi di collinette e depressioni, alture di substrato roccioso
crepato, depressioni di sottile sabbia accumulata, grandi campi di massi, tor isolati e piccoli
inghiottitoi... era surreale. Sulla Terra, il terriccio avrebbe riempito le depressioni, vento, acqua e vita
vegetale avrebbero consumato le cime nude delle colline, e poi il tutto sarebbe stato sommerso o
assoggettato a subduzione, o eroso fino all'appiattimento dagli strati di ghiaccio, o sollevato da
un'azione tettonica, con ogni cosa strappata via e ricostruita decine di volte con il passare degli eoni, e
sempre appiattita dal clima e dalla biota. Queste antiche pianure corrugate, con le loro depressioni
scavate dall'impatto delle meteore, non erano per cambiate in un miliardo di anni, ed erano tra le
superfici pi giovani di Marte.
Era difficile guidare su quel terreno ineguale, e molto facile perdersi quando si camminava,
soprattutto se il proprio veicolo aveva lo stesso aspetto degli alti massi sparsi in giro. Soprattutto se si
era distratti. Pi di una volta Ann aveva dovuto ritrovare il veicolo basandosi sul segnale radio piuttosto
che sulla vista, e a volte vi arrivava a ridosso prima di riconoscerlo... e a quel punto si riscuoteva, o
tornava in s, con le mani che tremavano per lo shock di qualche dimenticato sogno a occhi aperti.
I percorsi migliori su cui guidare erano quelli lungo i costoni bassi e i canali con il fondo
roccioso esposto. Se quelle alte strade di basalto si fossero collegate le une alle altre sarebbe stato
facile, ma in genere erano spezzate da faglie trasversali, che inizialmente erano appena delle fessure
infinitesimali, ma diventavano pi larghe e profonde a mano a mano che si proseguiva, disposte in
sequenza come le fette di una pagnotta che si aprissero, finch la faglia si spalancava, piena di detriti, e
il canale tornava a essere soltanto parte del campo di macigni.
Prosegu verso nord sulla Vastitas Borealis. Acidalia, Borealis, tutti i nomi antichi erano cos
strani. Faceva del suo meglio per non pensare mai, ma durante quelle lunghe ore sul veicolo a volte era
impossibile. In quelle occasioni era meno pericoloso leggere che cercare di mantenere la mente vuota,
quindi leggeva a caso qualcosa preso dalla biblioteca della sua IA. Spesso finiva per fissare mappe
areologiche, e una sera al tramonto, dopo una di quelle sessioni, affront la questione dei nomi di
Marte.
Risult che la maggior parte di essi erano opera di Giovanni Schiaparelli. Sulle sue mappe
telescopiche, lui aveva dato un nome a oltre un centinaio di caratteristiche di albedo, la maggior parte
delle quali erano illusorie quanto i suoi canali. Tuttavia, quando gli astronomi degli anni Cinquanta del
XX secolo avevano regolarizzato le mappe delle caratteristiche di albedo su cui tutti erano concordi...
caratteristiche che potevano essere fotografate... molti dei nomi dati da Schiaparelli erano stati
conservati. Era un tributo a un certo potere che lui aveva avuto, un potere evocativo seppur non
coerente. Era stato uno studioso dei classici e dell'astronomia biblica, e fra i suoi nomi c'erano
riferimenti latini, greci, biblici e omerici, tutti mescolati. In qualche modo, per, Schiaparelli aveva
avuto orecchio. Una prova del suo talento era il contrasto fra le sue mappe e le altre in competizione
con esse nel XIX secolo. Per esempio, una mappa di un inglese di nome Proctor aveva fatto
affidamento sugli schizzi eseguiti da un certo reverendo William Dawes. Cos, sulle mappe di Marte di
Proctor, che non avevano alcun rapporto riconoscibile neppure con le caratteristiche di albedo standard,
c'erano un Continente Dawes, un Oceano Dawes, uno Stretto di Dawes, un Mare di Dawes, e una Baia
Biforcuta di Dawes. C'erano anche un Mare Arioso, un Oceano DeLaRue e un Mare della Birra.
Bisognava ammettere che quell'ultimo nome era un tributo a un tedesco di nome Beer, che aveva
disegnato una mappa di Marte ancora peggiore di quella di Proctor. Comunque, paragonato a loro
Schiaparelli era stato un genio.
Ma non era stato coerente. E c'era qualcosa di sbagliato in questo miscuglio di riferimenti,
qualcosa di pericoloso. Le caratteristiche di Mercurio prendevano tutte il nome da grandi artisti, quelle
di Venere da grandi donne. Un giorno avrebbero guidato o volato su quei panorami, e avrebbero avuto
la sensazione di vivere in un mondo coerente. Soltanto su Marte si aggiravano in mezzo a un orribile
miscuglio di sogni del passato che causava chiss quali disastrosi fraintendimenti riguardo alla reale
natura del terreno: il Lago del Sole, la Pianura d'Oro, il Mare Rosso, il Monte del Pavone, il Lago della
Fenice, Cimmeria, Arcadia, il Golfo delle Perle, il Nodo Gordiano, lo Stige, Ade, Utopia...
Sulle dune scure della Vastitas Borealis cominci a trovarsi a corto di provviste. I sismografi
indicavano tremori quotidiani verso est, quindi si diresse da quella parte. Durante le sue passeggiate
studi le dune di sabbia color granato e la loro stratificazione, che rivelava gli antichi climi come i
cerchi di un tronco d'albero. La neve e i forti venti, per, rimuovevano le creste delle dune. I venti
occidentali potevano essere estremamente forti, abbastanza da sollevare strati di sabbia a grani grossi e
scagliarli contro il suo veicolo. La sabbia si posava sempre a formare delle dune per una semplice
questione di fisica, ma le dune acceleravano il passo della loro lenta marcia intorno al mondo, e
l'aspetto che avevano avuto nelle ere precedenti andava perduto.
Allontan a forza quel pensiero dalla mente e studi il fenomeno come se non ci fossero state
nuove forze artificiali a disturbarlo. Si concentr sul suo lavoro, come se impugnasse il martello da
geologo e stesse spaccando delle rocce. Il passato veniva frantumato un pezzo dopo l'altro. Lasciato
indietro. Si rifiut di pensarci, ma pi di una volta si svegli di soprassalto con l'immagine della frana a
fuga lunga che le veniva addosso. Si ritrovava del tutto sveglia, sudata e tremante, faccia a faccia con
l'alba incandescente e il sole che fiammeggiava come un pezzo di zolfo incendiato.
Coyote le aveva dato una mappa di tutti i suoi depositi segreti nel Nord, e ne raggiunse uno
sepolto in mezzo a un agglomerato di massi grandi quanto una casa. Si riforn, lasciando un breve
messaggio di ringraziamento. L'ultimo itinerario che Coyote le aveva fornito diceva che sarebbe presto
passato da quell'area, ma non c'era traccia di lui ed era inutile aspettare, quindi prosegu.
Guidava e camminava, ma non poteva evitarlo, il ricordo della frana la tormentava. Quello che
la disturbava non era l'incontro ravvicinato con la morte, che aveva gi avuto luogo molte volte in
passato, perlopi in modi che lei non aveva notato. No, era quanto fosse stato arbitrario. Non aveva
avuto niente a che vedere con il valore o la forma fisica, era stato un puro caso. Equilibrio interrotto,
senza l'equilibrio. Gli effetti non derivavano dalle cause e non si otteneva ci che si meritava.
Dopotutto, era lei quella che aveva trascorso fin troppo tempo all'aperto, assorbendo fin troppe
radiazioni, ma era stato Simon a morire. Era stata lei quella che si era addormentata al volante, ma era
stato Frank a morire. Era una semplice questione di casualit, di sopravvivenza accidentale o di
eliminazione.
Era difficile credere che la selezione naturale avesse fatto un qualsiasi progresso in un simile
universo. L sotto i suoi piedi, nei canali fra le dune, i batteri Archae proliferavano sui granelli di
sabbia, ma l'atmosfera andava acquisendo ossigeno in fretta e quei batteri sarebbero morti, tranne
quelli che si trovavano accidentalmente sottoterra, lontano dall'ossigeno che loro respiravano e che era
velenoso per gli Archae. Selezione naturale o caso? Te ne stavi l, a respirare gas, mentre la morte ti
correva incontro e venivi ricoperto di massi e morivi... oppure eri ricoperto di polvere e vivevi. E niente
di quello che facevi aveva importanza nell'ambito di quel grande o/o. Niente di quello che facevi
contava. Un pomeriggio, nel leggere a casaccio sull'IA per distrarsi fra il rientro nel veicolo e l'ora
della cena, apprese che la polizia zarista aveva prelevato Dostoevskij per giustiziarlo, ma poi lo aveva
semplicemente riportato indietro dopo che aveva atteso per parecchie ore il suo turno. Fin di leggere a
proposito di quell'incidente, poi se ne stette l seduta al posto di guida, con i piedi sul cruscotto, a
fissare lo schermo senza vederlo davvero. Un altro sgargiante tramonto si rivers su di lei attraverso il
finestrino, il sole che appariva stranamente largo e luminoso nell'atmosfera sempre pi densa.
Quell'episodio aveva cambiato per sempre Dostoevskij, come lo scrittore aveva dichiarato nella facile
onniscienza della biografia. Epilettico, prono alla violenza e alla disperazione, non era riuscito ad
assimilare quell'esperienza. Perennemente iroso. Spaventato. Posseduto.
Ann scosse il capo e scoppi a ridere, irritata con quello scrittore idiota, che semplicemente non
capiva. Certo che non assimilavi l'esperienza. Era un'affermazione senza significato. L'esperienza che
non poteva essere assimilata.
Il giorno successivo una torre fece capolino all'orizzonte, Ferm il veicolo e la fiss attraverso
il telescopio di bordo. Dietro di essa c'era una quantit di nebbia al livello del suolo. I tremiti registrati
dal sismografo adesso erano molto forti e parevano provenire da un po' pi a nord. Lei stessa ne avvert
uno: considerati gli ammortizzatori dell'auto, questo significava che erano davvero forti. Una
connessione con la torre pareva probabile.
Scese dall'auto. Era quasi il tramonto, il cielo era un grande arco di colori violenti, il sole basso
e caliginoso verso ovest. Avrebbe avuto la luce alle spalle. Si incammin fra le dune, poi si diresse con
cautela verso la cresta di una di esse e percorse strisciando gli ultimi metri per poi guardare oltre la
cresta in direzione della torre, ora ad appena un chilometro verso est. Quando vide quanto la sua base
fosse vicina tenne il mento appoggiato al terreno, fra ejecta grandi quanto il suo casco.
Era una qualche postazione mobile di perforazione, di grosse dimensioni. La base massiccia era
affiancata da giganteschi cingoli, come quelli usati per spostare i razzi pi grandi in uno spazioporto.
La torre si levava al di sopra di quei mastodonti per un'altezza di oltre sessanta metri, e la base e la
parte inferiore contenevano chiaramente gli alloggi per i tecnici e i magazzini per apparecchiature e
provviste.
Al di l di quella cosa, a poca distanza gi per un lieve pendio verso nord, c'era un mare di
ghiaccio. Immediatamente a nord della torre di perforazione le creste delle grandi dune barkhan
spuntavano ancora dal ghiaccio, dapprima come una spiaggia bitorzoluta, poi come centinaia di isole a
mezzaluna. Un paio di chilometri pi in l, per, le dune scomparivano e rimaneva soltanto il ghiaccio.
Era puro, pulito, di un trasparente colore violaceo sotto il cielo del tramonto, pi limpido di
qualsiasi ghiaccio lei avesse mai visto sulla superficie di Marte, ed era liscio, non solcato da fratture
come in tutti i ghiacciai. Lievi vapori gelidi si levavano dalla sua superficie, spinti a est dal vento, e su
di esso, simili a formiche dentro i loro walker, c'erano persone che pattinavano.
Le era apparso chiaro nel momento in cui aveva visto il ghiaccio. Molto tempo prima, lei stessa
aveva confermato l'ipotesi del grande impatto, che spiegava la dicotomia fra i due emisferi: il basso e
liscio emisfero settentrionale era semplicemente un immane bacino di impatto, il risultato di una
inimmaginabile collisione avvenuta nel Noachiano fra Marte e un planetesimo grande quasi quanto
esso. La roccia del corpo d'impatto che non si era vaporizzata era diventata parte dello stesso Marte, e
nella letteratura di settore c'era chi sosteneva che i movimenti irregolari del mantello che avevano
causato la sporgenza di Tharsis erano sviluppi tardivi dovuti alle perturbazioni originate dall'impatto.
Questo non le appariva probabile, ma era chiaro che il grande schianto si era verificato, cancellando la
superficie dell'intero emisfero settentrionale e abbassandolo di una media di quattro chilometri rispetto
al Sud. Una collisione stupefacente, ma del resto quello era stato il Noachiano. Probabilmente, un
impatto di portata simile aveva causato il distacco della Luna dalla Terra. In effetti, c'erano alcuni che
si ostinavano a negare la teoria dell'impatto, sostenendo che, se fosse stato colpito con tanta violenza,
Marte avrebbe dovuto avere una luna altrettanto grande.
Adesso per, stesa l a guardare quella gigantesca torre di perforazione, il punto che era
l'emisfero settentrionale risultava ancora pi basso di quanto fosse apparso inizialmente, perch il suo
letto di roccia era a una profondit stupefacente, almeno cinque chilometri al di sotto delle dune.
L'impatto era arrivato a quella profondit, poi la depressione si era riempita per la maggior parte con
un miscuglio di ejecta derivanti dall'impatto stesso, sabbia e detriti fini sospinti dal vento, successivo
materiale di impatto, materiale di erosione che era scivolato gi dal pendio della Grande Scarpata, e
acqua. S, acqua, che come sempre aveva trovato il punto pi basso. L'acqua dell'annuale cappuccio di
brina, e delle antiche fratture delle falde acquifere, che evaporava dal letto di roccia rovente e veniva
sciolta dall'effetto lente della calotta polare, aveva finito per migrare in questa zona profonda e si era
combinata a formare una riserva sotterranea davvero enorme, una polla ghiacciata e liquida che si
estendeva in una fascia tutt'intorno al pianeta, al di sotto di quasi tutto ci che si trovava a settentrione
del 60 di latitudine nord tranne, ironicamente, l'isola di letto roccioso su cui si trovava la calotta
polare stessa.
Era stata lei a scoprire quel mare sotterraneo molti anni prima, e secondo la sua valutazione il
sessanta o settanta percento di tutta l'acqua di Marte era laggi. In effetti, quello era l'Oceanus Borealis
di cui parlavano alcuni terraformatori, ma era sepolto in profondit, quasi ghiacciato e mescolato alla
regolite e a dense particelle fini. Un oceano di ghiaccio eterno, o permafrost, con un po' di liquido
vicino al letto roccioso pi profondo. Tutto bloccato laggi per sempre, o almeno cos lei aveva
pensato, perch non importava quanto calore i terraformatori avessero applicato alla superficie del
pianeta, l'oceano di permafrost non si sarebbe sciolto pi velocemente di un metro al millennio, e
anche quando si fosse sciolto sarebbe rimasto comunque nel sottosuolo per una semplice questione di
gravit.
E adesso davanti a lei c'era quella torre di perforazione. Stavano estraendo l'acqua. Attingevano
direttamente alle falde acquifere liquide e fondevano il permafrost con gli esplosivi, probabilmente
nucleari, per poi raccogliere l'acqua e pomparla sulla superficie. Il peso della regolite che la copriva
avrebbe aiutato a spingere l'acqua attraverso i condotti, e il peso dell'acqua stessa sulla superficie
avrebbe contribuito a spingerne su dell'altra. Se ci fossero state molte torri di perforazione come quella,
avrebbero potuto far arrivare in superficie una quantit spaventosa di acqua, e alla fine avrebbero
ottenuto un mare poco profondo. Un mare ghiacciato, all'inizio, ma fra il riscaldamento atmosferico, la
luce solare, l'azione dei batteri, l'intensificarsi dei venti... alla fine si sarebbe sciolto. E allora ci
sarebbe stato un Oceanus Borealis. E la vecchia Vastitas Borealis, con le sue dune barkhan color
granato che avviluppavano il mondo, ne sarebbe diventata il fondale. Annegata.
Torn al veicolo con il crepuscolo, muovendosi goffamente. Fu difficile attivare il portello,
togliersi il casco. Dentro, si sedette davanti al microonde senza muoversi per oltre un'ora, con le
immagini che le scorrevano veloci nella mente. Formiche che bruciavano sotto una lente di
ingrandimento, formicaio annegato dietro una diga di fango... aveva creduto che nulla potesse pi
toccarla in questa esistenza postuma che stava vivendo, ma le mani le tremavano e non se la sentiva di
affrontare il riso al salmone che si andava raffreddando nel microonde. Lo stomaco era come una
piccola pietra nel suo corpo. Niente aveva importanza nel fluire accidentale del caso universale, e
tuttavia... tuttavia...
Se ne and, perch non riusciva a pensare a niente altro da fare. Torn al Sud, guidando su per i
bassi pendii, oltre Chryse e il suo piccolo mare di ghiaccio. Un giorno sarebbe diventato una baia del
pi grande oceano. Si focalizz sul suo lavoro, o almeno cerc di farlo. Si sforz di non vedere altro
che roccia, di pensare come una pietra.
Un giorno attravers una pianura di piccoli macigni neri. Era pi liscia del solito, l'orizzonte
alla solita distanza di cinque chilometri, familiare da Underhill e tutto il resto delle terre basse. Un
piccolo mondo, del tutto pieno di piccoli massi neri, come palle fossili di svariati sport, solo che erano
neri e tutti in qualche misura sfaccettati. Erano ventifact.
Scese dal veicolo per fare un giro e dare un'occhiata. Le rocce la attritarono e cammin a lungo
verso ovest.
Un fronte di nuvole basse apparve all'orizzonte e si sent spingere dalle folate di vento.
Nell'oscurit prematura del pomeriggio improvvisamente tempestoso il campo di massi assunse una
strana bellezza. Si sofferm in una fetta di aria che si lanciava attraverso due piani di oscurit.
I massi erano di roccia basaltica, che era stata erosa dai venti su una superficie esposta fino a
che quella superficie si era appiattita. Ci era voluto forse un milione di anni per quella prima erosione.
Poi le argille sottostanti erano state soffiate via, o un raro terremoto marziano aveva scosso la regione,
e la roccia si era spostata in una nuova posizione, lasciando esposta una superficie diversa. Poi il
processo era ricominciato. Una nuova faccia veniva lentamente erosa e appiattita dal tocco incessante
di materiali abrasivi di dimensioni micron, finch l'equilibrio della roccia non cambiava di nuovo o
un'altra roccia le andava a sbattere contro o qualcos'altro si muoveva dalla sua posizione. E poi tutto
ricominciava. Ogni masso di quel campo si spostava ogni milione di anni circa, poi rimaneva fermo
sotto il vento, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Cos c'erano Einkanter con una sola sfaccettatura,
Dreikanter con tre, Fierkanter, Fnfkanter... per arrivare a esaedri, ottaedri e dodecaedri quasi perfetti.
Erano ventifact. Ann ne soppes alcuni, pensando a quanti anni rappresentassero i loro lati piani, e
chiedendosi se la sua mente non potesse rivelare una simile erosione, con grandi sezioni appiattite dal
tempo.
Cominci a nevicare. Dapprima fiocchi vorticanti, poi gocce informi che si riversavano gi nel
vento. Fuori faceva relativamente caldo, e la neve risult dapprima bagnata, poi nevischio, quindi una
miscela di grandine e neve umida sospinta con violenza da un vento teso. Con il progredire della
tempesta la neve si fece molto sporca. A quanto pareva era stata spinta gi nell'atmosfera per molto
tempo, raccogliendo polvere, particelle e particolati, cristallizzando altra umidit e poi volando verso
l'alto su una corrente ascensionale fin dentro le nubi per ripetere quel processo, fino a rendere quasi
nero ci che ora cadeva. Neve nera. E pioveva anche una sorta di fango ghiacciato, che andava a
riempire i buchi e le fessure fra i ventifact, rivestendone la sommit per poi scivolare lungo i lati
mentre il vento ululante causava un milione di piccole valanghe.
Ann continu a camminare barcollando, senza meta e senza scopo, finch si storse una caviglia
e si ferm, con il respiro affannoso, una roccia stretta in ciascuna mano fredda e guantata. Comprese
che la fuga lunga continuava a muoversi. E la neve fangosa cadeva dall'aria nera, seppellendo la
pianura.
Per nulla perdura, neppure la pietra, neppure la disperazione.
Ann torn al veicolo, senza sapere come o perch. Guid un po' ogni giorno, e pur senza averne
coscientemente l'intenzione torn verso il deposito segreto di Coyote. Rimase l per una settimana,
camminando fra le dune e biascicando il cibo.
Poi, un giorno: Ann, di da do?
Lei comprese soltanto la prima parola, Ann. Sorpresa dal ricomparire della sua glossolalia, pos
entrambe le mani sul microfono della radio e cerc di parlare. Emise soltanto un suono strozzato.
Ann, di da do? Era una domanda.
Ann disse lei, come se stesse vomitando.
Dieci minuti pi tardi lui era sul suo veicolo e si protendeva per abbracciarla. Da quanto tempo
sei qui?
Non... non molto.
Rimasero l seduti mentre lei ritrovava il controllo. Era come pensare, era un pensare ad alta
voce, e di certo lei pensava ancora in parole.
Coyote continu a chiacchierare, forse pi lentamente del solito, studiandola attentamente.
Ah. Mi chiedevo se ti saresti imbattuta in uno di questi.
Quanti ce ne sono?
Cinquanta.
Coyote vide la sua espressione e annu brevemente. Mangiava con voracit, ed Ann si rese
conto che al suo arrivo aveva trovato il suo deposito segreto vuoto. Stanno investendo un sacco di
soldi in questi grandi progetti. Il nuovo ascensore, le trivellatrici per l'acqua, azoto da Titano... un
grosso specchio l fuori, fra noi e il sole, per darci pi luce. Ne hai sentito parlare?
Lei cerc di riprendersi. Cinquanta. Ah, dio...
La faceva infuriare. Era infuriata con il pianeta, perch non la lasciava libera. Per averla
spaventata ma non aver portato l'azione fino in fondo. Questo per era un genere diverso di rabbia e
adesso, mentre se ne stava l seduta a guardare Coyote che mangiava, a pensare all'inondazione di
Vastitas Borealis, sentiva quella rabbia contrarsi dentro di lei come una nube di polvere pre-stellare che
si condensasse fino a collassare e incendiarsi. Era una furia rovente, dolorosa da provare, e tuttavia era
sempre la stessa cosa, rabbia contro la terraformazione. Quella vecchia emozione consumata che era
diventata una nova nei primi anni e adesso si compattava per esplodere di nuovo. Non la voleva, non la
voleva proprio. Per, dannazione, il pianeta le si stava sciogliendo sotto i piedi. Si stava disintegrando,
ridotto in poltiglia dalle attivit minerarie di un qualche cartello terrestre.
Bisognava fare qualcosa.
E lei doveva davvero farlo, se non altro per riempire le ore che doveva continuare a trascorrere
finch qualche incidente non avesse avuto piet di lei. Qualcosa che occupasse le sue ore postume. Una
vendetta zombie... perch no? Prona alla violenza, prona alla disperazione...
Chi li sta costruendo? chiese.
Perlopi la Consolidated. Ci sono fabbriche di costruzioni a Mareotis e Punta Bradbury.
Coyote continu a mangiare avidamente ancora per un po', poi l'adocchi. Non ti va a genio.
No.
Ti piacerebbe fermarli?
Lei non rispose.
Coyote parve capire. Non intendevo dire di fermare tutto il lavoro di terraformazione, per ci
sono cose che si possono fare. Far esplodere le fabbriche.
Le ricostruirebbero.
Non si pu mai dire. Li rallenterebbe. E potrebbe far guadagnare abbastanza tempo perch
potesse succedere qualcosa su scala pi globale.
Ti riferisci ai Rossi.
S. Credo che la gente li chiamerebbe i Rossi.
Ann scosse il capo. Non hanno bisogno di me.
No, ma forse tu hai bisogno di loro, giusto? E per loro sei un eroe, sai. Significheresti qualcosa
di pi di una semplice persona in pi.
La mente di Ann si era svuotata. I Rossi... non aveva mai creduto in loro, mai creduto che quel
genere di resistenza potesse funzionare, ma adesso... ecco, anche se non avesse funzionato sarebbe
forse stato meglio del non fare niente. Ficcare loro un bastone in un occhio!
E se avesse funzionato...
Dammi il tempo di pensarci.
Parlarono di altre cose. Improvvisamente, Ann fu assalita da un'ondata di stanchezza, il che era
strano, visto che passava le giornate senza fare niente... Per lo sfinimento era l. Parlare era un lavoro
spossante a cui non era abituata, e parlare con Coyote era difficile.
Dovresti andare a letto sugger lui, interrompendo il suo monologo. Hai l'aria stanca. Le tue
mani... L'aiut ad alzarsi e lei si distese vestita sul letto. Coyote le stese addosso una coperta. Sei
stanca. Mi chiedo se per te non sia tempo di un altro trattamento di longevit, ragazza mia.
Non intendo farne altri.
No! Mi sorprendo. Comunque ora dormi. Dormi.
Torn verso sud insieme a Coyote, ciascuno sul suo veicolo. La sera mangiavano insieme e lui
le parlava dei Rossi. Era un gruppo sciolto piuttosto che un movimento con una rigida organizzazione.
Era come il sottosuolo stesso. Lei conosceva parecchi fra i suoi fondatori: Ivana, Gene, e Raul della
squadra della fattoria, che avevano finito per non essere d'accordo con l'areofania di Hiroko e la sua
insistenza sulla viriditas; Kasei e Dao, e parecchi degli ectogeni di Zigote; una quantit di seguaci di
Arkady, che erano venuti da Phobos e poi si erano scontrati con Arkady riguardo al valore d'uso della
terraformazione per la rivoluzione. Molti bogdanoviani, inclusi Steve e Marian, erano diventati Rossi
negli anni trascorsi dal 2061, come pure i seguaci del biologo Schnelling e alcuni nisei e sansei radicali
giapponesi di Sabishii, arabi che volevano che Marte rimanesse arabo per sempre, e prigionieri fuggiti
da Korolyov, e cos via. Un mucchio di radicali. Ann pens che in realt non erano il suo tipo di
persone, avvertendo una sensazione residua che le sue obiezioni alla terraformazione erano su base
razionale e scientifica. O che almeno si trattava di una posizione etica o estetica difendibile. Poi per la
rabbia prese di colpo ad ardere dentro di lei e scosse il capo, disgustata di s stessa. Chi era lei per
giudicare l'etica dei Rossi? Almeno loro avevano espresso la rabbia che provavano, avevano colpito.
Probabilmente si sentivano meglio di lei, anche se non avevano ottenuto niente. E forse avevano anche
ottenuto qualcosa, almeno negli anni passati, prima che la terraformazione entrasse in questa nuova
fase di gigantismo transnazionale.
Coyote sosteneva che i Rossi avevano rallentato considerevolmente quel processo. Alcuni di
loro avevano perfino tenuto una documentazione per cercare di quantificare la differenza che avevano
fatto. Disse che fra alcuni Rossi esisteva anche un crescente movimento che riconosceva la realt di
fatto e ammetteva che la terraformazione ci sarebbe stata, ma stava elaborando documenti che
sostenevano svariati modi in cui essa avrebbe potuto avere un impatto minore. Ci sono alcune
proposte estremamente dettagliate per un'atmosfera prevalentemente di anidride carbonica, calda ma
povera d'acqua, che supporterebbe la vita vegetale e persone con un respiratore ma non forzerebbe il
pianeta in un modello terrestre.  molto interessante. Ci sono anche parecchie proposte per quelle che
chiamano ecopoiesi, o areobiosfere, mondi in cui le basse altitudini sono artiche, a stento vivibili per
noi, mentre le altitudini pi elevate rimangono al di sopra del grosso dell'atmosfera e quindi allo stato
naturale, o quasi. In un mondo del genere, le caldere dei quattro grossi vulcani rimarrebbero
particolarmente pure, o cos dicono.
Ann dubitava che la maggior parte di quelle proposte fosse realizzabile, o che avrebbe avuto gli
effetti previsti, ma i resoconti di Coyote la incuriosirono comunque. A quanto pareva, lui era un deciso
sostenitore di tutti gli sforzi dei Rossi, ed era stato loro di grande aiuto fin dal principio, dando loro
aiuto dai rifugi del sottosuolo, collegandoli gli uni con gli altri e aiutandoli a costruire i loro rifugi, che
si trovavano prevalentemente sulle mese e sui terreni traforati della Grande Scarpata, dove rimanevano
vicini al teatro d'azione della terraformazione e potevano quindi intervenire pi facilmente. S, Coyote
era un Rosso, o almeno un simpatizzante. In realt non sono niente, soltanto un vecchio anarchico.
Suppongo che adesso mi potresti definire un booneano, perch credo nell'incorporare qualsiasi cosa
che ci aiuti ad avere un Marte libero. A volte, penso che la tesi secondo cui una superficie vivibile per
l'uomo aiuterebbe la rivoluzione sia valida, altre volte non lo credo. E i Rossi sono una cos grande
fonte di guerriglieri. Inoltre, condivido la loro idea secondo cui non siamo qui per riprodurre il
Canada, per l'amor di dio! Quindi do una mano. Sono bravo a nascondere cose e persone, e mi piace
farlo.
Ann annu.
Allora, vuoi unirti a loro? O almeno incontrarli?
Ci penser.
La sua focalizzazione sulla roccia era infranta. Adesso non poteva fare a meno di notare i molti
segni di vita che c'erano sulla terra. Nel Sud, il ghiaccio dei ghiacciai si scioglieva durante i pomeriggi
estivi e l'acqua fredda scorreva verso valle, attraversando il territorio lungo primitivi spartiacque e
trasformando i pendii ghiaiosi in quelli che gli ecologisti chiamavano fellfield, quelle aree rocciose che
diventavano le prime comunit vive quando il ghiaccio si ritirava, coprendosi di alghe, licheni e
muschio. Scopr che la regolite sabbiosa, infettata dall'acqua e dai microbatteri che conteneva,
diventava fellfield con una rapidit sconvolgente, con il risultato che quelle fragili formazioni venivano
rapidamente distrutte. Molte regoliti di Marte erano state estremamente aride, tanto che quando l'acqua
le toccava si verificavano potenti reazioni chimiche... la liberazione di una grande quantit di perossido
d'idrogeno e cristallizzazione di sali... che in pratica si traducevano nella disintegrazione del terreno,
che scorreva via come fango sabbioso per depositarsi pi a valle, in una fascia di soliflussione e gelidi
nuovi proto-fellfield. Le caratteristiche del territorio andavano scomparendo. Dopo un lungo giorno di
viaggio attraverso quel mondo alterato, disse a Coyote: Forse parler con loro.
Prima per tornarono a Zigote, o Gamete, dove Coyote aveva alcuni affari da sbrigare. Ann
rimase nella camera di Peter, perch lui se ne era andato e la stanza che lei aveva diviso con Simon era
stata utilizzata diversamente. Non avrebbe alloggiato l comunque. La stanza di Peter era sotto quella di
Dao, un segmento rotondo di bamb che conteneva una scrivania, una sedia, un materasso a mezzaluna
sul pavimento e una finestra che si affacciava sul lago. Tutto era lo stesso e tuttavia diverso, a Gamete,
e nonostante gli anni che aveva trascorso visitando regolarmente Zigote, non sentiva nessun legame
con esso. In effetti, le riusciva difficile ricordare come fosse stato. Non voleva ricordarlo, si esercitava
assiduamente a dimenticare. Ogni volta che le affiorava nella mente un'immagine del passato si buttava
su qualcosa che richiedeva concentrazione, come studiare campioni di roccia o letture del sismografo, o
cucinare piatti complessi, o uscire a giocare con i bambini, finch l'immagine non svaniva e il passato
era messo al bando.
Con un po' di pratica, lo si poteva evitare quasi completamente.
Una sera, Coyote fece capolino nella stanza. Lo sapevi che anche Peter  un Rosso?
Cosa?
S. Per lavora per conto suo, perlopi nello spazio. Credo che la discesa con l'ascensore gli
abbia fatto prendere gusto alla cosa.
Mio dio comment lei, disgustata. Quello era un altro incidente casuale. Di regola, lui
sarebbe dovuto morire quando l'ascensore era precipitato. Quante erano le probabilit che un'astronave
passasse di l e lo avvistasse, solo in un'orbita areosincrona? No, era ridicolo. Non esisteva niente
tranne il caso.
Per era ancora infuriata.
And a dormire ancora turbata da quei pensieri, e durante quel suo sonno agitato fece un sogno
in cui lei e Simon passeggiavano attraverso la parte pi spettacolare del Chasma di Candor, in quel
primo viaggio che avevano fatto insieme, quando tutto era immacolato e niente era cambiato da un
miliardo di anni, i primi umani a passeggiare in quella vasta gola di terreno stratificato e pareti
immense. Simon aveva amato quella vista tanto quanto lei, ed era rimasto in silenzio, assorto nella
realt della roccia e del cielo... non c'erano compagni migliori per una cos gloriosa contemplazione.
Poi, nel sogno, una delle gigantesche pareti del canyon cominci a crollare, e Simon disse: Una fuga
lunga. Ann si svegli all'istante, sudata.
Si vest, lasci la stanza di Peter e usc nel piccolo mesocosmo sotto la cupola, con il lago
bianco e la vegetazione stentata delle basse dune. Hiroko era davvero uno strano tipo di genio, per
essere riuscita a concepire un posto del genere e aver convinto tanti altri a unirsi a lei. Concepire cos
tanti bambini senza il permesso dei padri, senza controllo sulle manipolazioni genetiche. In realt,
divina o meno, quella era una forma di follia.
E lungo la spiaggia gelata del piccolo lago arriv un gruppetto di figli di Hiroko. Non li si
poteva pi chiamare bambini, perch i pi giovani avevano quindici o sedici anni terrestri e i pi
grandi... ecco, i pi grandi erano sparsi per il mondo. Probabilmente adesso Kasei aveva cinquant'anni,
e sua figlia Jackie quasi venticinque, laureata alla nuova universit di Sabishii, attiva nella politica del
mondo di mezzo. Quel gruppo di ectogeni era tornato a Gamete in visita, come la stessa Ann, e stavano
sopraggiungendo lungo la spiaggia. Jackie era alla testa del gruppo, alta e aggraziata, nera di capelli,
una giovane donna molto bella e imperiosa, senza dubbio il capo della sua generazione. A meno che
non lo fosse l'allegro Nirgal, o il meditabondo Dao. Per era Jackie a guidarli... Dao la seguiva con
cocciuta fedelt, e perfino Nirgal la seguiva con lo sguardo. Simon aveva amato Nirgal, e anche Peter
gli voleva bene, ed Ann ne capiva il motivo: fra il gruppo di ectogeni di Hiroko, lui era il solo che non
la scoraggiava. Gli altri si crogiolavano nell'egocentrismo, re e regine del loro piccolo mondo, ma
Nirgal aveva lasciato Zigote poco dopo la morte di Simon, e non vi era quasi pi tornato. Aveva
studiato a Sabishii, o era andato in giro con Coyote o Peter, o aveva visitato le citt del Nord. Allora,
era anche lui un Rosso? Impossibile dirlo. Per era interessato a tutto, consapevole di tutto, andava
dappertutto, una sorta di giovane Hiroko al maschile, se una cosa del genere fosse stata possibile, ma
meno strano di Hiroko, pi coinvolto con le altre persone, pi umano. Nella sua vita, Ann non era mai
riuscita ad avere una conversazione normale con Hiroko, che le appariva come una consapevolezza
aliena che dava significati del tutto diversi a tutte le parole del linguaggio e, nonostante fosse una
brillante progettatrice di ecosistemi, non era davvero una scienziata, ma una sorta di profetessa. Nirgal,
d'altro canto, sembrava sapere a livello intuitivo come arrivare al cuore di ci che era pi importante
per la persona con cui stava parlando, e si concentrava su quello, facendo una domanda dopo l'altra,
curioso, assimilativo, comprensivo. Mentre lo osservava seguire Jackie sulla spiaggia, correndo di qua
e di l, Ann ricord con quanta lentezza e attenzione camminava al fianco di Simon, e com'era apparso
spaventato in quell'ultima notte, quando Hiroko, con quel suo strano modo di fare, lo aveva portato a
dire addio. Tutta quella faccenda era stata una cosa crudele a cui assoggettare un ragazzino, ma a quel
tempo lei non aveva protestato perch era stata disperata, pronta a tentare qualsiasi cosa. Un altro errore
a cui non avrebbe mai potuto riparare.
Fiss la sabbia bionda sotto i suoi piedi, turbata, finch gli ectogeni non furono passati oltre.
Era una vergogna che Nirgal fosse tanto affascinato da Jackie, a cui importava cos poco di lui. A modo
suo, Jackie era una donna notevole, ma troppo simile a Maya... umorale e manipolatrice, incapace di
concentrarsi su un solo uomo, tranne forse Peter che, per fortuna (anche se all'epoca non era parso che
fosse cos), aveva avuto una storia con la madre di lei e non era stato minimamente interessato a Jackie
stessa. Quello era stato un brutto pasticcio, e Peter e Kasei ne erano ancora estraniati, mentre Esther
non era mai tornata indietro. Non era stata l'ora migliore della vita di Peter. E i suoi effetti su Jackie...
oh, s, dovevano esserci stati degli effetti (l, attenzione, c' una macchia nera laggi, nel suo passato
pi profondo). S, la cosa continuava all'infinito, tutte le loro piccole e sordide vite che si ripetevano in
cerchi senza significato...
Cerc di concentrarsi sulla composizione dei granelli di sabbia. In realt, il biondo non era un
colore usuale per la sabbia di Marte. Era una sostanza granitica molto rara. Si chiese se Hiroko fosse
andata a cercarla o fosse stata fortunata.
Gli ectogeni se ne erano andati lungo l'altro lato del lago. Era sola sulla spiaggia. Simon era da
qualche parte sotto di lei. Era difficile continuare a trattenersi dal connettersi con tutto questo.
Un uomo arriv dalle dune, diretto verso di lei. Era basso di statura, e all'inizio pens che fosse
Sax, poi Coyote, ma non era nessuno dei due. Esit quando la vide, e da quel movimento comprese che
in effetti si trattava di Sax, solo che era un Sax molto cambiato nell'aspetto. Vlad e Ursula avevano
operato alcune alterazioni di chirurgia plastica sul suo viso, quanto bastava perch non apparisse pi
come il vecchio Sax. Si sarebbe trasferito a Burroughs e sarebbe entrato in una ditta di biotecnica,
usando un passaporto svizzero e una delle identit virali di Coyote. Sarebbe tornato a prendere parte al
tentativo di terraformazione. Si gir a guardare verso il lago. Lui si avvicin e cerc di parlarle, una
cosa che stranamente non era da lui. Adesso aveva un aspetto migliore, era un uomo attempato ma
attraente, per era sempre il vecchio Sax, e lei si sent pervadere dall'ira al punto da riuscire a stento a
pensare e a ricordare da un secondo all'altro di cosa stavano parlando.
Hai davvero un aspetto diverso fu tutto quello che riusc a ricordare. E altre frasi vuote come
quella. Non cambier mai, pens nel guardarlo. Per c'era qualcosa di spaventoso nell'espressione
sconvolta del suo nuovo volto, qualcosa di letale che esso avrebbe evocato se lei non lo avesse
impedito... quindi discusse con lui finch non se ne and con un'ultima smorfia.
Ann rimase a lungo l seduta, sentendosi sempre pi infreddolita e turbata. Alla fine, appoggi
la testa alle ginocchia e scivol in una sorta di sonno.
Fece un sogno. Tutti i primi cento erano intorno a lei, i vivi e i morti. Sax era al centro, con la
sua vecchia faccia e quella pericolosa espressione turbata. Disse: C' un guadagno netto nella
complessit.
Vlad e Ursula dissero: C' un guadagno netto nella salute.
Hiroko disse: C' un guadagno netto nella bellezza.
Nadia disse: C' un guadagno netto nella bont.
Maya disse: C' un guadagno netto nell'intensit emotiva. Dietro di lei, John e Frank
levarono gli occhi al cielo con sopportazione.
Arkady disse: C' un guadagno netto nella libert.
Michel disse: C' un guadagno netto nella comprensione.
Dalla sua posizione, Frank disse: C' un guadagno netto nel potere. John gli diede di gomito
e grid: C' un guadagno netto nella felicit!
Poi la fissarono tutti. Lei si alz, vibrante di rabbia e di paura, comprendendo che fra tutti loro
lei sola non credeva nella possibilit di un guadagno insito in qualcosa, qualsiasi cosa, che era una sorta
di pazza reazionaria, e tutto quello che riusc a fare fu puntare contro di loro un dito tremante,
scandendo. Marte. Marte. Marte.
Quella notte, dopo la cena e la serata nella grande stanza comune, Ann trasse in disparte
Coyote. Quando pensi di ripartire? chiese.
Fra pochi giorni.
Sei ancora disposto a presentarmi alle persone di cui abbiamo parlato?
S, certo. Lui la fiss con la testa inclinata da un lato. Quello  il tuo posto.
Lei si limit ad annuire e si guard intorno nella stanza comune, pensando: addio, addio. E che
liberazione!
Una settimana pi tardi era in volo con Coyote su un aereo ultraleggero. Viaggiando di notte, si
diressero a nord verso la regione equatoriale, poi proseguirono verso la Grande Scarpata, fino alle
Mensae Deuteronilus, a nord di Xanthe... un selvaggio territorio pieno di fenditure e intagli, dove le
mese erano come un arcipelago di faraglioni che punteggiavano un mare di sabbia. Sarebbero diventate
un vero arcipelago, pens Ann, mentre Coyote planava fra due di esse, se il pompaggio nel Nord fosse
continuato.
Coyote atterr su un breve tratto di sabbia polverosa e rull fin dentro un hangar ricavato nel
fianco di una delle mese. Quando scesero dall'aereo furono accolti da Steve, Ivana e alcuni altri, che li
accompagnarono con un ascensore a un piano appena sotto la sommit della mesa. L'estremit
settentrionale di quel particolare altopiano finiva con un'affilata punta rocciosa nella quale era stata
scavata una grande sala comune triangolare. Nell'entrare, Ann si ferm per la sorpresa, perch la stanza
era piena di gente, parecchie centinaia di persone sedute a lunghi tavoli e in procinto di cominciare a
mangiare, alcune che si sporgevano sul tavolo per versare da bere ad altri. Le persone che occupavano
uno dei tavoli la videro e smisero quello che stavano facendo; gli occupanti del tavolo vicino se ne
accorsero, si girarono, la videro e si immobilizzarono a loro volta, un effetto che dilag per la stanza
finch tutti furono immobili. Poi uno di loro si alz in piedi, e un altro, e in una sequenza irregolare
tutti gli altri li imitarono. Per un momento regn l'immobilit assoluta, poi cominciarono ad applaudire
con il volto luminoso e le mani che si muovevano frenetiche, e la acclamarono.
...
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Capitolo quarto.
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Lo scienziato come eroe.
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Tienila fra pollice e medio, tastane il bordo arrotondato, osserva la curva liscia del vetro. Una
lente di ingrandimento: ha la semplicit, l'eleganza e il peso di un attrezzo paleolitico. Siedi in un
pomeriggio di sole e tienila sopra un mucchio di rametti secchi. Muovila su e gi fino a vedere un
punto dei rametti che si fa luminoso. Ricordi quella luce? Era come se i rametti intrappolassero un
piccolo sole.
L'asteroide Amor che  stato usato per ricavare il cavo dell'ascensore era fatto soprattutto di
condrite carbonica e di acqua. I due asteroidi Amor intercettati da gruppi di veicoli d'atterraggio
robotizzati nell'anno 2091 erano perlopi composti di silicati e acqua.
Il materiale di New Clarke  stato intessuto in un singolo lungo filo di carbonio. Il materiale
dei due asteroidi di silicati  stato trasformato dai robot in lastre di materiale per vele solari. Vapori di
silice sono stati solidificati fra rulli lunghi dieci chilometri e appiattiti a formare lastre rivestite di un
sottile strato di alluminio, poi questi vasti specchi sono stati spiegati da veicoli spaziali dotati di
equipaggi umani e disposti in array circolari che mantenevano la loro forma usando la rotazione e la
luce solare.
Da un asteroide, chiamato Betulla, spinto in un'orbita polare intorno a Marte, hanno esteso le
lastre a specchio in un cerchio di centomila chilometri di diametro. Questo specchio anulare ruotava
intorno a Marte in un'orbita polare, con il cerchio di specchi rivolto verso il sole e inclinato in modo
che la luce riflessa da esso si incontrasse in un punto all'interno dell'orbita di Marte, vicino al suo
punto Lagrange Uno
Il secondo asteroide di silicati, chiamato Solettaville,  stato spinto vicino a quel punto
Lagrange. L, i costruttori delle vele solari hanno intessuto gli specchi in una rete complessa di anelli
a stecche, tutti collegati e disposti con angolazioni tali da somigliare a una lente fatta di tende
veneziane circolari, che ruotano intorno a un fulcro costituito da un cono argenteo la cui estremit
aperta  rivolta verso Marte. Questo enorme, delicato oggetto del diametro di diecimila chilometri,
luminoso e maestoso nel suo ruotare insieme a Marte e al sole,  stato chiamato la soletta'.
La luce solare che colpiva la soletta rimbalzava attraverso le sue tende veneziane, colpendo il
lato esposto al sole di una, poi il lato rivolto verso Marte di un'altra, e cos via verso Marte. La luce
solare che colpiva il cerchio anulare nella sua orbita polare veniva riflessa nel cono interno della
soletta, e poi riflessa ancora, di nuovo verso Marte. In questo modo, la luce colpiva entrambi i lati
della soletta e quelle pressioni di controbilanciamento continuavano a mantenerla in posizione, a circa
centomila chilometri da Marte, pi vicina al perielio e pi lontana dall'afelio. L'angolazione delle
stecche veniva regolata di continuo dall'ia della soletta, per mantenerne l'orbita e la focalizzazione.
Per tutto il decennio durante il quale quelle due grandi girandole sono state costruite,
ricavandole dai loro asteroidi, simili a ragnatele di silicato prodotte da ragni di roccia, gli osservatori
su Marte non hanno visto quasi nulla di quel processo. Di tanto in tanto, qualcuno scorgeva una linea
bianca che descriveva un arco nel cielo o saltuari bagliori durante il giorno o di notte, come se il
chiarore di un universo molto pi vasto splendesse attraverso le cuciture allentate del tessuto della
nostra sfera.
Poi, una volta ultimati i due specchi, la luce riflessa di quello anulare  stata diretta verso il
cono della soletta. Le stecche circolari della soletta sono state regolate ed essa si  spostata in
un'orbita leggermente diversa.
Un giorno, la gente che viveva sul lato di Marte dove si trovava Tharsis, ha sollevato lo
sguardo perch il cielo si  oscurato, e ha visto un'eclissi di sole di un tipo che Marte non aveva mai
sperimentato: pareva che dal sole fosse stato staccato un morso, come se lass ci fosse stato un
satellite grande quanto la Luna che ne bloccava i raggi. L'eclissi si  sviluppata come succede sulla
Terra, con la mezzaluna di oscurit che affondava maggiormente nella sfera incandescente del sole e il
cielo che si tingeva di viola scuro, finch l'oscurit non ha divorato la maggior parte del disco,
lasciando soltanto una mezzaluna di luce che infine  scomparsa a sua volta, trasformando il sole in un
cerchio scuro nel cielo, bordato da un accenno di corona... finch non  scomparso del tutto.
Un'eclissi di sole totale...
Un vaghissimo disegno moir di luce  apparso nel disco scuro, qualcosa che non si era mai
visto in un'eclissi naturale. Tutti coloro che si trovavano sul lato diurno di Marte hanno sussultato,
socchiudendo gli occhi nel guardare in alto. Poi, come quando si aprono le tende veneziane con un
solo strattone, il sole  riapparso all'improvviso.
Una luce accecante!
E ora pi accecante che mai, in quanto il sole era notevolmente pi luminoso di quanto lo fosse
stato prima dell'inizio di quella strana eclissi. Adesso era un sole potenziato, con il disco che appariva
all'incirca delle stesse dimensioni che aveva visto dalla Terra, la sua luce pi intensa di circa il venti
percento... decisamente pi intensa e pi calda sulla pelle... e la rossa distesa delle pianure appariva
pi illuminata. Era come se fossero stati accesi di colpo dei riflettori, e tutti, su Marte, si trovassero
ora su un grande palcoscenico.
Qualche mese pi tardi un terzo specchio, molto pi piccolo della soletta,  sceso fino agli
strati pi alti dell'atmosfera marziana. Era un'altra lente fatta di stecche circolari e sembrava un ufo
d'argento. Intercettava parte della luce proveniente dalla soletta e la focalizzava ulteriormente su
punti della superficie del pianeta che avevano meno di un chilometro di diametro. Quello specchio
volava come un aliante sopra il mondo, mantenendo focalizzato quel raggio di luce concentrata, finch
piccoli soli parevano fiorire qua e l sulla terra, e la roccia stessa si fondeva, passando da solida a
liquida. E diventando poi fuoco.
Il sottosuolo non era abbastanza grande per Sax Russell. Voleva tornare al lavoro. Avrebbe
potuto spostarsi nel mondo di mezzo, magari ottenere una cattedra alla nuova universit di Sabishii, che
operava fuori dalla rete e dava impiego a molti dei suoi antichi colleghi, fornendo un'istruzione a molti
figli del sottosuolo, ma dopo averci riflettuto sopra decise che non voleva insegnare, o rimanere alla
periferia delle cose... voleva tornare a terraformare, e al cuore stesso del progetto, se possibile, o il pi
vicino possibile. E questo significava il mondo della superficie. Di recente, l'Autorit Transizionale
aveva formato un comitato che coordinasse tutti i lavori relativi alla terraformazione, e un team guidato
dalla Subarashii si era accaparrato il vecchio lavoro di sintesi che un tempo era stato suo. Questa era
una sfortuna, perch lui non parlava giapponese. Tuttavia, la parte biologica del lavoro era stata
assegnata agli svizzeri, e veniva gestita da un collettivo svizzero di societ biotecniche chiamato
Biotique, con gli uffici principali a Ginevra e a Burroughs, e stretti legami con la transnazionale Praxis.
Quindi, la prima cosa da fare era riuscire a insinuarsi nella Biotique sotto falso nome e farsi
assegnare a Burroughs. Desmond si incaric di quell'operazione, creando per Sax un'identit
computerizzata simile a quella che anni prima aveva dato a Spencer, quando si era trasferito al
Belvedere Eco. La nuova identit, e un'estesa chirurgia estetica, avevano permesso a Spencer di
lavorare con successo nei laboratori di materiali del Belvedere Eco, e nella Valle di Kasei, nel cuore
stesso della sicurezza transnazionale. Quindi Sax aveva fiducia nel sistema di Desmond. La nuova
identit conteneva tutti i dati identificativi fisici di Sax... genoma, retina, voce e impronte digitali...
tutto leggermente alterato in modo che si adattasse ancora quasi completamente a Sax ma sfuggisse a
qualsiasi ricerca di un corrispondente in rete. A quei dati venne dato un nuovo nome, con un completo
background terrestre, rating, documenti di immigrazione e un subtesto virale nel tentativo di sopraffare
qualsiasi ID che potesse avere dati fisici simili, poi il tutto era stato mandato all'ufficio passaporti
svizzero, che era noto rilasciasse passaporti ai nuovi venuti senza fare commenti. E la cosa era parsa
funzionare, nel mondo balcanizzato delle reti transnazionali. Oh, s, quella parte funziona senza
problemi, disse Desmond per voi primi cento siete tutti stelle del cinema. Ti serve anche una nuova
faccia.
Sax era d'accordo. Ne vedeva la necessit, e la sua faccia non aveva mai significato niente per
lui. Inoltre, ultimamente il volto che vedeva nello specchio non somigliava molto a quello che pensava
essere il suo aspetto, quindi chiese a Vlad di lavorare su di lui, sottolineando la potenziale utilit della
cosa, della sua presenza a Burroughs. Vlad era diventato uno dei principali teorici della resistenza
all'Autorit Transizionale e colse subito il sottinteso di Sax. La maggior parte di noi dovrebbe
limitarsi a vivere nel mondo di mezzo, replic ma avere alcune persone nascoste a Burroughs
sarebbe una buona cosa. Tanto vale quindi che eserciti la mia chirurgia estetica in una situazione in cui
non ci perde nessuno, come la tua.
Una situazione in cui non ci perde nessuno! esclam Sax. E i contratti verbali sono
vincolanti. Mi aspetto di uscirne pi attraente.
E, meraviglia delle meraviglie, lo fece, anche se fu impossibile dirlo finch gli spettacolari
lividi non furono scomparsi. Gli avevano incapsulato i denti, gonfiato il labbro inferiore troppo sottile,
conferito al naso camuso un arco prominente e una leggera curva. Gli avevano snellito le guance e
accentuato il mento. Avevano perfino tagliato alcuni muscoli nelle palpebre, per cui non le sbatteva pi
tanto spesso. Quando i lividi se ne furono andati, constat che sembrava una vera stella del cinema,
come aveva detto Desmond. Nadia comment che sembrava un ex fantino, mentre per Maya, che da
molti anni frequentava fedelmente l'Anonima Alcolisti, pareva un istruttore di danza. Sax, che non
aveva mai apprezzato gli effetti dell'alcol, ignor quel parere.
Desmond gli scatt delle foto e le applic alla nuova identit, poi la inser con successo nei file
della Biotique, insieme a un ordine di trasferimento da San Francisco a Burroughs. Una settimana pi
tardi, quell'identit apparve nell'elenco dei passaporti svizzeri, e nel vederla Desmond ridacchi.
Guarda l comment, indicando la nuova identit di Sax. Stephen Londholm, cittadino svizzero!
Quella gente ci sta coprendo le spalle, non ci sono dubbi! Scommetto quello che vuoi che hanno
bloccato l'identit, hanno controllato il tuo genoma confrontandolo con i vecchi file stampati, e anche
con le mie alterazioni hanno capito chi sei davvero.
Ne sei certo?
No. Non lo dicono, giusto? Per ne sono abbastanza sicuro.
 un bene?
In teoria, no, ma in pratica se qualcuno sa di te  piacevole vedere che si comporta da amico. E
gli svizzeri sono amici che conviene avere. Questa  la quinta volta che emettono un passaporto per una
delle mie identit. Ne ho uno perfino io, e dubito che riuscirebbero a scoprire chi sono davvero, perch
non sono mai stato identificato, al contrario di voi primi cento. Interessante, non credi?
Molto.
Sono gente interessante. Hanno i loro piani e non so quali siano, ma mi piace come si
comportano. Credo abbiano preso la decisione di coprirci, o forse vogliono solo sapere dove siamo.
Non potremo mai scoprirlo per certo perch  chiaro che gli svizzeri ci tengono ai loro segreti, ma il
perch non importa quando ottieni il come.
Quel sentimento strapp un sussulto a Sax, che per fu lieto di pensare che sarebbe stato al
sicuro sotto la protezione degli svizzeri. Erano il suo genere di persone... razionali, caute, metodiche.
Qualche giorno prima di volare fino a Burroughs con Peter, fece una passeggiata intorno al lago
di Gamete, qualcosa che in quegli anni aveva fatto di rado. Il lago era di certo un lavoro notevole.
Hiroko era un'eccellente progettatrice di sistemi. Quando lei e il suo team erano scomparsi da
Underhill, tanto tempo prima, Sax ne era rimasto del tutto sconcertato: non ne aveva capito il motivo e
si era preoccupato che avrebbero cominciato in qualche modo a combattere contro la terraformazione.
Quando infine era riuscito a ottenere in rete una risposta da Hiroko ne era stato in parte rassicurato. Lei
pareva condividere gli scopi fondamentali della terraformazione, e in effetti il suo concetto di viriditas
sembrava solo un'altra versione della stessa idea. Pareva per piacerle essere enigmatica, il che era
molto poco scientifico da parte sua, e negli anni in cui era rimasta nascosta si era concessa di esserlo al
punto da danneggiare la capacit di dare informazioni effettive. Perfino di persona non era facile da
capire, ed era stato solo dopo alcuni anni di coesistenza che Sax si era sentito sicuro che anche lei
desiderasse una biosfera marziana in grado di sostentare la vita umana. Quella era la sola cosa su cui le
chiedesse di essere d'accordo, e non riusciva a pensare a un miglior possibile alleato in quel progetto, a
meno che non si trattasse del presidente di quel nuovo comitato dell'Autorit Transizionale.
Probabilmente anche il presidente era un alleato. In effetti, non erano in molti a opporsi.
L per sulla spiaggia sedeva uno di quegli oppositori, magra come un airone. Ann Clayborne.
Sax esit, ma lei lo aveva gi visto, quindi continu a camminare fino a raggiungerla. Lei sollev lo
sguardo, poi riprese a fissare il lago bianco. Hai davvero un aspetto diverso disse.
S. Sentiva ancora alcuni punti che dolevano sulla faccia e sulla bocca, anche se i lividi erano
scomparsi. Era un po' come indossare una maschera, e di colpo lo mise a disagio. Sono sempre lo
stesso aggiunse.
Certamente. Lei non lo guard. Quindi sei diretto nel mondo di sopra?
S.
Per tornare al tuo lavoro?
S.
Lei infine lo guard. A cosa pensi che serva la scienza?
Sax scroll le spalle. Era la loro vecchia discussione, di nuovo e sempre, non importava come
fosse cominciata la conversazione. Terraformare o non terraformare, questo  il dilemma... lui aveva
risposto a quella domanda molto tempo prima, e cos aveva fatto Ann, e desiderava che potessero
semplicemente essere d'accordo sul fatto di dissentire e andare avanti. Ann per era instancabile.
A capire le cose rispose.
Ma terraformare non  capire le cose.
Terraformare non  scienza, non ho mai detto che lo fosse.  quello che la gente fa con la
scienza. Scienza applicata, o tecnologia. Come preferisci. La scelta di cosa fare con quello che apprendi
dalla scienza. Chiamalo come vuoi.
Quindi  una questione di valori.
Suppongo di s. Sax ci pens su, cercando di mettere ordine nei suoi pensieri riguardo a
quell'argomento confuso. Suppongo che il nostro... disaccordo sia un'altra sfaccettatura di quello che
viene chiamato il problema del valore apparente. La scienza si interessa di fatti, e delle teorie che
trasformano i fatti in esempi. I valori sono un altro genere di sistema, un costrutto umano.
Anche la scienza  un costrutto umano.
S, ma la connessione fra i due sistemi non  chiara. Cominciando dagli stessi fatti possiamo
arrivare a valori differenti.
Ma la scienza stessa  piena di valori insistette Ann. Parliamo di teorie con potere ed
eleganza, parliamo di risultati puliti o di uno splendido esperimento. E il desiderio di sapere  in s
stesso una sorta di valore, dice che il sapere  meglio dell'ignoranza, o del mistero. Giusto?
Suppongo di s convenne Sax, riflettendoci sopra.
La tua scienza  un set di valori continu Ann. Lo scopo del tuo genere di scienza e stabilire
leggi, regolarit, esattezza e certezza. Vuoi che le cose vengano spiegate. Vuoi risposte ai perch, fino a
tornare indietro al Big Bang. Sei un riduzionista. Per te parsimonia, eleganza ed economia sono valori,
e se puoi rendere le cose pi semplici, questa  una vera conquista, giusto?
Ma quello  il metodo scientifico stesso obiett Sax. Non si tratta solo di me,  come opera
la natura stessa. La fisica. Anche tu lo fai.
Ci sono valori umani incastonati nella fisica.
Non ne sono cos sicuro. Sax sollev la mano per farla fermare per un momento. Non dico
che non ci siano valori nella scienza, ma materia ed energia fanno quello che fanno. Se vuoi parlare di
valori,  meglio limitarsi a parlare solo di essi. Certo, in qualche modo emergono dai fatti, ma  un
problema diverso, una sorta di sociobiologia, o di bioetica. Forse sarebbe meglio parlare direttamente e
soltanto di valori. Il bene maggiore per il numero pi grande, qualcosa del genere.
Ci sono ecologisti che affermerebbero che quella  la descrizione scientifica di un ecosistema
sano. Un altro modo per parlare del climax dell'ecosistema.
Quello  un giudizio di valore, credo. Una sorta di bioetica. Interessante, ma... Sax la fiss
con curiosit, gli occhi socchiusi, e decise di cambiare approccio. Perch non tentate di arrivare a un
climax dell'ecosistema qui, Ann? Non puoi parlare di un ecosistema senza cose viventi. Quel che c'era
qui su Marte prima di noi non era un'ecologia, era soltanto geologia. Potresti perfino dire che qui c'
stato un inizio di ecologia, molto tempo fa, che in qualche modo  andato per il verso sbagliato e si 
congelato, e adesso noi stiamo riavviando tutto daccapo.
Lei accolse quelle parole con un ringhio, e Sax si ferm. Sapeva che Ann credeva in una sorta
di valore intrinseco della realt minerale di Marte. Era una versione di quella che la gente chiamava
etica della terra, ma senza il biota. La si sarebbe potuta definire un'etica della roccia. Ecologia senza
vita. Un valore intrinseco, come no!
Sospir. Forse non stiamo parlando soltanto di valore, ma del favorire sistemi viventi rispetto a
quelli non viventi. Immagino non si possa sfuggire a essi, proprio come dici.  strano... sento di voler
capire le cose, perch funzionano come fanno, ma se mi chiedi perch lo voglio, o cosa vorrei che
succedesse, per cosa lavoro... Scroll le spalle, lottando per capire s stesso.  difficile da esprimere,
qualcosa come un guadagno netto nell'informazione. Un guadagno netto nell'ordine. Per lui quella era
una buona descrizione funzionale della vita stessa, del suo agire contro l'entropia. Porse la mano a
Ann, sperando di indurla a capirlo, a convenire almeno su quel paradigma del loro dibattito, a una
definizione dello scopo ultimo della scienza. Guadagno netto nell'informazione. Erano entrambi
scienziati, dopotutto, quella era un'impresa che condividevano...
Lei per disse soltanto: Quindi distruggerai la faccia di un intero pianeta. Un pianeta con una
storia antica di quasi quattro miliardi di anni. Questa non  scienza.  creare un parco a tema.
 usare la scienza per un valore particolare, uno in cui credo.
Come fanno le transnazionali.
Suppongo di s.
Di certo li aiuta.
Aiuta tutto ci che  vivo.
A meno che non lo uccida. Il terreno  destabilizzato, ci sono frane ogni giorno.
Questo  vero.
E uccidono. Piante, persone.  gi successo.
Sax agit una mano, ed Ann sollev la testa di scatto per fissarlo con occhi roventi.
Questo cos', l'omicidio necessario? Che sorta di valore  questo?
No, no. Sono incidenti, Ann. La gente deve rimanere sul substrato roccioso, fuori dalle zone
franose, cose del genere. Almeno per un po'
Ma vaste regioni si trasformeranno in fango o saranno completamente sommerse. Parliamo di
met del pianeta.
L'acqua drener verso valle, creer bacini idrografici.
Terra sommersa, vuoi dire. E un pianeta del tutto diverso. Oh, questo  un valore, come no! E
la gente che sostiene il valore di mantenere Marte cos com'... noi vi combatteremo, a ogni passo del
cammino.
Sax sospir. Vorrei che non lo faceste. A questo punto, la biosfera ci aiuterebbe pi delle
transnazionali. Le transnazionali possono operare dalle citt sotto le cupole, e sfruttare la superficie
usando robot minerari mentre noi ci nascondiamo e concentriamo la maggior parte dei nostri sforzi nel
restare nascosti e nel sopravvivere. Se potessimo vivere ovunque sulla superficie, questo renderebbe
pi facile ogni genere di resistenza.
Ogni genere tranne la resistenza dei Rossi.
S, ma ormai a cosa serve?
A Marte. Soltanto a Marte. Il posto che non conoscerai mai.
Sax guard la cupola bianca sopra di loro, sentendosi esaurito come per un attacco improvviso
di artrite. Discutere con lei era inutile.
Qualcosa per lo spinse a continuare a provarci. Senti, Ann, io sono un sostenitore di quello
che chiamano il modello vitale minimo.  un modello che richiede un'atmosfera respirabile per
un'altezza di appena tre o quattro chilometri. Al di sopra di quell'altitudine l'aria sarebbe troppo
rarefatta per gli esseri umani e non ci sarebbe molta vita di nessun genere... qualche pianta di alta quota
poi pi niente, o almeno niente di visibile. I rilievi verticali di Marte sono cos estremi che possono
esserci vaste regioni che rimarranno al di sopra del grosso dell'atmosfera.  un piano che per me ha
senso. Esprime una serie comprensibile di valori.
Lei non rispose. Era stressante, lo era davvero. Una volta, nel tentativo di arrivare a capirla,
aveva fatto una ricerca nel campo della filosofia della scienza e aveva letto una quantit di materiale,
concentrandosi in particolare sull'etica della terra e sull'interfaccia fatto-valore. Non era mai risultato
essere di molto aiuto in una conversazione con lei, perch non pareva mai riuscire ad applicare in
maniera utile quello che aveva appreso. Adesso nel guardarla, nel sentire il dolore alle articolazioni,
ricord qualcosa che Kuhn aveva scritto riguardo a Priestley... che uno scienziato che continuava a
resistere dopo che tutta la sua professione si era convertita a un nuovo paradigma poteva essere del
tutto logico e ragionevole, ma cessava ipso facto di essere uno scienziato. Pareva che qualcosa del
genere fosse successo a Ann, ma allora adesso lei cosa era? Una controrivoluzionaria? Una profetessa?
Di certo sembrava una profetessa... aspra, magra, irosa, inflessibile. Non sarebbe mai cambiata,
e non lo avrebbe mai perdonato, e tutto quello che gli sarebbe piaciuto dirle di Marte, di Gamete, di
Peter... della morte di Simon, che sembrava tormentare pi Ursula di lei... tutto questo era impossibile.
Era per questo che pi di una volta aveva deciso di rinunciare a parlarle: era cos frustrante non riuscire
mai ad arrivare a niente, trovarsi di fronte all'avversione da parte di qualcuno che conosceva da oltre
sessant'anni. Vinceva ogni discussione, ma non arrivava mai da nessuna parte. Alcune persone erano
fatte cos, il che non lo rendeva meno stressante. In effetti era davvero notevole quanto disagio
psicologico potesse essere generato da una mera reazione emotiva.
Ann se ne and con Desmond l'indomani. Poco tempo dopo Sax stesso si diresse a nord con
Peter su uno dei piccoli aerei schermati che lui usava per volare per tutto Marte.
Il percorso seguito da Peter per arrivare a Burroughs li condusse al di sopra dei Monti
Hellespontus, e Sax guard con curiosit nel grande bacino di Hellas. Intravidero il limitare di un
campo di ghiaccio che aveva coperto Low Point, una massa bianca sulla scura superficie notturna, ma
Low Point rimase oltre l'orizzonte. Era un peccato, perch Sax era curioso di vedere cosa era successo
sul mohole di Low Point. Era stato profondo tredici chilometri quando la piena lo aveva riempito, e
considerata la profondit era probabile che sul fondo l'acqua fosse rimasta liquida, e anche abbastanza
calda da salire per un buon tratto. Poteva darsi che in quella regione il campo di ghiaccio fosse in effetti
un mare coperto di ghiaccio, con differenze rivelatrici sulla superficie.
Peter per non intendeva cambiare rotta per avere una visuale migliore. Potrai dargli
un'occhiata quando sarai Stephen Lindholm disse con un sorriso. Puoi renderlo parte del tuo lavoro
alla Biotique.
E cos proseguirono il volo. La notte successiva atterrarono fra le colline irregolari a sud di
Isidis, ancora sul lato alto della Grande Scarpata, poi Sax raggiunse a piedi l'entrata di un tunnel e
scese dentro di esso, seguendolo fino al retro di un ripostiglio nel seminterrato di servizio della
Stazione Libya, una piccola stazione ferroviaria all'intersezione fra la linea Burroughs-Hellas e il
nuovo tracciato della Burroughs-Elysium. Quando arriv il treno per Burroughs, Sax emerse dalla porta
di servizio e si un alla folla che saliva su di esso. Ne scese alla stazione principale di Burroughs, dove
trov un uomo della Biotique venuto a prenderlo, e divenne Stephen Lindholm, appena arrivato a
Burroughs e su Marte.
L'uomo della Biotique, un segretario addetto al personale, si compliment con lui per la perizia
con cui camminava e lo accompagn in un monolocale in alto sulla Hunt Mesa, vicino al centro della
citt vecchia. Anche i laboratori e gli uffici della Biotique si trovavano l, appena sotto il pianoro della
mesa, con pareti a finestra che si affacciavano sul parco del canale, Era un distretto ad affitto elevato,
come si addiceva a una compagnia che guidava gli sforzi bioingegneristici del progetto di
terraformazione.
Dalle finestre dell'ufficio della Biotique poteva vedere la maggior parte della citt vecchia, il
cui aspetto era quello che ricordava, tranne per il fatto che le pareti della mesa erano ancor pi rivestite
di finestre di vetro, colorite fasce orizzontali di rame, oro, verde metallico o blu, come se la mesa fosse
caratterizzata da meravigliosi strati di minerali. Anche le cupole che la coprivano erano scomparse, e
adesso gli edifici si levavano liberi sotto una cupola molto pi grande che ricopriva tutte le nove mese e
tutto ci che c'era in mezzo e intorno a esse. Il parco del canale e gli ampi viali erbosi che risalivano da
esso e si inerpicavano fra le mese erano adesso strisce di verde che fendevano l'arancione delle tegole
dei tetti. La vecchia doppia fila di colonne di sale si ergeva ancora accanto al canale blu. Di certo
avevano costruito parecchio, ma la configurazione della citt era ancora la stessa. Era solo nella
periferia che si poteva vedere con chiarezza fino a che punto le cose fossero cambiate, e quanto pi
grande in effetti fosse adesso la citt. Il suo muro si trovava parecchio al di l delle nove mese, quindi
un bel po' della terra circostante era riparata da esso, e su molto di quello spazio si era gi costruito.
Il segretario addetto al personale gli fece fare un rapido giro della Biotique, presentandogli pi
gente di quanta sarebbe riuscito a ricordarne, poi gli chiese di presentarsi al suo laboratorio il mattino
successivo e gli diede il resto della giornata per insediarsi in citt.
Come Stephen Lindholm, intendeva mostrare energia intellettuale, socievolezza, curiosit e
buonumore. Quindi, molto plausibilmente, trascorse quel pomeriggio esplorando Burroughs, vagando
di quartiere in quartiere. Passeggi su e gi per gli ampi tratti di terreno erboso che costituivano le
strade, e nel farlo riflett sul misterioso fenomeno della crescita delle citt. Era un processo culturale
che non aveva nessuna buona analogia fisica o biologica. Non vedeva nessuna ragione evidente per cui
quell'estremit bassa della Planitia Isidis fosse dovuta diventare la sede della pi grande citt marziana.
Nessuna delle ragioni originarie che avevano spinto a fondare l una citt era adeguata a spiegarlo. Per
quel che ne sapeva, era nata come una comune stazione di passaggio sul percorso da Elysium a Tharsis.
Forse aveva prosperato proprio a causa della mancanza di una posizione strategica, perch era stata
l'unica grande citt che non fosse rimasta danneggiata o fosse andata distrutta nel 2061, e quindi forse
aveva semplicemente avuto un vantaggio di crescita negli anni del dopoguerra. Facendo un'analogia
con il modello di evoluzione degli equilibri punteggiati, si sarebbe potuto dire che questa particolare
specie era sopravvissuta accidentalmente a un impatto che aveva devastato la maggior parte delle altre,
il che le aveva dato un'ecosfera in cui espandersi.
E senza dubbio la regione a forma di ciotola, con l'arcipelago di piccole mese, le conferiva
anche un aspetto che colpiva. Quando si passeggiava sugli ampi viali erbosi, le nove mese apparivano
distribuite in modo uniforme, e ciascuna aveva un aspetto leggermente diverso, le sue pareti di roccia
grezza erano contraddistinte da colline, speroni, pareti lisce, sporgenze, crepe... e adesso dalle fasce
orizzontali di colorate finestre a specchio, e dagli edifici e dai parchi che si allargavano sul pianoro che
coronava ciascuna mesa. Da ogni punto delle strade era sempre possibile vedere parecchie mese, sparse
come magnifiche cattedrali, e questo senza dubbio dava un certo piacere all'occhio. Se poi si prendeva
l'ascensore per raggiungere uno dei pianori, tutti almeno cento metri pi in alto del fondo della citt, si
aveva un panorama che sovrastava i tetti di parecchi distretti e si godeva di una diversa prospettiva
delle altre mese, per poi spaziare con lo sguardo al di l di esse, sul territorio che circondava la citt per
molti chilometri, distanze maggiori di quelle usuali su Marte perch erano in fondo a una depressione a
forma di ciotola. Sopra la piatta pianura di Isidis verso nord, su per la scura massa di Syrtis a ovest, e a
sud era possibile vedere la lontana mole della Grande Scarpata stessa, che si ergeva all'orizzonte come
un Himalaya. Naturalmente, se una splendida prospettiva avesse importanza per la formazione di una
citt era un interrogativo aperto, ma c'erano storici secondo i quali il sito di molte citt greche era stato
scelto principalmente per il panorama che offriva e senza tenere conto di altri inconvenienti, quindi
quello era un fattore quantomeno possibile. In ogni caso, adesso Burroughs era una piccola metropoli
piena di attivit che contava circa 150.000 abitanti, la pi grande citt di Marte, e continuava a
crescere. Verso la fine di quel pomeriggio di turismo prese uno dei grandi ascensori esterni che
risalivano la parete della Branch Mesa, situata in posizione centrale a nord del Parco del Canale, e dal
suo pianoro pot vedere che la periferia settentrionale della citt era costellata di cantieri edili fino alla
parete dalla cupola. C'erano lavori in corso perfino su alcune distanti mese che si trovavano fuori della
cupola. Chiaramente era stata raggiunta la massa critica in un qualche tipo di psicologia di gruppo...
una sorta di istinto di branco che aveva fatto di questo posto la capitale, il magnete sociale, il cuore
dell'azione. Le dinamiche di gruppo erano quantomeno complesse, perfino (ebbe una smorfia)
inesplicabili.
Il che era, come sempre, una sfortuna, perch la Burroughs Biotique era un gruppo davvero
molto dinamico, e nei giorni che seguirono Sax scopr che determinare il suo posto nella folla di
scienziati al lavoro sul progetto non era una cosa facile. Aveva perso il talento di farsi strada in un
nuovo gruppo, supposto che lo avesse mai avuto, La formula che governava il numero di possibili
rapporti in un gruppo di persone era n(n-1)/2, in cui n era il numero di individui nel gruppo. Quindi, per
le mille persone che lavoravano alla Biotique, esistevano 499.500 possibili relazioni. Questo gli pareva
molto al di l della capacit di comprensione di chiunque... perfino le 4.950 relazioni possibili in un
gruppo di cento, l'ipotetico limite di progettazione' delle dimensioni di un gruppo umano, pareva
difficile da gestire. Di certo lo era stato ad Underhill, quando avevano avuto la possibilit di fare una
prova.
Era quindi importante trovare un gruppo pi piccolo alla Biotique, e fu quello che si accinse a
fare. Di certo aveva senso concentrarsi inizialmente sul suo laboratorio. Si era unito a loro come
biofisico, il che era rischioso ma lo metteva dove voleva essere in seno alla societ, e sperava di potersi
difendere bene l. Se non ci fosse riuscito, avrebbe potuto sostenere di essere passato dalla fisica alla
biofisica, il che era vero. Il suo capo era una donna giapponese di nome Claire, che appariva di mezza
et, ed era molto cordiale e abile nel gestire il suo laboratorio. Gli diede il benvenuto al suo arrivo e lo
mise a lavorare con un team che progettava piante di seconda e terza generazione per le regioni
ghiacciate dell'emisfero settentrionale. Quei nuovi ambienti idratati offrivano incredibili nuove
possibilit di progettazione botanica, perch i progettatori non erano pi costretti a basare tutte le specie
esclusivamente sugli xerofiti. Era una cosa che aveva visto arrivare dal primo momento in cui aveva
scorto la piena che si riversava ruggendo gi per il Chasma Ius e nel Melas, nel 2061. E adesso,
quarant'anni pi tardi, poteva effettivamente fare qualcosa al riguardo.
Quindi fu molto lieto di unirsi al lavoro. Dapprima dovette aggiornarsi su quanto era gi stato
inserito nelle regioni glaciali. Come suo solito, lesse tutto avidamente e vision le registrazioni,
scoprendo che con l'atmosfera ancora tanto fredda e rarefatta tutto il nuovo ghiaccio liberato sulla
superficie sublimava finch le superfici esposte non venivano fratturate a creare una sorta di minuto
merletto. Questo significava che c'erano milioni di sacche grandi e piccole in cui la vita poteva
crescere, direttamente sul ghiaccio. Di conseguenza, una delle prime forme ampiamente distribuite
erano variet di alghe delle nevi e del ghiaccio. Quelle alghe erano state potenziate con tratti
freatofitici, perch anche quando era inizialmente puro, il ghiaccio si incrostava di sali a causa delle
onnipresenti particelle fini trasportate dal vento. Le alghe resistenti ai sali create con l'ingegneria
genetica se l'erano cavata molto bene, crescendo sulle superfici butterate dei ghiacciai e a volte
direttamente dentro il ghiaccio. E siccome erano pi scure del ghiaccio stesso, rosa o rosse o nere o
verdi, sotto di esse il ghiaccio aveva la tendenza a fondersi, soprattutto nelle giornate estive, quando le
temperature erano abbondantemente sopra lo zero. Cos, piccoli corsi d'acqua diurni avevano
cominciato a scorrere dai ghiacciai e lungo i loro contorni. Quelle regioni umide simili a morene
ricordavano alcuni ambienti terrestri polari e montani. Batteri e piante pi grandi provenienti da quegli
ambienti terrestri, alterati geneticamente per aiutarli a resistere alla salinit onnipervasiva, erano stati
impiantati dalla Biotique parecchi anni-M prima, e per la maggior parte prosperavano come avevano
fatto le alghe.
Adesso le squadre di progettisti cercavano di lavorare su quegli iniziali successi e di introdurre
un'ampia selezione di piante pi grandi, insieme ad alcuni insetti allevati in modo che tollerassero gli
alti livelli di CO2 presenti nell'aria. La Biotique aveva un vasto inventario di piante modello da cui
prelevare sequenze di cromosomi, e la documentazione relativa a diciassette anni-M di sperimentazione
sul campo, quindi lui aveva molto lavoro da fare per mettersi in pari. Durante le prime settimane nel
laboratorio e nell'arboreto della societ, sul pianoro Hunt, si concentr sulle nuove specie di piante a
esclusione di tutto il resto, accontentandosi di arrivare a tempo debito per avere il quadro generale della
situazione.
Nel frattempo, quando non era alla scrivania a leggere, non guardava nei microscopi o nei
diversi contenitori, o non era nell'arboreto, c'era sempre il lavoro quotidiano dell'essere Stephen
Lindholm che lo teneva a sua volta impegnato. Nel laboratorio questo non era per nulla diverso
dall'essere Sax Russell, ma alla fine della giornata di lavoro doveva spesso fare uno sforzo cosciente e
unirsi al gruppo che andava di sopra in una delle caffetterie sul pianoro, per bere qualcosa e parlare
della giornata di lavoro, e poi di tutto il resto.
Perfino l trov sorprendentemente facile essere' Lindholm che, scopr, poneva un sacco di
domande e rideva di frequente, perch in qualche modo la sua bocca rendeva pi facile ridere. Le
domande degli altri... di solito da parte di Claire, di un'immigrata inglese di nome Jessica e di un
keniota che si chiamava Berkina... molto di rado avevano qualcosa a che fare con il passato terrestre di
Lindholm. Quando succedeva, Sax scopr che era facile fornire una risposta ridotta al minimo...
Desmond aveva dato a Lindholm un passato nella sua citt natale di Boulder, nel Colorado, una mossa
sensata, e da l poteva rigirare la domanda a chi gliel'aveva posta, una tecnica che aveva visto usare
spesso da Michel. Alla gente piaceva cos tanto parlare, e lui stesso non era mai stato particolarmente
taciturno, contrariamente a Simon. In una conversazione aveva sempre fatto la sua mossa di apertura, e
se in seguito aveva contribuito poco era stato perch era interessato solo quando la posta raggiungeva
un certo livello minimo. Di solito la conversazione spicciola era una perdita di tempo, ma in effetti
aiutava a far passare quel tempo, che altrimenti sarebbe stato un vuoto irritante, e pareva anche lenire i
sentimenti di solitudine. Del resto, di solito i suoi nuovi colleghi tenevano conversazioni di lavoro
molto interessanti, quindi lui faceva la sua parte, raccontava loro delle sue passeggiate per Burroughs e
faceva molte domande su quello che aveva visto, il loro passato, la Biotique, la situazione marziana, e
cos via. Questo aveva senso tanto per Lindholm quanto per Sax.
In quelle conversazioni i suoi colleghi, soprattutto Claire e Berkina, confermarono ci che gli
era parso ovvio durante le sue passeggiate, e cio che Burroughs stava diventando rapidamente la
capitale di fatto di Marte, perch era la sede del quartier generale di tutte le pi grandi transnazionali.
Tre di quei giganti, Armscor, Subarashii e Consolidated, erano a questo punto gli effettivi governanti di
Marte. Erano le transnazionali che avevano l'alleanza pi stretta con il Gruppo degli Undici e le altre
ricche nazioni industrializzate della Terra. Avevano permesso ai loro Paesi di vincere la guerra del
2061, o almeno di sopravvivere a essa, e adesso erano intrecciate in una singola struttura di potere,
cosicch non era chiaro chi comandasse davvero sulla Terra, se le nazioni o le corporazioni. Su Marte,
tuttavia, questo era ovvio. L'AMONU era stata infranta dagli eventi del 2061 come una delle citt sotto
le cupole, e l'agenzia che aveva preso il suo posto, l'Autorit Transizionale delle Nazioni Unite, era un
gruppo amministrativo il cui staff era composto da dirigenti delle transnazionali e i cui effettivi erano
forze di sicurezza delle stesse. L'ONU non ha niente a che vedere con tutto questo, in realt afferm
Berkina. L'ONU  morto sulla Terra quanto l'AMONU lo  qui, quindi il nome  soltanto una
copertura.
Comunque tutti la chiamano soltanto Autorit Transizionale osserv Claire.
Loro possono vedere chi  chi ribatt Berkina. In effetti, membri in uniforme delle forze di
sicurezza transnazionali si vedevano spesso a Burroughs. Indossavano tute color ruggine da operaio
edile, con una fascia sul braccio di colori diversi. Non era niente di molto minaccioso, ma erano l.
Ma perch? chiese Sax. Di chi hanno paura?
Sono preoccupati che i bogdanoviani possano scendere dalle colline spieg Claire, e rise. 
ridicolo.
Sax inarc le sopracciglia e lasci correre. Era curioso, ma quello era un argomento pericoloso,
meglio limitarsi ad ascoltare quando affiorava spontaneamente. Dopo di allora, per, allorch
passeggiava per Burroughs studi maggiormente la folla, controllando la polizia di sicurezza che vi si
aggirava e notando le fasce di identificazione sul braccio. Consolidated, Amexx, Subarashii... trov
curioso che non avessero formato un unico contingente. Era possibile che le transnazionali fossero
ancora rivali oltre che socie, e se le nazioni terrestri lottavano ancora per conservare il loro potere,
sistemi di sicurezza in competizione erano il risultato naturale di tutto questo. Il che forse avrebbe
spiegato anche il proliferare di sistemi di identificazione, che creava le falle e la confusione che
permettevano a Desmond di inserire le identit da lui create nel sistema e di farle scivolare altrove. La
Svizzera era ovviamente disposta a coprire persone che apparivano nel sistema dal nulla, come
dimostrava la sua personale esperienza. Senza dubbio, altre nazioni e transnazionali facevano la stessa
cosa.
Cos, nell'attuale situazione politica, la tecnologia dell'informazione non creava totalizzazione
ma balcanizzazione. Arkady aveva predetto quello sviluppo, ma Sax lo aveva considerato troppo
irrazionale per essere un'eventualit probabile. Adesso doveva ammettere che era successo. Le reti
computerizzate non potevano controllare tutto perch erano in competizione le une con le altre, come lo
erano le forze di polizia nelle strade, l per tenere d'occhio persone come lui.
Per lui era Stephen Lindholm. Occupava le stanze di Lindholm alla Hunt Mesa, aveva il suo
lavoro, le sue routine, le sue abitudini e il suo passato. Il suo piccolo monolocale appariva molto
diverso da dove Sax avrebbe vissuto: gli abiti erano nell'armadio, non c'erano esperimenti nel
frigorifero o sul letto, c'erano perfino stampe alle pareti, di Escher e Hundertwasser, e perfino alcuni
schizzi non firmati di Spencer, un'indiscrezione che di certo non poteva essere scoperta. Era al sicuro
nella sua nuova identit e comunque, anche se lo avessero scoperto, dubitava che sarebbe stato molto
traumatico. Sarebbe perfino potuto tornare ad avere qualcosa di simile al suo precedente potere. Era
sempre stato apolitico, interessato solo alla terraformazione, ed era scomparso durante la follia del 2061
perch sembrava che non farlo potesse essere fatale. Senza dubbio, molte delle attuali transnazionali
avrebbero visto la cosa in quella luce e avrebbero cercato di assumerlo.
Quelle per erano tutte cose ipotetiche. Nella realt, poteva solo abituarsi a fare la vita di
Lindholm.
Nel farlo, scopr che il suo nuovo lavoro gli piaceva moltissimo. Ai vecchi tempi, come capo
dell'intero progetto di terraformazione, gli era stato impossibile non rimanere impantanato
nell'amministrazione o disperdersi in mezzo all'intera gamma di argomenti, cercando di fare
abbastanza di tutto per riuscire a prendere decisioni informate. Naturalmente, questo aveva portato a
una mancanza di approfondimento di qualsiasi disciplina, con una risultante perdita di comprensione.
Adesso, per, tutta la sua attenzione era focalizzata sulla creazione di nuove piante da aggiungere al
semplice ecosistema che era stato diffuso nelle regioni glaciali. Per parecchie settimane lavor a un
nuovo lichene, progettato per estendere i confini delle nuove bioregioni, basato su un chasmoendolita
delle Wright Valleys, nell'Antartide. Il lichene di base aveva vissuto nelle crepe della roccia antartica, e
qui Sax voleva che facesse lo stesso, ma cercava di sostituire la parte algacea del lichene con un'alga
pi rapida, in modo che il nuovo simbionte crescesse pi in fretta dell'organismo originale, che era
notoriamente lento. Nello stesso tempo, tentava anche di introdurre nel fungo del lichene alcuni geni
freatofitici di piante che tolleravano la salinit, come tamarix e batis. Esse potevano sopravvivere in
livelli di salinit tre volte superiori a quelli dell'acqua marina e quel meccanismo, che aveva a che fare
con la permeabilit delle pareti delle cellule, era in certa misura trasferibile. Se ci fosse riuscito, il
risultato sarebbe stato un nuovo lichene molto resistente e a crescita molto rapida. Era molto
incoraggiante vedere i progressi che erano stati fatti in quel campo dai loro primi, rozzi tentativi di
creare un organismo che sopravvivesse in superficie, quando erano ad Underhill. Naturalmente, la
superficie era stata molto pi difficile da tollerare, allora, ma le conoscenze della genetica e della loro
gamma di metodi erano anche molto progredite.
Un problema che si stava rivelando molto difficile da risolvere era adeguare le piante alla
carenza di azoto su Marte. Le pi vaste concentrazioni di nitriti venivano estratte appena scoperte e
liberate come azoto nell'atmosfera, un processo che lui stesso aveva avviato nel 2040 e che era
pienamente approvato, perch l'atmosfera aveva un bisogno disperato di azoto. Per anche il terreno ne
aveva, e con tutto l'azoto che veniva immesso nell'aria la vita vegetale se ne trovava a corto. Quello era
un problema che nessuna pianta terrestre aveva mai affrontato, almeno non a quei livelli, quindi non
c'erano ovvie caratteristiche adattative da innestare sui geni della loro areoflora.
Il problema dell'azoto era un argomento di conversazione ricorrente nelle loro sessioni dopo il
lavoro al Lowen Caf, sull'orlo del pianoro della mesa. L'azoto  cos prezioso che  l'elemento di
scambio fra i membri del sottosuolo disse Berkina a Sax, che annu a disagio di fronte a quella
disinformazione.
Il loro gruppo della caffetteria rendeva omaggio all'importanza dell'azoto inalando N2O da un
piccolo contenitore, fatto circolare di persona in persona intorno al tavolo. Si sosteneva, con
pochissima accuratezza ma estremo buonumore, che il loro inalare quel gas avrebbe aiutato lo sforzo
della terraformazione. Quando il contenitore arriv a Sax per la prima volta, lui lo guard con aria
dubbiosa. Aveva notato che era possibile acquistare quei contenitori nei bagni... adesso c'era un'intera
farmacia nei bagni, dispenser a parete che fornivano contenitori di ossido di diazoto, omegendorfina,
pandorfina e altri gas misti a droghe. A quanto pareva, la respirazione era il metodo attuale per
assumere droghe. Quella non era una cosa che gli interessasse, ma accett il contenitore da Jessica, che
gli si appoggiava alla spalla. Quello era un campo in cui il comportamento di Stephen e quello di Sax
divergevano, a quanto pareva, quindi lui espir, poi si mise la mascherina sulla bocca e sul naso, ve la
trattenne per un momento, espir e sent tutto il peso che lo abbandonava... quella era l'impressione
soggettiva. Era piuttosto divertente vedere quanto l'umore rispondesse alla manipolazione chimica,
nonostante ci che questo sottintendeva riguardo al precario equilibrio della compostezza di una
persona, perfino della sanit mentale stessa. Non era una realizzazione piacevole, ma al momento non
costituiva un problema. In effetti, lo indusse a sorridere. Guard oltre la ringhiera, i tetti di Burroughs,
e not per la prima volta che i nuovi quartieri verso ovest e nord tendevano ad avere tetti di tegole blu e
pareti bianche, che davano loro un aspetto greco, mentre le parti vecchie della citt erano pi spagnole.
Jessica faceva decisamente uno sforzo per mantenere il contatto fra le loro braccia, Era possibile che il
suo equilibrio fosse compromesso dall'ilarit. Ma adesso  ora di spingerci oltre la zona alpina! stava
dicendo Claire. Sono stufa dei licheni, stufa dei muschi e dell'erba. I nostri fellfield equatoriali stanno
diventando prati, abbiamo perfino i Krummholz che ricevono una quantit di luce solare tutto l'anno, e
la pressione atmosferica ai piedi della scarpata  alta quanto quella dell'Himalaya.
Quanto la cima dell'Himalaya le fece notare Sax, poi si rimprover mentalmente. Poteva
sentire che quella era stata una correzione tipica di Sax. Come Lindholm, aggiunse: Ma ci sono foreste
himalayane.
Esatto. Stephen, tu hai fatto meraviglie con quel lichene, da quando sei arrivato... perch tu,
Berkina, Jessica e C.J. non cominciate a lavorare alle piante subalpine? Vediamo se ci riesce di creare
qualche piccola foresta.
Brindarono a quell'idea con un'altra inalazione di ossido di diazoto, e di colpo l'idea che i bordi
salmastri e gelidi delle falde acquifere esposte diventassero prati e foreste apparve loro estremamente
divertente. Abbiamo bisogno di talpe dichiar Sax, cercando di smetterla di sorridere. Talpe e
arvicole sono di importanza cruciale per trasformare i fellfield in prati. Mi chiedo se possiamo creare
qualche tipo di talpa artica che tolleri la CO2.
I suoi compagni trovarono la cosa estremamente divertente, ma lui si perse nei suoi pensieri per
un po' e non se ne accorse.
Senti, Claire, pensi che potremmo andare a dare un'occhiata a uno dei ghiacciai? Fare un po'
di lavoro sul campo?
Claire smise di ridacchiare e annu. Certo. In effetti, questo mi ricorda che abbiamo una
stazione sperimentale permanente al ghiacciaio Arena, con un buon laboratorio. E siamo stati contattati
da un gruppo biotecnico della Armscor, uno che gode di molto prestigio presso l'Autorit
Transizionale. Vogliono essere portati a vedere la stazione e il ghiaccio. Credo pianifichino di costruire
una stazione simile al Marineris. Possiamo andare con quel gruppo,mostrar loro la stazione e fare un
po' di lavoro sul campo, prendendo due piccioni con una fava.
I piani per quel viaggio passarono dalla caffetteria al laboratorio e poi agli uffici.
L'approvazione arriv in fretta, com'era solito alla Biotique, quindi Sax lavor duramente per un paio
di settimane per prepararsi al lavoro sul campo; alla fine di quell'intenso periodo prepar la borsa da
viaggio e un mattino prese il treno sotterraneo fino alla Porta Occidentale. L nel garage svizzero vide
alcune persone dell'ufficio, insieme a parecchi sconosciuti. Le presentazioni erano ancora in corso. Sax
si avvicin e nel vederlo Claire lo trasse nel gruppo con aria eccitata. Vieni, Stephen, voglio
presentarti i nostri ospiti in questo viaggio. Una donna che indossava una sorta di tessuto prismatico si
gir, e Claire continu: Stephen, ti presento Phyllis Boyle. Phyllis, questo  Stephen Lindholm.
Piacere disse Phyllis, porgendo la mano.
Sax le strinse la mano. Piacere mio rispose.
Vlad gli aveva inciso leggermente le corde vocali per conferirgli un'impronta vocale diversa se
mai l'avessero controllata, ma a Gamete tutti avevano concordato che la sua voce era sempre la stessa.
Adesso Phyllis inclin la testa nel fissarlo con curiosit, come se qualcosa l'avesse messa sul chi vive.
Sono impaziente di iniziare questo viaggio aggiunse Sax, guardando verso Claire. Spero di non aver
fatto ritardare la partenza.
Oh, no, aspettiamo ancora i conducenti.
Ah. Sax si trasse in disparte. Piacere di conoscerla aggiunse cortesemente, rivolto a
Phyllis. Lei annu, e dopo avergli lanciato un ultimo sguardo incuriosito si gir verso le persone con cui
stava parlando prima del suo arrivo. Sax cerc di concentrarsi su quello che Claire gli stava dicendo
riguardo ai conducenti. A quanto pareva, adesso guidare un rover sul terreno aperto era diventato un
lavoro specializzato.
Davvero fico, pens, ma naturalmente trovare le cose fiche era una caratteristica di Sax.
Probabilmente si sarebbe dovuto mostrare entusiasta davanti a Phyllis, dire che la riconosceva dai
vecchi video, che l'aveva ammirata per anni, ecc., anche se non aveva idea di come qualcuno potesse
ammirarla. Di certo era uscita alquanto compromessa dalla guerra: dal lato del vincitore, ma la sola fra
i primi cento ad averlo scelto. Una collaborazionista... era questo il termine? Qualcosa del genere.
Ecco, in effetti non era stata l'unica, fra i primi cento. Vasili era rimasto a Burroughs per tutto il tempo,
e George e Edvard si erano trovati su Clarke quando si era staccato dal cavo ed era stato catapultato
fuori dal piano dell'ellittica. C'era voluta davvero una bella abilit per sopravvivere a quello... Sax non
lo avrebbe creduto possibile, eppure adesso lei era l, a chiacchierare con la schiera dei suoi
ammiratori. Per fortuna aveva saputo anni prima che era sopravvissuta, altrimenti vederla sarebbe stato
uno shock.
Lei dimostrava ancora sessant'anni, anche se era nata nel suo stesso anno e quindi ne aveva in
realt centoquindici. Capelli argentei, occhi azzurri, gioielli fatti d'oro ed eliotropio, la blusa di un
materiale che splendeva di tutti i colori dello spettro... attualmente era di nuovo di un azzurro vibrante,
ma quando lei si gir a lanciargli un'occhiata da sopra la spalla pass a un verde smeraldo. Sax finse di
non notarla.
Poi arrivarono gli autisti, salirono tutti sui rover e per fortuna Phyllis prese posto su uno degli
altri veicoli. I rover, grossi arnesi alimentati a idrazina, imboccarono una strada di cemento che puntava
a nord, per cui Sax non riusc a capire la necessit di conducenti specializzati, a meno che si trattasse di
saper gestire la velocit dei veicoli, visto che procedevano a circa centosessanta chilometri all'ora, una
velocit sostenuta per Sax che era abituato ad andare a non pi di quaranta. Gli altri passeggeri si
lamentarono degli scossoni e della lentezza... a quanto pareva, adesso i treni espressi fluttuavano sopra
i tracciati pi o meno a cinquecento chilometri l'ora.
Il Ghiacciaio Arena si trovava circa ottocento chilometri a nordovest di Burroughs, dove si
riversava dalle terre alte della Syrtis Major, a nord, sulla Planitia Utopia. Esso scorreva in una delle
Fossae Arena per una distanza di circa trecentocinquanta chilometri. Claire, Berkina e gli altri
passeggeri raccontarono a Sax la storia del ghiacciaio, e lui fece del suo meglio per dimostrare un
attento interesse. In effetti, la storia era interessante, perch loro sapevano che Nadia aveva
reindirizzato la frattura della falda acquifera di Arena. Alcune persone che si erano trovate con lei
quando lo aveva fatto erano finite nella Fossa Sud dopo la guerra e avevano raccontato l'accaduto, che
poi si era diffuso, diventando di dominio pubblico.
In effetti, queste persone parevano pensare di sapere molte cose sul conto di Nadia. Era
contraria alla guerra, spieg Claire, in tono confidenziale e ha fatto tutto il possibile per fermarla, e
poi per riparare i danni, mentre ancora era in corso il conflitto. Le persone che l'hanno vista
sull'Elysium hanno detto che non ha mai dormito, prendendo stimolanti per poter andare avanti. Hanno
detto che nella settimana in cui  stata attiva intorno alla Fossa Sud ha salvato diecimila vite.
Cosa le  successo? chiese Sax.
Nessuno lo sa.  scomparsa dalla Fossa Sud
Era diretta alla Punta Bassa interloqu Berkina. Se non ci  arrivata in tempo per evitare la
piena, probabilmente  rimasta uccisa.
Ah. Sax annu con fare solenne. Quelli sono stati tempi brutti.
Molto brutti dichiar con veemenza Claire. Cos distruttivi. Hanno rimandato la
terraformazione di decenni, ne sono certa.
Anche se la rottura delle falde acquifere  stata utile mormor Sax.
S, ma lo si sarebbe potuto fare comunque, in maniera controllata.
Questo  vero. Sax scroll le spalle e lasci che la conversazione proseguisse senza il suo
apporto. Dopo l'incontro con Phyllis, era un po' troppo farsi coinvolgere in una conversazione riguardo
al 2061.
Non riusciva ancora a credere che lei non lo avesse riconosciuto. Il compartimento passeggeri
in cui si trovavano aveva lucidi pannelli di magnesio sui finestrini e riflessa l, in mezzo a quelle dei
suoi nuovi colleghi, c'era la faccia di Stephen Lindholm. Un vecchio calvo con un naso leggermente
aquilino, il che rendeva i suoi occhi pi da falco che da semplice uccello. Labbra visibili, un mento
forte... no, non somigliava affatto a s stesso. Non c'era motivo per cui lei avrebbe dovuto riconoscerlo.
Ma l'aspetto non era tutto.
Cerc di non pensarci mentre si dirigevano a nord lungo la strada, e si concentr sul panorama.
Il compartimento passeggeri aveva per tetto una cupola trasparente, oltre ai finestrini su tutti e quattro i
lati, quindi aveva un'ampia visuale. Stavano risalendo il pendio dell'Isidis occidentale, una sezione
della Grande Scarpata che era simile a un grande terrapieno rasato. Le scure colline irregolari di Syrtis
Major si levavano sopra l'orizzonte, a nordovest, affilate come i denti di una sega. L'aria era pi
limpida di quanto lo fosse stata ai vecchi tempi, anche se era quindici volte pi densa. C'era per meno
polvere, perch le tempeste di neve abbattevano al suolo i particolati fini e ve li bloccavano in una
crosta simile alla pavimentazione del deserto. Naturalmente, quella crosta veniva infranta spesso da
forti venti, e i particolati intrappolati erano reintrodotti nell'aria. Quelle fratture erano per localizzate,
e le tempeste che ripulivano il cielo stavano lentamente avendo la meglio.
E cos il cielo cambiava colore. In alto era di un ricco violetto, e sopra le colline occidentali era
di un biancastro che sfumava nel lavanda, e poi in un colore fra il lavanda e il viola per il quale non
sapeva trovare un nome. L'occhio riusciva a distinguere le differenze nella frequenza della luce solo
per alcune lunghezze d'onda, quindi i pochi nomi esistenti per i colori fra il rosso e il blu erano
assolutamente inadeguati a descrivere il fenomeno. Comunque li si chiamasse, erano colori del cielo
molto diversi dal fulvo e dal rosa dei primi anni. Naturalmente, una tempesta di sabbia riportava
sempre temporaneamente il cielo al suo primitivo color ocra, ma quando l'atmosfera si ripuliva, il suo
colore era una funzione del suo spessore e della sua composizione chimica. Incuriosito da quello che si
sarebbero potuti aspettare di vedere in futuro, Sax tir fuori il leggio di tasca per provare a fare qualche
calcolo.
E rimase a fissare quella piccola scatola, rendendosi di colpo conto che quello era il leggio di
Sax Russel, e che se fosse stato controllato lo avrebbe tradito. Era come portarsi in tasca un passaporto
autentico.
Accanton quel pensiero, perch al momento non c'era niente che poteva fare al riguardo, e si
concentr sul colore del cielo. In un'aria limpida, esso era causato dalla luce preferenziale che si
sparpagliava fra le molecole d'aria stesse, quindi lo spessore dell'atmosfera era un fattore critico.
Quando erano arrivati, la pressione atmosferica era stata di circa dieci millibar, mentre adesso era di
una media di 160. Tuttavia, siccome la pressione dell'aria era creata dal suo peso, per generare 160
millibar su Marte in ogni singolo punto ci era voluta tre volte pi aria di quella che sarebbe stata
necessaria per generare quella pressione sulla Terra. Di conseguenza, qui 160 millibar avrebbero
dovuto sparpagliare la luce quanto 480 millibar sulla testa, il che significava che il cielo sopra di loro
avrebbe dovuto avere quel colore blu scuro che si vedeva nelle foto scattate su montagne alte circa
quattromila metri.
Il colore effettivo che riempiva le finestre e il lucernario del rover era per molto pi rossastro
di cos, e anche nelle mattine limpide che seguivano grosse tempeste lui non lo aveva mai visto
assumere un colore che si avvicinasse anche remotamente all'azzurro del cielo terrestre. Continu a
rifletterci sopra. Un altro effetto della leggera gravit marziana era che le colonne d'aria erano pi alte
che sulla Terra. Era possibile che i particolati pi fini fossero effettivamente in sospensione e fossero
stati sospinti alla quota della maggior parte delle nuvole, dove evitavano di essere spazzati via dalle
tempeste. Ricord come fossero stati fotografati veli di caligine alti anche cinquanta chilometri, che
arrivavano molto al di sopra delle nuvole. Un altro fattore poteva essere la composizione
dell'atmosfera, perch le molecole di anidride carbonica erano molto pi efficienti nello sparpagliare la
luce di quanto lo fossero ossigeno e azoto, e nonostante tutti i sui sforzi, nell'atmosfera di Marte c'era
ancora molta pi CO2 di quanta ce ne fosse sulla Terra. Gli effetti di quella differenza dovevano essere
calcolabili. Digit l'equazione dello scattering di Rayleigh, la cui legge afferma che l'energia luminosa
sparsa per unit di volume di aria contenente particelle pi piccole di 0.1 micron  inversamente
proporzionale alla quarta potenza della lunghezza d'onda della radiazione illuminante. Continu a
scribacchiare sullo schermo del leggio, alterando le variabili, controllando manuali o inserendo quantit
a memoria o intuitivamente.
Concluse che se avessero inspessito l'atmosfera di un bar, allora il cielo sarebbe probabilmente
diventato di un bianco latteo. Trov anche la conferma che l'attuale cielo marziano sarebbe dovuto
essere molto pi azzurro di com'era, con la luce blu sparsa che aveva un'intensit di circa sedici volte
quella del rosso. Questo suggeriva che particolati fini molto in alto nell'atmosfera probabilmente lo
arrossassero. Se questa spiegazione era esatta, se ne poteva dedurre che per molti anni il colore e
l'opacit del cielo marziano sarebbero stati soggetti a variazioni estreme. A seconda del clima e di altre
influenze sulla pulizia dell'aria...
Continu a lavorare, cercando di incorporare nei calcoli le intensit di radianza della luce del
cielo, l'equazione di trasferimento radiativo di Chandrasekhar, le scale cromatiche, la composizione
chimica degli aerosol, i polinomi di Legendre per valutare l'intensit di scattering angolare, le funzioni
di Riccati-Bessel per valutare la sezione trasversale di scattering, e cos via. Questo lo tenne impegnato
per la maggior parte del tragitto fino al Ghiacciaio Arena, tenendolo concentrato e permettendogli di
ignorare il mondo circostante e la situazione in cui adesso si trovava.
Nel primo pomeriggio arrivarono in una cittadina chiamata Bradbury, che si trovava sotto una
cupola di classe Nicosia e sembrava un centro abitato dell'Illinois: strade asfaltate affiancate da alberi,
porticati chiusi da zanzariere di fronte a case di mattoni a due piani con i tetti di tegole, una strada
principale con negozi e parchimetri, un parco centrale con un gazebo bianco sotto grandi aceri...
Puntarono a ovest su una strada pi piccola, sulla sommit della Syrtis Major. La strada era fatta
di sabbia nera che era stata ripulita dalle rocce e spruzzata con un fissante... pavimentazione desertica
nel vero senso della parola. Tutta quella regione era fatta di roccia e sabbia molto scure... quella di
Syrtis Major era stata la prima caratteristica della superficie marziana individuata attraverso i telescopi
terrestri da Christiaan Huygens il 28 novembre 1659, ed era stata quella roccia scura che gli aveva
permesso di vederla. Il terreno era quasi nero, a volte di un colore violaceo come quello di una
melanzana; le colline, i graben e le scarpate attraverso cui si snodava la strada erano neri; le mese erano
nere, e cos pure i thulleya, o piccole costole, costone dopo costone dopo costone. I giganteschi massi
erratici erano spesso color ruggine, e questo richiamava alla mente di tutti il colore al cui incombere si
erano temporaneamente sottratti.
Poi percorsero una nera costola di roccia, e il ghiacciaio apparve davanti a loro, attraversando il
mondo da sinistra a destra come un fulmine incastonato nel panorama. Una costola di roccia sul lato
opposto del ghiacciaio correva parallela a quella su cui si trovavano, e prese insieme sembravano due
morene laterali, anche se in realt erano soltanto due costoni paralleli che avevano incanalato la piena
da rottura della falda acquifera.
Il ghiacciaio era largo circa due chilometri e sembrava non essere spesso pi di cinque o sei
metri, ma a quanto pareva si era esteso in una bassa gola, per cui potevano esserci profondit nascoste.
In quel punto si trovavano circa 175 chilometri a nord del punto di rottura della falda acquifera
nell'Arena, e vicino ai piedi del ghiacciaio.
Parti della sua superficie erano come normali regolite, altrettanto rocciose e polverose, con quel
genere di superficie ghiaiosa che non rivelava traccia del ghiaccio sottostante. Altre parti avevano
l'aspetto di un terreno caotico, ma erano chiaramente fatte di ghiaccio, con seracchi bianchi e nodosi
che sporgevano da quelli che sembravano massi. Alcuni di quei seracchi erano piani spezzati e
incurvati come la schiena di uno stegosauro, tinti di un giallo trasparente dal sole che tramontava alle
loro spalle. Tutto era immobile, su ogni orizzonte... non si vedeva il minimo movimento da nessuna
parte, ma era ovvio che fosse cos. Il Ghiacciaio Arena era l da quarant'anni. Sax per non pot fare a
meno di ricordare l'ultima volta che lo aveva visto, e lanci un'involontaria occhiata verso sud, come
se una nuova piena fosse potuta sopraggiungere da un momento all'altro.
La stazione della Biotique si trovava qualche chilometro a monte, sul bordo di un piccolo
cratere, in modo da offrire una vista eccellente del ghiacciaio. Sul finire del tramonto, mentre parte del
personale attivava la stazione, Sax sal con Claire e i visitatori della Armscor, inclusa Phyllis, nella
grande sala di osservazione all'ultimo piano della stazione, per ammirare la massa infranta del ghiaccio
negli ultimi momenti di luce del pomeriggio.
Anche in una giornata relativamente limpida, come quella, i raggi orizzontali del sole tingevano
l'aria di un rosso brunito e la superficie del ghiacciaio scintillava in mille punti, con il ghiaccio rotto di
recente che rifletteva la luce some uno specchio. La maggioranza di quei raggi scarlatti si stendeva in
una linea approssimativa fra loro e il sole, ma ce n'erano alcuni altrove sul ghiaccio dove le superfici
riflettenti erano disposte disordinatamente. Phyllis sottoline come il sole apparisse molto pi grande,
adesso che la soletta era in posizione. Non  meraviglioso? Sembra quasi di vedere gli specchi, vero?
Sembra sangue.
Ha un aspetto decisamente giurassico.
A Sax sembrava una stella di tipo G distante circa un'unit astronomica. Naturalmente, questo
era significativo, dato che erano a 1,5 unit astronomiche di distanza. Quanto a parlare di rubini, o di
occhi di dinosauro...
Il sole scivol oltre l'orizzonte e tutti i punti di luce rossa scomparvero nello stesso momento.
Un grande ventaglio di raggi crepuscolari si stese sul cielo, raggi rosati che fendevano una superficie
viola scuro. Phyllis ebbe un'esclamazione rapita di fronte a quei colori, che erano in effetti molto
limpidi e puri, molto meno opachi di quanto lo fossero stati in precedenza durante la giornata. Mi
chiedo cosa crei quei raggi magnifici disse. Automaticamente, Sax apr la bocca per dare spiegazioni
sull'ombra delle colline o le nubi sopra l'orizzonte, quando gli venne in mente che a) era una domanda
retorica (forse), e b) fornire una risposta tecnica sarebbe stato estremamente tipico di Sax Russell.
Quindi chiuse la bocca e riflett su cosa Stephen Lindholm avrebbe detto in una situazione del genere.
Quel tipo di imbarazzo era per lui una cosa nuova e lo metteva nettamente a disagio, ma avrebbe
dovuto dire qualcosa, almeno per parte del tempo, perch i lunghi silenzi erano un'altra cosa tipica di
Sax Russell e assolutamente estranei a Lindholm, per come lo aveva interpretato fino a quel momento.
Cerc quindi di fare del suo meglio.
Pensate a quanto quei fotoni siano arrivati vicino a colpire Marte disse e a come invece
proseguiranno la loro corsa attraverso l'universo.
Gli altri lo fissarono perplessi per quella strana osservazione, ma questo gli permise di inserirsi
nel gruppo, quindi serv al suo scopo.
Dopo un po' scesero nella sala mensa per mangiare pasta con salsa di pomodoro e pane appena
uscito dal forno. Sax rimase al tavolo principale, mangi e chiacchier quanto gli altri, sforzandosi di
essere normale e facendo del suo meglio per seguire le elusive regole della conversazione e della
socializzazione. Erano cose che non aveva mai capito bene, e che capiva sempre meno quanto pi ci
pensava su. Sapeva di essere sempre stato considerato eccentrico; aveva sentito la storiella dei cento
ratti da laboratorio transgenici che avrebbero preso il controllo del suo cervello. Quello era stato un
momento strano, starsene nel buio fuori dalla porta del laboratorio e sentire quella storia che veniva
raccontata con tanta ilarit da una generazione di studenti di post-dottorato alla successiva,
sperimentando il raro disagio di vedersi come se fosse stato qualcun altro, un qualcun altro molto
strano.
Lindholm per era un tipo cordiale, sapeva come andare d'accordo con la gente. Era uno con
cui si poteva dividere una bottiglia di zinfandel utopiano, uno che sapeva fare la sua parte per rendere
festosa una cena. Qualcuno che comprendeva a livello intuitivo gli algoritmi nascosti del buon
cameratismo, per cui era in grado di far funzionare il sistema senza neppure pensarci.
Quindi si pass un indice sull'arco del nuovo naso e bevve il vino, che in effetti represse il suo
sistema nervoso parasimpatico al punto da renderlo meno inibito e volubile, permettendogli di
chiacchierare con estrema disinvoltura, o cos gli parve, anche se parecchie volte si sent allarmato da
come veniva attirato nella conversazione da Phyllis, che gli sedeva di fronte, e dal modo in cui lei lo
guardava... e da come lui la guardava a sua volta! C'erano protocolli anche per quel genere di cose, ma
non li aveva mai capiti minimamente. Adesso ricord il modo in cui Jessica gli si era appoggiata contro
da Lowen, bevve un altro mezzo bicchiere di vino, sorrise e annu, pensando con disagio all'attrazione
sessuale e alle sue cause.
Qualcuno pose a Phyllis l'inevitabile domanda sulla fuga da Clarke, e nel lanciarsi nel racconto
lei scocc frequenti occhiate a Sax, apparentemente per rassicurarlo che stava spiegando quelle cose
soprattutto per lui. Ascolt con cortesia, resistendo a una certa tendenza a incrociare gli occhi, cosa che
avrebbe potuto indicare il suo sgomento per l'evolversi della situazione.
Non c' stato nessun tipo di avvertimento spieg Phyllis a chi le aveva posto la domanda.
Un momento eravamo in orbita intorno a Marte, all'estremit dell'ascensore, nauseati da quanto
succedeva sulla superficie e facendo del nostro meglio per escogitare un modo per porre fine ai
disordini, e il momento successivo c' stato uno scossone, come un terremoto, e ci siamo trovati alla
deriva, avviati fuori dal sistema solare. Sorrise, fece una pausa per la risata che segu, e Sax comprese
che aveva gi raccontato molte volte quella storia, proprio con quelle parole.
Dovevi essere terrorizzata comment qualcuno.
Ecco, rispose Phyllis  strano come in un'emergenza in realt non ci sia il tempo per
provare qualsiasi cosa. Non appena abbiamo capito cosa stava succedendo, abbiamo compreso anche
che ogni secondo in pi passato su Clarke avrebbe ridotto di centinaia di chilometri le nostre possibilit
di sopravvivenza, quindi ci siamo raccolti nel centro di comando, abbiamo contato quanti eravamo,
discusso sul da farsi e inventariato cosa avevamo a disposizione. C'era agitazione, ma non panico, se
capite cosa intendo. Comunque,  risultato che negli hangar c'era pi o meno il solito numero di
trasporti merci Terra-Marte, e i calcoli dell'IA hanno indicato che avremmo avuto bisogno della spinta
di quasi tutti per tornare nel piano dell'eclittica in tempo per incrociare il sistema di Giove. Eravamo
diretti verso l'esterno e verso l'alto, e nella direzione generale di Giove, il che era una benedizione. In
ogni caso,  stato allora che la situazione si  fatta folle. Dovevamo portare tutti i trasporti fuori dagli
hangar e farli volare accanto a Clarke, e poi allinearli e caricarli con tutta l'aria di Clarke che potevano
contenere, carburante e tutto il resto. Ci siamo ritrovati con quella scialuppa di salvataggio messa
insieme alla meglio solo trenta ore dopo il lancio, il che, a ripensarci,  quasi incredibile. Quelle trenta
ore...
Scosse il capo, e a Sax parve di cogliere un vero ricordo insinuarsi di colpo nel racconto,
scuotendola leggermente. Trenta ore erano un tempo di evacuazione davvero veloce, e senza dubbio era
volato come un sogno nella frenesia dell'azione, uno stato mentale cos diverso da quello ordinario che
poteva passare per trascendenza.
Dopo si  trattato soltanto di accalcarsi in un paio di alloggi per l'equipaggio... eravamo
duecentottantasei... e di uscire con le tute EVA per rimuovere le parti non essenziali dei trasporti. E di
sperare che ci sarebbe stato carburante a sufficienza per riportarci in rotta verso Giove. Ci sono voluti
pi di due mesi prima che potessimo essere certi che avremmo intercettato il sistema di Giove, e altre
dieci settimane prima di farlo davvero. Abbiamo usato lo stesso Giove come una maniglia
gravitazionale che ci ha spinti verso la Terra, che in quel momento era pi vicina di Marte. E abbiamo
ruotato tanto rapidamente intorno a Giove che poi abbiamo avuto bisogno dell'atmosfera della Terra, e
anche della Luna, per rallentare, perch eravamo quasi senza carburante e al tempo stesso eravamo gli
umani pi veloci della storia per un fattore di due. Ottantamila chilometri all'ora, questa credo fosse la
velocit quando abbiamo colpito la stratosfera per la prima volta. Una velocit utile, in realt, perch
eravamo a corto di cibo e di aria. Abbiamo davvero patito la fame, verso la fine. Per ce l'abbiamo
fatta. E abbiamo visto Giove da cos vicino aggiunse, tenendo pollice e indice a un paio di centimetri
di distanza uno dall'altro.
La gente rise, e il bagliore di trionfo che si accese negli occhi di Phyllis non ebbe nulla a che
vedere con Giove. Gli angoli della sua bocca per si erano contratti e irrigiditi: verso la fine della
storia, qualcosa aveva in qualche modo gettato un'ombra sul suo trionfo.
E tu eri il capo, vero? domand qualcun altro.
Phyllis sollev una mano, come a dire che non poteva negarlo, anche se avrebbe voluto. 
stato uno sforzo comune rispose. A volte per qualcuno deve prendere una decisione quando c' una
situazione di stallo, o anche soltanto bisogno di rapidit. Ed ero stata il capo, su Clarke, prima della
catastrofe.
Esib il suo ampio sorriso, sicura che avevano gradito la sua storia. Sax sorrise con gli altri e
annu quando lei guard dalla sua parte. Era una donna attraente, pens, ma non molto intelligente. O
forse si trattava solo del fatto che lei non gli piaceva molto. Di certo sotto alcuni aspetti era molto
intelligente, era stata una buona biologa quando si era occupata di biologia, e di certo aveva un
punteggio di QI elevato. Per c'erano diversi tipi di intelligenza, e non tutti erano rilevabili in base a
test analitici. Sax lo aveva notato durante i suoi anni da studente: c'erano persone che ottenevano un
alto punteggio in qualsiasi test d'intelligenza ed erano molto brave nel loro lavoro, ma che allo stesso
tempo potevano entrare in una stanza piena di persone e nell'arco di un'ora farsi ridere dietro o
addirittura farsi disprezzare da tutti. Il che non era una cosa molto furba. In effetti, gli pareva che le pi
frivole cheerleader di una scuola superiore, per esempio, che riuscivano a essere cordiali con tutti e
quindi universalmente popolari, esercitassero un'intelligenza potente almeno quanto quella di qualsiasi
brillante ma goffo matematico, perch il calcolo dell'interazione umana era molto pi sottile e variabile
di qualsiasi legge fisica, qualcosa come quel campo matematico emergente chiamato caos ricombinante
a cascata, solo meno semplice. Quindi c'erano almeno due tipi di intelligenza, e probabilmente anche
molti altri: spaziale, estetica, morale o etica, interazionale, analitica, sintetica, e cos via. E le persone
veramente eccezionali erano quelle intelligenti in molti modi diversi, che spiccavano come qualcosa di
speciale. Phyllis, tuttavia, che si crogiolava nelle attenzioni dei suoi ascoltatori, perlopi molto pi
giovani di lei, e almeno apparentemente ammaliati dalla sua storicit... Phyllis non era uno di quegli
individui universali. Al contrario, pareva piuttosto ottusa quando si trattava di valutare quello che le
persone pensavano di lei. Sax, che sapeva di condividere quella carenza, la osserv con il miglior
sorriso alla Lindholm che riusc a esibire, anche se gli pareva che quella fosse da parte sua
un'esibizione palesemente vanesia, perfino un po' arrogante. E l'arroganza era sempre stupida, oppure
era una maschera per celare un qualche tipo di insicurezza. Difficile intuire di quale insicurezza si
potesse trattare, in una persona tanto attraente e di successo. E di certo lei era attraente.
Dopo cena tornarono nella stanza di osservazione all'ultimo piano, dove sotto una scintillante
cupola di stelle la gente della Biotique accese un po' di musica. Era il genere chiamato nuevo calypso,
che al momento era di moda a Burroughs, e parecchi membri del gruppo tirarono fuori gli strumenti per
suonare a loro volta, mentre altri si portarono nel centro della stanza e cominciarono a ballare. Sax
calcol che la musica aveva un ritmo di circa cento battute al minuto, perfettamente fisiologico per
stimolare appena un po' il cuore. Supponeva che fosse il segreto della maggior parte della musica da
ballo.
Poi Phyllis fu l accanto a lui, lo afferr per una mano e lo tir fra i ballerini. Sax si fren a
stento dal ritrarre di scatto la mano dalla sua, e fu certo che la sua reazione al sorriso di invito di lei
fosse quantomeno stentata. Per quel che riusciva a ricordare, non aveva mai ballato in vita sua. Ma
quella era stata la vita di Sax Russell. Di certo Stephen Lindholm aveva danzato parecchio, quindi
cominci a saltellare moderatamente su e gi al ritmo della grancassa, agitando in modo incerto le
braccia lungo i fianchi e sorridendo a Phyllis in una disperata simulazione di disinvolto piacere.
Pi tardi quella sera, mentre i membri pi giovani dello staff Biotique stavano ancora ballando,
Sax prese l'ascensore per scendere a prendere alcune vaschette di latte gelato in cucina. Quando torn
all'ascensore, Phyllis era gi dentro, proveniente dal piano sottostante dei dormitori. Lascia che ti aiuti
con quelle disse, e prelev due dei quattro sacchetti di plastica che gli pendevano dalle dita. Quando li
ebbe in mano, si incurv in avanti (era di qualche centimetro pi alta di lui) e lo baci in pieno sulla
bocca. Sax ricambi il bacio, il che fu un tale shock che non cominci a provare davvero qualcosa
finch lei non si ritrasse. Poi il ricordo della sua lingua fra le sue labbra fu come un altro bacio. Cerc
di apparire meno confuso, ma quando Phyllis scoppi a ridere comprese che aveva fallito. Vedo che
non sei poi il rubacuori che sembri essere comment. Considerata la situazione, questo serv soltanto
ad allarmarlo maggiormente. In realt, prima di allora nessuna aveva mai fatto una cosa del genere con
lui. Cerc di riprendersi, ma poi l'ascensore rallent e le porte si aprirono.
Per tutto il resto della serata, mentre mangiavano il dessert e andavano avanti con il party,
Phyllis non lo avvicin pi. Quando per arriv la pausa di adeguamento orario, e lui si avvi agli
ascensori per tornare nella sua stanza, mentre le porte si chiudevano Phyllis scivol nella cabina, e non
appena l'ascensore si mosse riprese a baciarlo. Sax la circond con le braccia e ricambi il bacio,
cercando di capire cosa avrebbe fatto Lindholm in quella situazione e se c'era un modo di uscirne che
non lo mettesse nei guai. Quando l'ascensore rallent, Plyllis si ritrasse con uno sguardo appannato e
sognante. Vieni, accompagnami nella mia stanza disse. Barcollando un po', Sax la prese per un
braccio come se fosse stata una delicata apparecchiatura da laboratorio e si lasci guidare verso la
stanza di lei, che era minuscola, come le altre. In piedi sulla soglia, si baciarono di nuovo, sebbene Sax
avesse la netta sensazione che quella fosse la sua ultima possibilit di fuggire, in modo aggraziato o
meno. Not per che stava ricambiando il bacio piuttosto appassionatamente, e la segu senza
protestare quando lei si ritrasse mormorando: Tanto vale che tu venga dentro. In effetti il suo pene
era incastrato a met strada dalla cintura nel suo cieco annaspare verso le stelle, tutti i suoi cromosomi
vibravano sonoramente, quegli idioti, di fronte a quella occasione di immortalit. Era passato molto
tempo dall'ultima volta che aveva fatto l'amore con chiunque che non fosse Hiroko, e quegli incontri,
per quanto piacevoli e cordiali, non erano stati appassionati, erano stati pi che altro un'estensione del
trovarsi a fare il bagno insieme. Phyllis, invece, che armeggiava con i loro vestiti mentre ricadevano sul
letto senza smettere di baciarsi, era chiaramente eccitata, e quell'eccitazione si trasferiva anche a lui in
una sorta di conduzione immediata. La sua erezione balz impaziente fuori dai pantaloni quando
Phyllis glieli tir gi lungo le gambe come in un'illustrazione della teoria dell'egoismo genetico, e lui
pot soltanto ridere nell'abbassare la lunga cerniera della tuta di lei. Libero da preoccupazioni,
Lindholm sarebbe di certo stato eccitato da quell'incontro, questo era chiaro, quindi doveva esserlo
anche lui. Inoltre, anche se Phyllis non gli piaceva particolarmente, la conosceva, c'era quel vecchio
legame dei primi cento, i ricordi di quegli anni vissuti insieme ad Underhill... e c'era qualcosa di
provocante nell'idea di fare l'amore con una donna che conosceva da cos tanto tempo. Inoltre, tutti gli
altri primi cento erano stati poligami... tutti tranne lui e Phyllis, pareva... quindi adesso stavano
recuperando il tempo perduto. E lei era molto attraente. E poi, essere desiderato era una cosa piacevole.
Tutte quelle razionalizzazioni erano facili a farsi sul momento, subito dimenticate sotto l'assalto
della sensazione sessuale. Subito dopo aver completato l'atto, per, Sax riprese a preoccuparsi. Doveva
tornare nella sua stanza, o doveva rimanere? Phyllis si era addormentata con la mano sul suo fianco,
come ad assicurarsi che sarebbe rimasto. Nel sonno, tutti apparivano come bambini. Studi il suo corpo
in tutta la sua lunghezza, rimanendo ancora una volta leggermente scioccato dalle svariate
manifestazioni di dimorfismo sessuale. Il suo respiro era cos calmo. Essere desiderato... le dita di lei
erano ancora strette intorno alle sue costole, quindi rimase. Per non dorm molto.
Sax si immerse nel lavoro sul ghiacciaio e sul terreno circostante. A volte Phyllis usciva sul
campo, ma era sempre molto discreta nel suo comportamento, tanto da indurre Sax a dubitare che
Claire (o Jessica!) o chiunque altro si fossero resi conto di quello che era successo... o che succedeva di
nuovo a intervalli di pochi giorni. Quella era un'altra complicazione. Come avrebbe reagito Lindholm
all'apparente desiderio di Phyllis di mantenere segreta la cosa? Alla fine dei conti, per, non era un
problema. Lindholm era pi o meno costretto da una questione di cavalleria, o di compiacenza, o
qualcosa del genere, a comportarsi come avrebbe fatto Sax. Cos tennero la cosa per loro stessi, come
avrebbero fatto ad Underhill, o sull'Ares, o ad Antartica. Le vecchie abitudini sono dure a morire.
E con la distrazione offerta dal ghiacciaio era abbastanza facile tenere segreta la loro storia. Il
ghiaccio, e le costole di terra che lo circondavano, erano ambienti affascinanti, dove c'erano molte cose
da studiare e da cercare di capire.
La superficie del ghiacciaio risult essere estremamente fratturata, come suggeriva la letteratura
al riguardo, perch si era mescolata con la regolite durante la piena ed era venata di bolle da
dissoluzione dell'anidride carbonica. Rocce e massi intrappolati sulla superficie avevano fuso il
ghiaccio sottostante, che poi si era nuovamente congelato intorno a essi, in un ciclo quotidiano che li
aveva lasciati sommersi per circa due terzi. A un'indagine ravvicinata, tutti i seracchi che si ergevano al
di sopra della confusa superficie del ghiacciaio come dolmen titanici risultarono essere profondamente
butterati. Il ghiaccio era fragile a causa del freddo estremo, e lento a fluire verso valle per via della
ridotta forza di gravit, ma si muoveva comunque verso il basso come un fiume al rallentatore, e poich
la sua fonte si era svuotata, tutta la massa sarebbe finita sulla Vastitas Borealis. Era possibile trovare
segni di quel movimento nel ghiaccio spezzato di fresco che vedevano ogni giorno... nuovi crepacci,
seracchi crollati, iceberg spezzati. Quelle superfici fresche venivano rapidamente ricoperte da cristallini
fiori di ghiaccio, la cui salinit serviva solo ad accelerare la velocit di cristallizzazione.
Affascinato da quell'ambiente, Sax prese l'abitudine di uscire da solo ogni giorno all'alba,
seguendo le piste segnate che il personale della stazione aveva tracciato. Nella prima ora del giorno
tutto il ghiaccio risplendeva di vibranti toni rosati, riflettendo i colori del cielo. Quando la luce diretta
del sole colpiva le superfici infrante del ghiacciaio, il vapore cominciava a salire dalle crepe e dalle
polle ricoperte di ghiaccio, e i fiori di ghiaccio scintillavano come gioielli. Nelle mattine senza vento,
un piccolo strato di inversione termica intrappolava la nebbia a una ventina di metri dal suolo,
formando una sottile nuvola arancione. Era chiaro che l'acqua del ghiacciaio si andava diffondendo
piuttosto in fretta in tutto il mondo.
Mentre passeggiava nell'aria gelida, avvistava molte specie diverse di alghe delle nevi e di
licheni. I pendii rivolti verso il ghiacciaio dei due costoni laterali erano particolarmente ben popolati,
punteggiati di piccole chiazze di verde, oro, oliva, nero, ruggine e molti altri colori... forse trenta o
quaranta in tutto. Sax passeggiava su quelle pseudo-morene camminando con cautela, altrettanto
attento a non camminare su una pianta come non avrebbe camminato su un esperimento di laboratorio,
anche se in realt pareva che la maggior parte dei licheni non se ne sarebbe neppure accorta. Erano
robusti: roccia nuda e acqua erano tutto ci di cui avevano bisogno, oltre alla luce, anche se pareva non
gliene servisse molta. Crescevano sotto il ghiaccio, dentro il ghiaccio e perfino dentro frammenti porosi
di roccia trasparente. E in un ambiente ospitale, come una crepa nella morena, arrivavano addirittura a
prosperare. Ogni crepa che vedeva sfoggiava macchie di licheni keland, gialli e color bronzo, che
esaminati con una lente rivelavano minuscoli steli biforcuti bordati di spine. Sulle rocce piatte trov i
licheni crostosi: licheni a forma di bottone, di moncone, di scudo, candellaria, licheni rhizocarpon
verde mela e calopaca fra il rosso e l'arancione, che indicavano una concentrazione di nitrato di sodio
nella regolite. Raccolte sotto i fiori di ghiaccio c'erano crescite di licheni della neve di un pallido verde
grigiastro, che sotto la lente d'ingrandimento risultavano avere steli simili a quelli dei licheni
islandesi... grandi masse che sembravano delicate come merletti. Il lichene verme appariva grigio e
sotto la lente rivelava corna avvizzite che parevano estremamente delicate. Tuttavia, se qualche parte si
spezzava, le cellule di alghe racchiuse nei filamenti fungoidi continuavano a crescere e si sviluppavano
in altri licheni, attaccandosi dovunque si posavano. Riproduzione mediante frammentazione: davvero
utile in un ambiente come quello.
Quindi i licheni prosperavano, e insieme alle specie che Sax riusc a identificare grazie alle foto
sul piccolo schermo del suo wristpad, ce n'erano molte altre che non parevano corrispondere a nessuna
di quella catalogate. Lo incuriosirono al punto che prelev alcuni campioni per portarli indietro e
mostrarli a Claire e Jessica.
I licheni per erano soltanto l'inizio. Sulla Terra, le regioni rocciose esposte dal ritrarsi dei
ghiacci, o dalla crescita di giovani montagne, erano chiamate campi di massi, o ghiaioni. Su Marte, la
zona equivalente era la regolite, e quindi la maggior parte della superficie del pianeta. Un mondo di
ghiaioni. Sulla Terra quelle regioni venivano colonizzate inizialmente da microbatteri e terreno
immaturo che riempivano lentamente le fessure fra le rocce. Con il tempo, in quella matrice si
accumulava abbastanza materiale inorganico da supportare altri tipi di flora, e in quello stadio le zone
venivano definite fellfield, dove fell era il termine gaelico per indicare la pietra. Era un nome
appropriato, perch erano campi di pietre, la superficie del terreno ne era tempestata, il terriccio sopra e
intorno a esse era spesso meno di tre centimetri e supportava una piccola comunit di piante aderenti al
suolo.
E adesso c'erano fellfield su Marte. Claire e Jessica gli suggerirono di attraversare il ghiacciaio
e di scendere a valle lungo la morena laterale, quindi una mattina (sgusciando via da Phyllis) lo fece, e
dopo un'ora di cammino si ferm su un masso alto fino al ginocchio. Sotto di lui, discendente nel
canale roccioso accanto al ghiacciaio, c'era un tratto umido di terreno piatto che ammiccava sotto la
luce della tarda mattinata. Era chiaro che l'acqua di disgelo scorreva su di essa quasi tutti i giorni...
nella quiete assoluta del mattino poteva gi sentire lo sgocciolio di piccoli corsi d'acqua sotto il bordo
del ghiacciaio, che suonavano come un coro di segnavento di legno. E su quello spartiacque in
miniatura, fra i rivoli di acqua corrente, c'erano ovunque chiazze di colore che saltavano all'occhio...
fiori. Quindi era un tratto di fellfield con il suo caratteristico effetto millefiori, che punteggiava la
distesa grigia di punti rossi, blu, gialli, rosa, bianchi...
I fiori erano montati su piccoli cuscini di muschio, o florette, oppure racchiusi fra foglie pelose.
Tutte le piante aderivano al terreno scuro, che doveva essere molto pi caldo dell'aria che lo
sovrastava: niente tranne gli steli d'erba era pi alto di un centimetro rispetto al terreno. Con cautela, in
punta di piedi, pass di roccia in roccia, riluttante a calpestare anche una singola pianta. Si inginocchi
sulla ghiaia per esaminare quelle piccole crescite con la lente di ingrandimento applicata alla visiera del
casco, regolata alla massima potenza. Quelli che brillavano vividi sotto la luce del mattino erano
classici organismi da fellfield: campioni di muschio, con i loro anelli di minuscoli fiori rosa sui
cuscinetti verde scuro; steli di poa pratensis alti cinque centimetri, simili a vetro sotto la luce, che
usavano la radice a fittone del flogo per ancorare le loro delicate radici... c'era una primula alpina color
magenta, con il suo occhio giallo e le foglie di un verde cupo che formavano stretti canali per dirigere
l'acqua verso la rosetta. Molte di queste piante avevano foglie pelose. C'era un nontiscordardim di un
blu intenso, i petali cos soffusi di antocianine da essere quasi purpurei... il colore che il cielo marziano
avrebbe acquisito a 230 millibar, secondo i suoi calcoli durante il viaggio fino ad Arena. Era
sorprendente che quel colore non avesse un nome, caratteristico com'era. Forse era blu ciano.
La mattina trascorse mentre lui si spostava con estrema lentezza di pianta in pianta, usando la
guida da campo del wristpad per identificare arenaria, grano saraceno, cistanthe, lupini nani, trifoglio
nano e la saxifraga, sua omonima, che spezzava la roccia. Prima di allora non ne aveva mai trovata una
allo stato selvatico, e pass molto tempo a contemplare la prima che individu: una saxifraga artica,
Saxifraga hirculus, minuscoli rami coperti da lunghe foglie che finivano con piccoli fiori azzurro
pallido.
Come per i licheni, c'erano molte piante che non era in grado di identificare perch avevano
caratteristiche di specie, e perfino di generi diversi, oppure erano del tutto anonime, con caratteristiche
che erano una strana mescolanza di tratti provenienti da biosfere esotiche, tanto da somigliare a piante
sottomarine o a nuovi tipi di cactus. Presumibilmente erano specie ottenute con l'ingegneria genetica,
anche se era sorprendente che non fossero elencate nella guida. Forse erano esemplari mutanti. Ah, ma
laggi, dove un'ampia crepa aveva raccolto uno strato pi profondo di humus e un minuscolo rivolo
d'acqua, c'era una macchia di kobresia. La kobresia e altre carici crescevano dove c'era umidit, e il
loro terriccio estremamente assorbente alterava in fretta il terreno sottostante, svolgendo un importante
lavoro di lenta transizione da fellfield a prato alpino. Adesso che l'aveva notata poteva scorgere anche
minuscoli corsi d'acqua che scorrevano lungo la roccia, contrassegnati dalla loro popolazione di carici.
Inginocchiato su un cuscinetto isolante, disattiv la lente di ingrandimento e si guard intorno.
Trovandosi cos in basso, pot d'un tratto vedere tutta una serie di piccoli fellfield sparsi sul pendio
della morena come disegni di un tappeto persiano, lacerati dal passaggio del ghiaccio.
Tornato alla stazione, trascorse molto tempo chiuso in laboratorio a studiare i campioni di
piante al microscopio, esaminando una serie di test e discutendo del risultato con Berkina, Claire e
Jessica.
Sono soprattutto poliploidi? chiese Sax
S conferm Berkina.
I poliploidi erano molto frequenti a quote elevate, sulla Terra, quindi la cosa non era
sorprendente. Era un fenomeno strano... un raddoppiarsi, triplicarsi o perfino quadruplicarsi del numero
originario di cromosomi di una pianta. Le piante diplodi, con dieci cromosomi, sarebbero state
rimpiazzate da poliploidi con venti, trenta o perfino quaranta cromosomi. Gli ibridizzatori avevano
usato quel fenomeno per anni, per sviluppare eleganti piante da giardino, perch di solito i poliploidi
erano pi grandi... foglie, fiori, frutti, dimensioni delle cellule, tutto era pi grande, e spesso avevano
una gamma di varianti pi ampie delle piante genitrici. Quel genere di adattabilit le rendeva pi
indicate a occupare spazi nuovi, come quelli dentro e sotto un ghiacciaio. Nell'artico terrestre c'erano
isole dove l'ottanta percento delle piante erano poliploidi. Sax suppose che fosse una strategia per
evitare gli effetti distruttivi di intervalli di mutazione troppo ravvicinati, il che avrebbe spiegato perch
si verificava in aree ad alta incidenza di UV. Le intense irradiazioni di UV spezzavano una quantit di
geni, ma se essi erano replicati in altri set di cromosomi, allora era probabile che non ci fosse nessun
segno fenotipico esteriore del danno, e nessun impedimento alla riproduzione. Abbiamo scoperto che
anche quando non partiamo dai poliploidi, cosa che in genere facciamo, le piante cambiano nell'arco di
poche generazioni.
Avete individuato il meccanismo che provoca la trasformazione?
No.
Un altro mistero. Sax scrut nel microscopio, seccato da quella falla piuttosto sorprendente nel
tessuto bizzarramente lacerato della scienza biologica. Per non c'era niente da fare al riguardo: nel
2050 aveva studiato personalmente la cosa, nei suoi laboratori al Belvedere Eco, ed era risultato che i
poliplodi fossero effettivamente stimolati da maggiori radiazioni UV rispetto a quelle che l'organismo
era abituato a ricevere, ma quanto a come le cellule leggevano quella differenza e poi effettivamente
raddoppiavano, triplicavano o quadruplicavano il loro conteggio cromosomico...
Devo dire che mi sorprende come tutto stia prosperando.
Claire ebbe un sorriso soddisfatto. Temevo che dopo aver vissuto sulla Terra tu potessi trovare
tutto questo molto spoglio.
Ecco, no. Sax si schiar la gola. Suppongo di non aver avuto aspettative, o di essermi
aspettato soltanto alghe e licheni, ma quei fellfield sembrano prosperare. Credevo ci sarebbe voluto pi
tempo.
Sulla Terra ci sarebbe voluto, ma devi ricordare che qui non ci limitiamo a spargere semi e ad
aspettare di vedere cosa succede. Ogni singola specie  stata potenziata per aumentarne la resistenza e
la velocit di crescita.
E seminiamo di nuovo ogni primavera aggiunse Berkina. E fertilizziamo con batteri che
fissano l'azoto, e anche con un'applicazione diretta.
Credevo che la moda fosse quella dei batteri denitrificanti.
Quelli vengono specificamente distribuiti in spessi depositi di nitrato di sodio, per far
traspirare l'azoto nell'atmosfera. Quando coltiviamo, per, ci serve pi azoto nel terreno, quindi
spargiamo fissatori di azoto.
Continua a sembrarmi che la crescita sia molto rapida. E tutto questo deve essere successo
prima della soletta.
Il fatto , interloqu Jessica, dalla sua scrivania dall'altro lato della stanza che a questo punto
non c' competizione. Le condizioni sono dure, ma queste sono piante molto resistenti e quando le
mettiamo l fuori non trovano una competizione che le rallenti.
 una nicchia vuota specific Claire.
E qui le condizioni sono migliori che nella maggior parte dei posti su Marte continu
Berkina. Nel Sud l'afelio si verifica d'inverno, e c' un'altitudine elevata. Le stazioni che si trovano
laggi riferiscono che la moria invernale  devastante. Qui per il perielio invernale  molto pi mite e
siamo a un'altitudine di appena un chilometro. In realt,  un ambiente molto favorevole. Sotto molti
aspetti  migliore dell'Antartide, soprattutto nei livelli di CO2. Mi chiedo se questo non spieghi in parte
la velocit di cui parli.  come se le piante fossero sovralimentate.
Ah annu Sax.
Quindi i fellfield erano giardini. Una crescita aiutata, piuttosto che una crescita naturale. Lo
aveva saputo, naturalmente... era una cosa scontata ovunque su Marte... ma i fellfield, cos rocciosi e
diffusi, erano parsi abbastanza selvaggi e spontanei da riuscire per un momento a confonderlo. E anche
tenendo presente che erano giardini, continuava a essere sorpreso che fossero tanto vigorosi.
Bene, e adesso abbiamo la soletta che riversa luce sulla superficie! esclam Jessica. E scosse
il capo, come se disapprovasse. L'insolazione della Terra era naturale al quarantacinque percento, e
con la soletta qui dovrebbe arrivare al cinquantaquattro percento.
Dimmi di pi su questa soletta chiese Sax, soppesando le parole.
Gli spiegarono che era una sorta di struttura rotonda. Un gruppo di transnazionali, guidate dalla
Subarashii, aveva costruito un array a barre circolare fatto di vele solari a specchio e lo aveva
posizionato fra il sole e Marte, allineandolo perch focalizzasse verso l'interno la luce solare che non
avrebbe raggiunto il pianeta. Uno specchio di supporto anulare, che ruotava in un'orbita polare,
rifletteva la luce verso la soletta per controbilanciare la pressione della luce solare, e anche quella
veniva riflessa su Marte. Entrambi quei sistemi di specchi erano veramente enormi se paragonati alle
precedenti vele che Sax aveva requisito da astronavi commerciali per ridirigere la luce sulla superficie,
e la quantit di luce solare che aggiungevano al sistema era davvero significativa.
Costruirli deve essere costato una fortuna osserv.
Oh, s. Le grosse transnazionali stanno facendo investimenti incredibili.
E non hanno ancora finito dichiar Berkina. Hanno intenzione di posizionare una lente aerea
a poche centinaia di chilometri dalla superficie, in modo che focalizzi parte della luce proveniente dalla
soletta fino a riscaldare la superficie, portandola a temperature fantastiche, come cinquemila gradi...
Cinquemila!
S, credo sia quello che ho sentito dire. Vogliono fondere la sabbia e la regolite sottostante, che
liberer tutte le sostanze volatili nell'atmosfera.
Ma cosa mi dici della superficie?
Intendono farlo in aree remote.
In linea retta, aggiunse Claire in modo da finire per avere canali di scolo.
Canali ripet Sax.
S, esatto risero gli altri.
Canali dai lati di vetro afferm Sax, turbato dal pensiero di tutte quelle sostanze volatili.
L'anidride carbonica sarebbe stata preminente fra di esse, forse la principale.
Per non voleva mostrare troppo interesse per i problemi di terraformazione, quindi lasci
perdere e ben presto ripresero a parlare del loro lavoro. Allora, disse suppongo che alcuni fellfield
si trasformeranno presto in prati alpini.
Oh, ci siamo gi arrivati replic Claire.
Davvero!
S, ecco, sono piccoli. Ma cammina lungo l'orlo occidentale per circa tre chilometri... lo hai
gi fatto?... e vedrai. Prati alpini, e anche krummholz. Non  stato tanto difficile. Abbiamo piantato
alberi senza alterarli molto, perch un sacco di specie di pini e abeti terrestri sono risultati avere una
tolleranza di temperatura molto inferiore a quella di cui avevano bisogno nei loro habitat terrestri.
 strano.
Un'eredit delle ere glaciali, suppongo, ma ora torna utile.
Interessante comment Sax.
Trascorse il resto della giornata a guardare nel microscopio senza vedere niente, perso nei suoi
pensieri. Cos tanta parte della vita  spirito, era solita dire Hiroko. Era una cosa molto strana, il vigore
delle cose viventi, la loro tendenza a proliferare, quello che Hiroko chiamava l'impeto verde, la loro
viriditas. Un protendersi verso uno schema. Lo rendeva cos curioso.
Quando arriv l'alba del giorno successivo si svegli nel letto di Phyllis, con lei aggrovigliata
nelle coltri al suo fianco. Dopo cena, tutto il gruppo si era ritirato nella sala di osservazione, com'era
diventato abituale, e Sax aveva portato avanti la conversazione con Claire, Jessica e Berkina. Jessica si
era mostrata molto cordiale con lui, com'era solita fare, Phyllis lo aveva visto e lo aveva seguito nel
bagno vicino all'ascensore, saltandogli addosso con quel suo abbraccio seducente in modo devastante,
cosicch avevano finito per scendere al piano dei dormitori, e nella camera di lei. E anche se si era
sentito a disagio a scomparire in quel modo senza dare la buonanotte agli altri, Sax aveva fatto l'amore
con lei appassionatamente. Adesso nel guardarla ricord con disgusto il loro precipitoso abbandonare la
sala. Era sufficiente il pi stupido sociobiologo per spiegare un comportamento del genere: la
competizione per i compagni era un'attivit animale molto basilare. Naturalmente prima di allora lui
non si era mai trovato a essere il soggetto di una simile competizione, ma in quella manifestazione
improvvisa non c'era niente di cui andare orgogliosi. Era chiaro che succedeva a causa della chirurgia
estetica di Vlad, che per un qualche caso aveva ridisposto la sua faccia secondo una configurazione che
attirava le donne, anche se il motivo per cui una certa disposizione dei tratti facciali dovesse essere pi
attraente di un'altra continuava a essere per lui un mistero. Aveva sentito in precedenza spiegazioni
sociobiologiche dell'attrazione sessuale e capiva che alcune di esse potevano avere una certa validit.
Un uomo cercava una compagna con i fianchi ampi che le permettessero di generare senza rischi i suoi
figli, con seni pronunciati perch li potesse nutrire, ecc. Una donna cercava forse un uomo che nutrisse
i suoi figli e generasse bambini forti, ecc. Questo aveva senso, ma niente di tutto questo aveva a che
vedere con i tratti facciali. Per quanto riguardava questi ultimi, le spiegazioni dei sociobiologi si
facevano alquanto inconsistenti: occhi ben distanziati per una buona vista, buoni denti come aiuto alla
salute, un naso marcato per non prendere raffreddori... no. Non era affatto razionale. Era una questione
di configurazioni casuali che in qualche modo attiravano l'occhio, un giudizio estetico in cui minuscole
differenze non funzionali potevano costituire una differenza enorme, il che indicava che le
preoccupazioni pratiche non rientravano fra i fattori. Un caso che lo dimostrava era quello di un paio di
sorelle gemelle con cui lui aveva frequentato le superiori... erano gemelle monozigoti, e si
somigliavano moltissimo, e tuttavia in qualche modo una era stata insignificante, e l'altra bella. No, era
una questione di millimetri di carne e ossa e cartilagine, che accidentalmente assumevano schemi che
piacevano o non piacevano. Quindi Vlad aveva apportato alcune alterazioni alla sua faccia, e adesso le
donne entravano in competizione per ottenere le sue attenzioni anche se lui era la stessa persona che era
sempre stata. Una persona per cui Phyllis in passato non aveva mai mostrato il minimo interesse,
quando lui aveva avuto l'aspetto che la natura gli aveva dato. Era difficile non essere alquanto cinici al
riguardo. Essere desiderati, s. Ma essere desiderato per motivi insignificanti...
Si alz dal letto e indoss una delle tute di ultimissima generazione, leggere e molto pi
confortevoli dei vecchi walker, poi usc di nuovo sul ghiacciaio.
Scricchiolando sulla brina, avanz lungo la principale pista segnata che attraversava il fiume di
ghiaccio, poi devi verso valle sulla riva occidentale, oltrepassando i fellfield di millefiori, rivestiti di
brina che cominciava gi a sciogliersi sotto la luce. Arriv al punto in cui il ghiacciaio scendeva lungo
una piccola scarpata, creando una breve e assurda cascata ghiacciata. L il ghiacciaio descriveva anche
una svolta di alcuni gradi sulla sinistra, seguendo le costole che lo delimitavano. Improvvisamente un
sonoro crepitio pervase l'aria, seguito da un rombo a bassa frequenza che gli vibr nello stomaco. Il
ghiaccio si stava muovendo. Si ferm ad ascoltare e colse il rumore lontano, simile a uno scampanio,
dell'acqua che scorreva sotto il ghiaccio. Quella mattina la luce era molto limpida, il vapore che saliva
dal ghiaccio era come fumo bianco.
Poi, al riparo di alcuni massi, si imbatt in un anfiteatro di fellfield punteggiato di fiori simili a
macchie di pittura; e sul fondo del campo c'era un piccolo prato alpino, rivolto a sud e di un verde
sconvolgente, lo strato di erba e di carici attraversato da rivoletti d'acqua coperti di ghiaccio. E lungo i
contorni dell'anfiteatro, al riparo nelle fenditure e sotto le rocce, erano accoccolati parecchi alberi nani.
Era un krummholz, allora, che nell'evoluzione dei paesaggi montani costituiva lo stadio
successivo ai prati alpini. Gli alberi nani che aveva avvistato appartenevano in realt a specie comuni,
abete, Pinea glauca, che in quelle avverse condizioni ambientali si miniaturizzavano spontaneamente,
modellandosi all'interno degli spazi protetti in cui erano cresciuti. O dove erano stati piantati, pi
probabilmente. Vide alcuni esemplari di Pinus contorta in mezzo ai pi numerosi abeti bianchi. Quelli
erano gli alberi della Terra che pi tolleravano il freddo, e apparentemente il team della Biotique aveva
aggiunto anche la tolleranza alla salinit propria di piante come la tamerice. Si era ricorso a ogni tipo di
ingegneria genetica per aiutare quelle piante, e tuttavia quelle condizioni estreme ne limitavano ancora
la crescita, al punto che alberi che sarebbero dovuti diventare alti trenta metri se ne stavano accoccolati
in piccole sacche di protezione che arrivavano al ginocchio, riparati dal vento e dai cumuli di neve
invernale. Da qui derivava il nome tedesco di krummholz, che significava legno contorto', o forse
legno elfico'... la prima zona in cui gli alberi riuscivano ad approfittare del lavoro di costruzione del
terreno dei fellfield e dei prati alpini. La linea degli alberi.
Si aggir lentamente per l'anfiteatro, camminando sulle rocce, esaminando muschi, carici, erba
e ogni singolo albero. Quelle piccole piante nodose erano contorte come se fossero state coltivate da
folli giardinieri specializzati in bonsai. Che bello disse pi volte ad alta voce, nell'esaminare un
ramo, un tronco o il disegno di un tratto di corteccia laminata, che si staccava come uno strato di pasta
fillo. Oh, che bello. Oh, se avessimo qualche talpa... talpe, arvicole, marmotte e volpi. Per la CO2
nell'atmosfera era quasi il trenta percento dell'aria, forse cinquanta millibar gi da sola, e qualsiasi
mammifero sarebbe morto rapidamente in un'atmosfera del genere. Era per questo che si era sempre
opposto al modello di terraformazione in due stadi, che richiedeva un accumulo massiccio di CO2
prima di qualsiasi altra cosa. Come se riscaldare il pianeta fosse stata la sola meta da raggiungere! Il
riscaldamento non era una meta, per. Lo era avere animali sulla superficie. Questo non era buono solo
di per s stesso, ma lo era anche per le piante, molte delle quali avevano bisogno degli animali. La
maggior parte di queste piante di fellfield si diffondeva da sola, naturalmente, e c'erano alcuni insetti
alterati che la Biotique aveva liberato e che si aggiravano l fuori con il cocciuto istinto di
sopravvivenza degli insetti, mezzi morti e che riuscivano a stento a svolgere il loro lavoro di
impollinazione. C'erano per molte altre funzioni ecologiche simbiotiche che richiedevano gli animali,
come l'aerazione del suolo realizzata da talpe e arvicole, o la diffusione dei semi da parte degli uccelli,
e senza di esse le piante non potevano prosperare, alcune non potevano neppure vivere. No, dovevano
ridurre la CO2 nell'aria, probabilmente riportarla ai dieci millibar di quando erano arrivati, allorch era
stata la sola aria esistente. Era per questo che il piano a cui avevano accennato i suoi colleghi, quello di
fondere la regolite con una lente aerea, lo turbava tanto. Avrebbe solo accresciuto il loro problema.
Nel frattempo, c'era questa inattesa bellezza. Trascorsero ore mentre lui esaminava gli
esemplari a uno a uno, ammirando in particolare il tronco a spirale e i rami, le scaglie della corteccia e
gli aghi di cui era cosparso un piccolo pino... era davvero come una vivida scultura. Era in ginocchio,
con la faccia immersa in una carice e il posteriore per aria quando Phyllis, Claire e un intero gruppo
arrivarono sul prato, ridendo di lui e calpestando con noncuranza l'erba viva.
Quel pomeriggio Phyllis rimase con lui, come aveva fatto una o due volte in precedenza, e
tornarono indietro insieme, con Sax che all'inizio cerc di recitare il ruolo della guida nativa, indicando
le piante di cui aveva appreso l'esistenza appena la settimana prima. Phyllis per non fece domande al
riguardo e non parve neppure ascoltare quando parlava. Sembrava volere che lui costituisse soltanto un
pubblico per lei, un testimone della sua vita, quindi smise di parlare di piante, fece domande, ascolt e
pose altre domande. Dopotutto, era una buona opportunit per saperne di pi sull'attuale struttura di
potere marziana. Anche se esagerava il proprio ruolo in essa, Phyllis era comunque una fonte di
informazioni. Mi ha stupita la rapidit con cui la Subarashii ha costruito e posizionato il nuovo
ascensore osserv lei.
La Subarashii?
Era l'appaltatore principale.
Chi ha concesso il contratto, l'AMONU?
Oh, no, l'AMONU  stata sostituita dall'Autorit Transizionale dell'ONU.
Allora, quando eri presidentessa dell'Autorit Transizionale, eri in effetti presidentessa di
Marte.
Ecco, la presidenza  una carica che passa di membro in membro, e non conferisce molto pi
potere di quanto ne abbiano gli altri. Serve solo per tenere buoni i media e per gestire le riunioni. Mero
lavoro di routine.
Tuttavia...
Oh, lo so rise lei.  una posizione che molti dei miei vecchi colleghi volevano ma che non
hanno mai avuto. Chalmers, Bogdanov, Boone, Toitovna... mi chiedo cosa avrebbero pensato se lo
avessero visto. Ma hanno scelto il cavallo sbagliato.
Sax distolse lo sguardo. Allora, come ha fatto la Subarashii ad accaparrarsi il nuovo
ascensore?
Il comitato di direzione dell'AT ha votato in quel senso. Anche la Praxis aveva fatto
un'offerta, e la Praxis non piace a nessuno.
Credi che le cose cambieranno di nuovo, adesso che l'ascensore  tornato?
Oh, certamente! Certamente! Un sacco di cose sono rimaste in sospeso dopo i disordini.
L'emigrazione, l'edilizia, la terraformazione, il commercio... tutto  stato rallentato. Siamo a stento
riusciti a ricostruire alcune delle citt danneggiate.  stato una sorta di governo militare, necessario,
naturalmente, considerato quello che era successo.
Naturalmente.
Ma adesso! Tutti i metalli accumulati negli ultimi quarant'anni sono pronti a entrare sul
mercato terrestre, e questo stimoler in modo incredibile l'intera economia dei due mondi. Adesso
vedremo pi produzione sulla Terra e pi investimenti qui, e anche pi emigrazione. Siamo finalmente
pronti ad andare avanti con tutto.
Come la soletta?
Esatto! Quello  un esempio perfetto di quello che intendo. Ci sono ogni sorta di piani per
grandi investimenti.
Canali con i lati di vetro disse Sax. Questo avrebbe fatto apparire insignificanti i mohole.
Phyllis stava dicendo qualcosa su come apparissero luminose le prospettive per la Terra, e lui
scosse il capo per schiarirsi la mente di alcuni joule per centimetro quadrato. Credevo che la Terra
avesse alcune serie difficolt osserv.
Oh, la Terra ha sempre serie difficolt,  una cosa a cui ci dovremo abituare. No, sono molto
ottimista. Voglio dire, questa recessione li ha colpiti duramente, laggi, soprattutto le piccole tigri, e le
tigri neonate, e naturalmente i Paesi meno sviluppati. Per l'afflusso di metalli industriali provenienti
da qui stimoler l'economia per tutti, incluse le industrie del controllo ambientale. Pare purtroppo che
gli avvizzimenti risolveranno al loro posto una quantit dei loro problemi.
Sax si focalizz su una sezione della morena che stavano risalendo. L la soliflussione aveva
fatto s che la regolite smossa scivolasse in una serie di avvallamenti e costoni, e anche se appariva
tutto grigio e senza vita, un lieve disegno come di minuscole tessere rivelava che in realt era coperto
di licheni fra il grigio e l'azzurro. Negli avvallamenti c'erano macchie di quella che sembrava cenere
grigia, e lui si chin a prelevare un piccolo campione. Guarda disse bruscamente a Phyllis. Una
marcantophyta delle nevi.
Sembra terra.
Quello  un fungo parassitico che cresce su di essa. In realt la pianta  verde, vedi quelle
piccole foglie? Quella  la nuova crescita che il fungo non ha ancora ricoperto. Sotto la lente di
ingrandimento le foglie sembravano di vetro verde.
Phyllis per non si prese la briga di guardare. Chi l'ha progettata? chiese, in un tono da cui si
intuiva che secondo lei il progettatore peccava di gusto.
Non lo so. Potrebbe non averlo fatto nessuno. Parecchie nuove specie qui fuori non sono state
progettate.
L'evoluzione pu operare tanto in fretta?
Ecco, sai... si tratta dell'evoluzione poliploide. Sai cos'?
No.
Poco interessata al piccolo esemplare grigio, Phyllis riprese a camminare. La marcantophyta
delle nevi. Probabilmente aveva subto pochissime alterazioni, o non era neppure stata progettata.
Esemplari di prova, gettati l fuori insieme al resto per vedere come se la sarebbero cavata. E per
questo, secondo lui, la cosa era molto interessante.
Da qualche parte lungo la strada, per, Phyllis aveva perso interesse. Un tempo era stata
un'eccellente biologa, e Sax trovava difficile immaginare la perdita della curiosit che era alla base
della scienza, quel bisogno di capire le cose. Per stavano diventando vecchi. Nel corso della loro vita
ora innaturale, era probabile che cambiassero tutti, forse profondamente. Quell'idea non gli piaceva,
ma era l. Come tutti gli altri nuovi centenari, aveva sempre pi difficolt a ricordare elementi specifici
del passato, soprattutto degli anni intermedi, cose successe fra i venticinque e i novant'anni. Cos, gli
anni prima del 2061 e la maggior parte degli anni vissuti sulla Terra stavano diventando vaghi. E senza
una memoria pienamente funzionante era certo che sarebbero cambiati.
Cos quando rientrarono and nel laboratorio, sentendosi turbato. Pens che forse erano
diventati poliploidali, non come singoli individui ma culturalmente... un array internazionale che
arrivava qui e quadruplicava in modo efficace i filamenti meme, fornendo l'adattabilit per
sopravvivere su questo terreno alieno nonostante tutte le mutazioni indotte dallo stress...
Ma no. Quella era analogia piuttosto che omologia. Quella che negli studi umanistici si sarebbe
definita una similitudine eroica, se comprendeva il termine, o una metafora, o qualche altro tipo di
analogia letteraria. E le analogie erano perlopi senza significato... una questione di fenotipo piuttosto
che di genotipo (per usare un'altra analogia). La maggior parte della poesia e della letteratura, in realt
tutto l'umanesimo, per non parlare delle scienze sociali, era fenotipico, il che non contribuiva a
spiegare le cose, ne distorceva soltanto la percezione. La si poteva definire come una sorta di continua
ubriachezza concettuale. Personalmente, Sax preferiva esattezza e potere esplicativo, e del resto, perch
no? Se fuori la temperatura era di 200K, perch non dirlo, invece di parlare di tette delle streghe e cose
del genere, trascinandosi dietro un enorme bagaglio risalente a un passato di ignoranza che oscurava
ogni incontro con la realt sensoriale? Era assurdo.
Quindi, d'accordo, non esisteva una poliploidalit culturale, c'era soltanto una determinata
situazione storica, conseguenza di tutto ci che c'era stato prima... delle decisioni prese, i cui risultati
dilagavano per tutto il pianeta in assoluto disordine, evolvendosi, o si sarebbe dovuto dire
sviluppandosi, senza un piano. Sotto questo aspetto c'era una somiglianza fra storia ed evoluzione, nel
senso che entrambe erano questione di contingenza e casualit, come pure di schemi di sviluppo. Per
le differenze, soprattutto nella scala dei tempi, erano cos generiche da trasformare di nuovo quella
somiglianza in una mera analogia.
No, meglio concentrarsi sulle omologie, quelle somiglianze strutturali che indicavano gli
effettivi rapporti fisici, che spiegavano davvero qualcosa. Questo, naturalmente, riportava alla scienza.
Dopo un incontro con Phyllis, per, quello era esattamente ci che voleva.
Quindi torn a immergersi nello studio delle piante. Molti fra gli organismi dei fellfield che
trovava avevano foglie pelose e con una superficie molto spessa, il che contribuiva a proteggere le
piante dall'aspro martellamento di UV della luce solare marziana. Visti in una variet di specie, quegli
adattamenti potevano benissimo essere esempi di omologie, nel senso che le specie con gli stessi
antenati avevano conservato tutte tratti familiari. Oppure potevano essere esempi di convergenza, in cui
specie provenienti da phyla diversi erano arrivate ad assumere la stessa forma per necessit funzionale.
E di questi tempi potevano anche essere semplicemente il risultato della bioingegneria, perch i
riproduttori avevano aggiunto gli stessi tratti a piante diverse per fornirle degli stessi vantaggi. Per
scoprire di cosa si trattava era necessario identificare la pianta e poi controllare la documentazione per
vedere se era stata progettata da una delle squadre di terraformazione. Un laboratorio della Biotique che
si trovava a Elysium ed era diretto da Harry Whitebook aveva progettato molte delle piante di
superficie di maggior successo, soprattutto carici ed erba, e un controllo del catalogo di Whitebook
mostrava spesso che c'era stato il suo intervento, nel qual caso le somiglianze erano pi una questione
di convergenza artificiale perch Whitebook aveva inserito tratti come le foglie pelose in quasi tutte le
piante con foglie che aveva riprodotto.
Un caso interessante di storia che imitava l'evoluzione. E di certo, dal momento che su Marte
volevano creare una biosfera in breve tempo, un tempo forse anche 107 volte pi rapido di quello della
Terra, sarebbero dovuti intervenire di continuo nell'atto dell'evoluzione stessa. La biosfera marziana
non sarebbe quindi stata un caso di filogenesi che ricapitolava l'ontogenesi, un concetto comunque
screditato, ma di storia che riassumeva l'evoluzione. O meglio, la imitava, nella misura in cui era
possibile, considerato l'ambiente marziano. O perfino la dirigeva. La storia che dirigeva l'evoluzione.
Un pensiero che faceva paura.
Whitebook si era lanciato in quel compito con un bel po' di stile. Per esempio, aveva generato
reef di licheni freatofitici, il che faceva s che i sali da essi incorporati costruissero una sorta di struttura
corallina millipora, cosicch le piante risultanti erano masse color oliva o verde scuro di blocchi
semicristallini. Camminare in una macchia di quelle piante era come aggirarsi in un labirinto di siepi
lillipuziano che fosse stato schiacciato, abbandonato e in parte coperto di sabbia. I blocchi individuali
della pianta erano fratturati o fessurati in uno schema crepitante, ed erano cos informi da apparire
affetti da una malattia che sembrava pietrificare le piante mentre erano ancora vive, lasciandole a
lottare per esistere dentro gusci infranti di malachite e di giada. Un risultato strano a vedersi ma di
estremo successo. Trov pochi di quei reef di licheni che crescevano sulla cresta della morena
occidentale, e nella pi arida regolite al di l di essa.
Trascorse alcune mattine a studiarli sul posto, e una mattina, nell'attraversare il costone si gir a
guardare verso il ghiacciaio, vedendo un vortice sabbioso che ruotava sul ghiaccio, un piccolo e
scintillante tornado color ruggine che si precipitava verso valle. Subito dopo venne investito da un
vento violento, con folate da almeno cento chilometri all'ora che poi arrivarono a centocinquanta, e fin
per accoccolarsi dietro un reef di licheni, sollevando una mano per cercare di valutare la velocit del
vento. Era difficile avanzare un'ipotesi accurata perch l'inspessirsi dell'atmosfera aveva aumentato la
forza dei venti, facendoli apparire pi veloci di quanto fossero in realt. Adesso tutti i calcoli basati
sugli istinti che aveva sviluppato ad Underhill erano sbagliati, di parecchio. Le folate che lo colpivano
potevano essere anche solo da ottanta chilometri all'ora, ma erano piene di sabbia, che ticchettava
contro la visiera del casco e riduceva la visibilit a un centinaio di metri. Dopo aver atteso per quasi
un'ora che la tempesta si placasse fin per arrendersi e torn alla stazione, scoprendo lungo il percorso
che attraversare il ghiacciaio era questione di spostarsi con estrema cautela di bandiera in bandiera e di
non perdere la pista che era stata tracciata... cosa importante se si voleva rimanere lontani dalle zone di
crepacci pericolosi.
Una volta oltre il ghiaccio torn in fretta alla stazione, riflettendo sul piccolo tornado che aveva
preannunciato l'arrivo del vento. Il clima era strano. Alla stazione, richiam a schermo un canale
meteorologico ed esamin tutte le informazioni relative al clima di quella giornata, poi fiss le foto
satellitari della loro regione. Un'area ciclonica puntava su di loro proveniente da Tharsis. Con l'aria
che si inspessiva, i venti che soffiavano da laggi erano veramente forti. Sospettava che quel
rigonfiamento sarebbe rimasto per sempre il punto di ancoraggio della climatologia marziana. Il pi
delle volte, la corrente a getto dell'emisfero settentrionale avrebbe girato in cerchio intorno alla sua
estremit settentrionale, come quella settentrionale della Terra faceva intorno alle Montagne Rocciose.
Di tanto in tanto, per, masse d'aria si sarebbero spinte oltre la cresta di Tharsis, fra i vulcani, liberando
la loro umidit a ovest di Tharsis nel prendere quota. Quelle masse d'aria disidratate sarebbero scese
ruggendo lungo il pendio orientale, il maestrale, lo scirocco o il favonio del Grande Uomo, con venti
tanto rapidi e violenti che con l'inspessirsi dell'atmosfera sarebbero diventati un problema. Alcune
delle citt sotto le cupole che sorgevano su superfici scoperte erano in pericolo al punto che pareva si
sarebbero dovute spostare nei crateri o nelle gole, o avrebbero almeno dovuto rinforzare notevolmente
le cupole.
Mentre ci rifletteva sopra, l'intera questione del clima divenne tanto entusiasmante da indurlo a
desiderare di lasciar perdere gli studi botanici per occuparsene a tempo pieno. In passato lo avrebbe
fatto e si sarebbe tuffato a capofitto nella climatologia, per un mese o anche un anno, fino a soddisfare
la sua curiosit e a riuscire a pensare anche a un qualche contributo alla politica ambientale relativo ai
problemi che stavano insorgendo.
Adesso per si rendeva conto che quello era stato un approccio alquanto indisciplinato, che
aveva portato a un metodo disordinato e perfino a un certo dilettantismo. Adesso Stephen Lindholm,
che lavorava per Claire e la Biotique, doveva abbandonare la climatologia con un'occhiata malinconica
alle foto satellitari e a quel nuovo sistema di nuvole dai vortici suggestivi, e limitarsi a parlare agli altri
del vortice, discutendo del vento in termini ricreativi nel laboratorio o a cena, mentre i suoi sforzi
tornavano a concentrarsi sul loro piccolo ecosistema e le sue piante, su come aiutarli a prosperare. E dal
momento che stava giusto cominciando a scoprire le particolarit di Arena, quelle restrizioni imposte
dalla sua nuova identit non erano un male. Significavano che era costretto a concentrarsi su una
singola disciplina come non aveva pi fatto da quando si era laureato. E le ricompense della
concentrazione gli apparivano sempre pi evidenti. Potevano fare di lui uno scienziato migliore.
Il giorno successivo, per esempio, con il vento che soffiava ancora deciso, torn a localizzare
quel tratto di coralli di licheni che stava esaminando quando era scoppiata la tempesta di sabbia. Tutte
le fessure della struttura erano adesso piene di sabbia, il che doveva essere lo stato delle cose per la
maggior parte del tempo, quindi ne ripul una e guard all'interno con una lente d'ingrandimento 20x
applicata al visore. Le pareti delle fessure erano rivestite di ciglia finissime, una sorta di versione
minuscola dei peli sulle foglie esposte del cinquefoglia. Chiaramente, queste superfici gi ben nascoste
non avevano bisogno di protezione. Forse le ciglia servivano a liberare l'ossigeno in eccesso dai tessuti
della massa esterna semicristallina. Era un fenomeno spontaneo o pianificato? Lesse la descrizione sul
wristpad e ne aggiunse una nuova di quell'esemplare, che a causa delle ciglia appariva essere
indeterminato. Prelev dalla tasca sulla coscia una piccola macchina fotografica e scatt una foto, infil
un campione di ciglia in un sacchetto e ripose tanto la macchina quanto il campione nella tasca prima di
proseguire.
Scese a dare un'occhiata al ghiacciaio, passando su una delle molte giunture dove il suo lato
scendeva a unirsi al pendio in ascesa della morena. A mezzogiorno la luce era molto intensa sul
ghiacciaio, come se schegge di specchi infranti riflettessero la luce solare ovunque. Frammenti di
ghiaccio scricchiolavano sotto i piedi. Piccoli spartiacque si riunivano in ruscelli profondamente
incanalati, che scomparivano bruscamente in buchi nel ghiaccio. Quei buchi, come i crepacci, erano di
varie tonalit di azzurro. Le costole moreniche brillavano come oro e parevano sobbalzare nel calore
crescente. Qualcosa in quella vista gli ricord il piano della soletta, e fischi fra i denti.
Si raddrizz e stiracchi la base della schiena, sentendosi molto vivo e curioso, assolutamente
nel suo elemento. Lo scienziato al lavoro. E stava imparando ad apprezzare il sempre fresco sforzo
primario della storia naturale', come veniva praticata fin dai tempi degli antichi greci e del
Rinascimento, e in particolare nel XVIII secolo: un'attenta osservazione delle cose della natura;
descrizione, categorizzazione, tassonomia... il tentativo primitivo di spiegare, o meglio il suo primo
passo, la semplice descrizione. Quanto gli erano sempre parsi felici nei loro scritti gli studiosi di storia
naturale, Linneo e il suo assurdo latino, Lyell e le sue rocce, Wallace e Darwin e i loro grandi passi
dalla categoria alla teoria, dall'osservazione al paradigma. Poteva sentirlo, proprio l sul Ghiacciaio
Arena, nell'anno 2101, con tutte quelle nuove specie, quel fiorente processo di speciazione che era per
met umano e per met marziano... un processo che prima o poi avrebbe avuto bisogno delle sue teorie,
di una sorta di storia o di storia dell'evoluzione, o ecopoiesi, o semplicemente di areologia. O forse
della viriditas di Hiroko. Teorie del progetto di terraformazione... non solo riguardo a quello che
intendeva realizzare, ma a come funzionava in effetti. Esattamente una storia naturale. Pochissimo di
quanto accadeva poteva essere studiato con la scienza di laboratorio sperimentale, quindi la storia
naturale sarebbe tornata al proprio posto fra le scienze su un livello paritario. Qui su Marte ogni sorta di
gerarchia era destinata a cadere, e quella non era un'analogia senza significato ma soltanto una precisa
osservazione di ci che tutti potevano vedere.
Ci che tutti potevano vedere. L'avrebbe capito, prima del tempo passato l? Ann lo avrebbe
compreso? Nel guardare verso la superficie crepata del ghiacciaio si sorprese a pensare a lei. Ogni
piccolo iceberg e crepaccio spiccava nitido come se avesse ancora avuto l'ingrandimento 20x sul
visore, ma con una profondit di campo infinita... ogni sfumatura di avorio e di rosa nelle superfici
butterate, ogni minimo bagliore di acqua scongelata, le colline gibbose all'orizzonte, per il momento
tutto era a fuoco e di una chiarezza assoluta. Gli venne da pensare che quella visione non era una cosa
accidentale (per esempio l'effetto lente di lacrime sulla cornea), ma il risultato di una nuova e crescente
comprensione concettuale del panorama. Era una sorta di visione cognitiva, e non pot fare a meno di
ricordare Ann mentre gli diceva con rabbia: Marte  il posto che non hai mai visto.'
L'aveva interpretato come un modo di dire, ma adesso ricord l'asserzione di Kuhn secondo cui
gli scienziati che usavano paradigmi diversi esistevano in mondi letteralmente differenti, perch
l'epistemologia era una componente integrante della realt. In questo modo gli aristotelici
semplicemente non vedevano il pendolo galileiano, che per loro era un corpo che cadeva con una certa
difficolt, e in generale gli scienziati che dibattevano dei meriti relativi di paradigmi in competizione si
parlavano semplicemente l'un l'altro, usando le stesse parole per discutere di realt diverse.
Aveva ritenuto che anche quello fosse un modo di dire, ma a ripensarci adesso, assorbendo la
chiarezza fantastica del ghiaccio, doveva ammettere che di certo descriveva la sensazione che aveva
sempre riportato dalle sue conversazioni con Ann. Esse erano state una frustrazione per entrambi, e
quando Ann gli aveva gridato che lui non aveva mai visto Marte, un'affermazione a certi livelli
ovviamente falsa, forse aveva soltanto inteso dire che non aveva mai visto il suo Marte, il Marte creato
dal suo paradigma. E questo era senza dubbio vero.
Adesso per vedeva Marte come non lo aveva mai visto prima. La trasformazione era per stata
ottenuta focalizzandosi per settimane soltanto su quelle parti del panorama marziano che Ann
disprezzava, le nuove forme di vita. Dubitava quindi che il Marte che stava vedendo, con le sue alghe
delle nevi e licheni dei ghiacci, e le incantevoli piccole aree di tappeto persiano che bordavano il
ghiacciaio, fosse il Marte di Ann. E non era neppure il Marte dei suoi colleghi della terraformazione,
vecchi e nuovi. Era una funzione di ci che lui credeva e di ci che voleva... era il suo Marte, che gli si
evolveva proprio sotto gli occhi, sempre in corso di trasformazione. Sent, intenso come una fitta al
cuore, il desiderio di poter afferrare Ann in quel preciso momento, tirarla per un braccio lungo la
morena occidentale e gridarle: Vedi? Vedi? Vedi?
Invece aveva Phyllis, che era forse la persona meno filosofica che avesse mai conosciuto. La
evitava, quando poteva farlo senza darne l'impressione, e passava le giornate sul ghiaccio, al vento,
sotto il vasto cielo settentrionale, oppure sulle morene, strisciando in giro per studiare le piante.
Quando tornava alla stazione, durante la cena parlava con Claire, Berkina e gli altri riguardo a quello
che aveva trovato l fuori, e a ci che significava. Dopo cena, salivano nella sala di osservazione e
parlavano ancora, e alcune notti, soprattutto il venerd e il sabato, ballavano il calypso al suono delle
melodie simultanee di tamburi e chitarre le cui complesse melodie Sax aveva grande difficolt ad
analizzare. Erano spesso battute da 5/4 alternati, e coesistevano perfino con i 4/4, uno schema che
pareva studiato apposta per fargli perdere il ritmo. Per fortuna l'attuale stile di danza era una sorta di
movimento in forma libera che aveva comunque ben pochi rapporti con il ritmo, quindi era abbastanza
sicuro che nessuno di accorgesse di quando non gli riusciva di seguirlo. In effetti, gi solo cercare di
muoversi a tempo era di per s un divertimento, mentre saltellava per conto suo, aggiungendo una
piccola giga alle battute da 5/4. Sei davvero un bravo ballerino, Stephen gli diceva Jessica, quando
tornava al tavolo, e lui scoppiava a ridere, compiaciuto, anche se sapeva che la sola cosa rivelata dal
quel commento era l'incompetenza di Jessica nel valutare la danza, o forse il suo tentativo di
compiacerlo... anche se forse il suo quotidiano camminare fra i massi, sul campo, cominciava a
migliorare il suo tempo e il suo equilibrio. Senza dubbio, era possibile compiere con una certa abilit,
se non con eleganza, qualsiasi azione fisica adeguatamente studiata e praticata. Lui e Phyllis parlavano
e ballavano insieme solo tanto quanto lo facevano con chiunque altro. Solo nel segreto delle loro stanze
si abbracciavano, baciavano e facevano l'amore. Era il vecchio schema della relazione segreta, e un
mattino intorno alle quattro, mentre tornava nella propria stanza da quella di lei, Sax si sent assalire da
un'onda di paura, perch gli parve d'un tratto che la sua immediata e indiscussa complicit in quel
comportamento dovesse identificarlo sospettosamente agli occhi di Phyllis come uno del primi cento.
Chi altri sarebbe caduto tanto prontamente in uno schema cos bizzarro, come se fosse stata la cosa pi
naturale da fare?
A rifletterci sopra, per, non pareva che Phyllis notasse simili sfumature. Sax aveva quasi
rinunciato a cercare di comprendere il suo modo di pensare e le sue motivazioni, perch i dati erano
contraddittori e, anche se passavano la notte insieme abbastanza regolarmente, continuavano a essere
piuttosto scarsi. Lei pareva interessata soprattutto alle manovre transnazionali che erano in corso a
Sheffield e sulla Terra... cambiamenti in seno al personale esecutivo e alle societ sussidiarie, e prezzi
delle azioni che erano chiaramente effimeri e privi di significato ma che lei trovava assolutamente
affascinanti. Come Stephen, lui rimaneva vivacemente interessato a tutto questo e lo dimostrava
facendo domande al riguardo quando lei sollevava l'argomento, ma quando le chiedeva cosa
significassero quei cambiamenti quotidiani in senso strategico pi vasto, lei era incapace o riluttante a
dargli una valida risposta. A quanto pareva, era pi interessata alle sorti delle persone che conosceva
che non al sistema che le loro carriere rivelavano. Un ex dirigente della Consolidated, che adesso
lavorava per la Subarashii, era stato messo a capo delle operazioni relative all'ascensore, un dirigente
della Praxis era scomparso nell'interno. La Armscor avrebbe fatto esplodere decine di bombe
all'idrogeno nella megaregolite sotto la calotta polare artica, per stimolare la crescita e il riscaldamento
del mare settentrionale. Quell'ultimo fatto non era per lei pi interessante degli altri due. In quel senso
era un altro storico naturale, preoccupata della descrizione piuttosto che della teoria, e forse era meglio
cos, perch lasciava Sax libero di arrivare alle sue conclusioni personali.
E forse aveva senso prestare attenzione alle carriere individuali delle persone che dirigevano le
pi grandi transnazionali, e alla micropolitica delle beghe per il potere in corso fra di loro. Dopotutto,
quelli erano gli attuali governanti del mondo. Quindi Sax se ne stava disteso accanto a lei, ascoltando e
facendo commenti come Stephen, mentre cercava di mettere ordine in tutti quei nomi e si chiedeva se il
fondatore della Praxis fosse davvero un surfista senile, se la Sellalco sarebbe stata assorbita dalla
Amexx, e perch i dirigenti delle transnazionali fossero in cos accesa competizione, considerato che
governavano gi il mondo e, personalmente, avevano tutto ci che era possibile volere. Forse la
sociobiologia racchiudeva davvero la risposta, che era legata alle dinamiche di predominanza dei
primati, una questione di accrescimento del proprio successo riproduttivo nel regno aziendale... il che
poteva non essere una mera analogia, se si considerava la propria azienda come un parente. Inoltre, in
un mondo in cui era possibile vivere a tempo indefinito, forse era una semplice questione di protezione
di s stessi. Era la sopravvivenza del pi forte', una cosa che Sax aveva sempre visto come una
tautologia. Se per il darwinismo sociale stava avendo il sopravvento, allora forse quel concetto
acquisiva importanza, come un dogma religioso dell'ordine dominante...
Poi Phyllis gli rotolava sopra, lo baciava, e lui entrava nel regno del sesso, che pareva dominato
da regole diverse. Per esempio, anche se Phyllis gli piaceva sempre meno ogni giorno che passava, la
sua attrazione per lei non scemava in proporzione, ma fluttuava secondo i princpi misteriosi, senza
dubbio spinta dai feromoni e con una base ormonale. Capitava quindi che a volte doveva costringersi
ad accettare il suo tocco, mentre altre volte si sentiva pervaso da un desiderio che sembrava ancora pi
intenso perch non era unito all'affetto o, cosa ancora pi insensata, che veniva intensificato
dall'antipatia. Quest'ultima reazione era peraltro rara, e a mano a mano che la loro permanenza
all'Arena si protraeva e che la novit della loro relazione svaniva, Sax si trov sempre pi spesso a
essere distaccato e a fantasticare mentre facevano l'amore, e a immergersi profondamente nell'identit
di Stephen Lindholm, che pareva pensare ad accarezzare donne che Sax non conosceva o aveva a
stento sentito nominare, come Ingrid Bergman o Marilyn Monroe.
Un giorno, all'alba, dopo una fastidiosa notte di quel genere, quando si alz per uscire sul
ghiaccio Phyllis si svegli a sua volta e decise di accompagnarlo.
Indossarono le tute e uscirono in una pura alba purpurea, camminando in silenzio gi per la
morena pi vicina e fino al lato del ghiacciaio, risalendolo lungo una pista di gradini scavati nel
ghiaccio. Sax imbocc la pista segnalata pi meridionale per attraversare il ghiacciaio perch aveva
intenzione di risalire la morena laterale occidentale quanto pi a monte ci si potesse spingere in una
mattina.
Avanzarono in mezzo a merli di ghiaccio alti fino alle ginocchia e cosparsi di buchi come
formaggio svizzero, chiazzati di rosa dalle alghe della neve. Come sempre, Phillis rimase affascinata da
quel disordine fantastico e fece commenti sui seracchi pi insoliti, paragonandoli a una giraffa, alla
torre Eiffel, alla forma dell'Europa, ecc. Sax si ferm spesso a ispezionare pezzi di ghiaccio color
giada, venati da un batterio del ghiaccio. In uno o due punti, quel ghiaccio giaceva esposto in
depressioni innevate tinte di rosa dalle alghe della neve, e quell'effetto era strano, come un vasto
campo di gelato al pistacchio.
Di conseguenza, avanzavano lentamente, ed erano ancora sul ghiacciaio quando apparvero una
serie di piccoli vortici compatti, uno dopo l'altro, come un gioco di prestigio: scuri vortici di sabbia,
scintillanti di particolati, disposti in una linea approssimativa che scendeva verso di loro lungo il
ghiacciaio. Poi quei vortici collassarono per una qualche fluttuazione, e con un suono fragoroso una
folata di vento li invest con violenza sibilando verso valle con tanta forza che dovettero accoccolarsi
per mantenere l'equilibrio. Che bufera! gli grid Phyllis all'orecchio.
Un vento catabatico rispose Sax, guardando un gruppo di seracchi scomparire nella polvere.
Scende dalla Grande Scarpata. La visibilit si stava riducendo in fretta. Dovremmo tornare alla
stazione.
Si incamminarono lungo la pista segnata, passando da una macchia di smeraldo alla successiva,
ma la visibilit continu a calare finch non riuscirono pi a spingere lo sguardo da un contrassegno al
successivo. Ripariamoci dietro quegli iceberg sugger Phyllis, e si diresse verso la sagoma indistinta
di una sporgenza di ghiaccio.
Stai attenta la avverti Sax, affrettandosi a seguirla. Un sacco di seracchi hanno crepacci alla
base. Si stava protendendo per prenderla per mano quando lei precipit come attraverso una botola.
Sax riusc ad afferrare un polso proteso verso l'alto e venne trascinato con violenza verso il basso,
sbattendo dolorosamente sul ghiaccio con le ginocchia. Phyllis continuava a cadere, scivolando lungo
un piano inclinato all'estremit del basso crepaccio. Sax avrebbe dovuto lasciarla andare, ma mantenne
istintivamente la presa, la neve cedette sotto di lui, e venne trascinato oltre l'orlo a testa in avanti.
Scivolarono entrambi nella neve accumulata sul fondo del crepaccio. Essa cedette sotto il loro peso e
caddero ancora, piombando sulla sabbia gelata dopo un volo breve ma terrificante.
Essendo atterrato prevalentemente su Phyllis, Sax si rialz illeso. Attraverso l'intercom lei
emetteva allarmanti suoni ansimanti, ma ben presto risult che era soltanto rimasta senza fiato. Una
volta riportato il respiro sotto controllo, si tast con cautela gli arti e dichiar di stare bene. Sax ammir
il suo sangue freddo.
A parte una lacerazione nella tuta all'altezza del ginocchio destro, anche lui era illeso. Tir
fuori di tasca un po' di nastro isolante per tute e sigill la lacerazione. Senza dubbio ci sarebbe stato un
principio di congelamento sulla rotula, ma poteva ancora piegarla senza sentire dolore, quindi ignor la
cosa e si alz in piedi.
Il buco che avevano aperto nella neve sopra di loro si trovava circa due metri al di sopra della
sua mano protesa. Erano in una bolla allungata, la met inferiore di un crepaccio che aveva una forma a
clessidra. Il muro a valle della piccola bolla era fatto di ghiaccio, quello a monte era roccia rivestita di
ghiaccio. Il cerchio approssimativo di cielo visibile in alto era di un opaco color pesca e il muro di
ghiaccio bluastro del crepaccio brillava dei riflessi della polverosa luce solare, ottenendo un effetto
complessivo opalescente e alquanto pittoresco. Per erano bloccati l sotto.
Il segnale del nostro comunicatore sar bloccato, e ci verranno a cercare disse a Phyllis,
quando si alz in piedi accanto a lui.
S, ma ci troveranno? replic lei.
Sax scroll le spalle. Il comunicatore lascia una traccia direzionale.
Ma c' questo vento! Pu darsi che la visibilit sia ormai ridotta a zero!
Dobbiamo sperare che possano superare il problema.
Il crepaccio si estendeva verso est come un basso corridoio. Sax si insinu nella bassa apertura
e diresse la luce della lampada del casco nello spazio fra ghiaccio e roccia: fin dove riusciva a vedere,
esso si estendeva in direzione del lato orientale del ghiacciaio. Pareva possibile che arrivasse fino a una
delle molte, piccole grotte nel bordo laterale del ghiacciaio, quindi dopo essersi consultato con Phyllis
si avvi per esplorare il crepaccio, lasciandola nella loro posizione originale per essere certi che se
qualche soccorritore avesse trovato il buco avrebbe trovato anche qualcuno in fondo a esso.
Al di l del cono di luce della lampada, il ghiaccio era di un intenso blu cobalto, un effetto
provocato dallo stesso scattering di Rayleigh che rendeva blu il colore del cielo. C'era una buona
quantit di luce anche con la lampada spenta, il che suggeriva che in alto il ghiaccio non fosse molto
spesso. Probabilmente il suo spessore era pari all'altezza da cui erano caduti, adesso che ci pensava.
La voce di Phyllis gli risuon all'orecchio, chiedendogli se stava bene.
Sto benissimo rispose. Credo che questo spazio possa essere stato causato dallo scorrere del
ghiacciaio su una scarpata trasversale, quindi potrebbe benissimo sbucare dall'altra parte.
Ma non era cos. Cento metri pi avanti, il ghiaccio sulla sinistra convergeva a incontrare quello
che copriva la parete di roccia sulla destra, creando un vicolo cieco.
Sulla via del ritorno cammin pi lentamente, fermandosi a ispezionare le crepe del ghiaccio e
frammenti di roccia sotto i piedi, che erano forse stati strappati dalla scarpata. In una fessura, il cobalto
del ghiaccio si tingeva di sfumature verdi, e nell'infilarvi un dito guantato tir fuori una lunga massa
color verde scuro, congelata in superficie ma morbida all'interno: una lunga massa dentritica di alghe
fra il verde e l'azzurro.
Accidenti comment, staccandone qualche filamento congelato per poi rimettere il resto nella
sua fessura. Aveva letto che le alghe stavano scavando nella roccia e nel ghiaccio del pianeta, e che i
batteri arrivavano ancor pi in profondit, ma trovarne sepolte laggi, cos lontano dal sole, era una
cosa che meravigliava davvero. Spense di nuovo la lampada, e il luminoso blu cobalto della luce
glaciale lo avvilupp, fioca e ricca. Era cos buio, cos freddo, come poteva una qualsiasi cosa vivente
farcela a sopravvivere laggi?
Stephen?
Arrivo. Guarda, disse a Phyllis, quando fu di nuovo al suo fianco sono alghe verde-azzurre,
che crescono quaggi. Le protese perch lei potesse vederle, ma Phyllis le degn appena di
un'occhiata. Lui si sedette, tir fuori una busta per campioni, vi infil un piccolo filamento d'alga e lo
fiss attraverso la lente d'ingrandimento 20x. Non era abbastanza potente da mostrargli tutto quello che
voleva vedere, ma rivelava i lunghi fili di verde dentritico, che sembravano viscidi adesso che si
stavano scongelando. Il leggio conteneva cataloghi e foto con ingrandimenti simili, ma non riusc a
trovare una specie che somigliasse dettagliatamente a questa. Potrebbe essere una specie
indeterminata osserv. Non sarebbe notevole? Ti porta davvero a domandarti se qui la velocit di
mutazione non sia pi elevata di quella standard. Dovremmo condurre qualche esperimento per
determinarlo. Phyllis non replic.
Sax tenne per s i suoi pensieri mentre continuava a frugare nei cataloghi. Era ancora impegnato
nella ricerca quando sent una serie di rochi sibili e stridii uscire dalla radio e Phyllis cominci a
chiamare sulla banda comune. Ben presto delle voci risuonarono nell'intercom, e di l a poco un casco
rotondo apparve nel buco, in alto. Siamo qui! grid Phyllis.
Aspettate un secondo rispose Berkina. Abbiamo portato una scala di corda.
Dopo una risalita goffa e oscillante si ritrovarono sulla superficie del ghiacciaio, abbagliati dalla
fluttuante e polverosa luce diurna, e accoccolati su loro stessi per far fronte alle folate di vento, ancora
violente. Phyllis stava ridendo, mentre spiegava l'accaduto alla sua solita maniera. Ci tenevamo per
mano, per non perdere il contatto, e di colpo siamo sprofondati! I soccorritori, dal canto loro,
descrivevano la forza bruta delle folate di vento pi violente. Tutto pareva tornato alla normalit, ma
quando arrivarono alla stazione e si tolsero il casco, Phyllis gli scocc una breve occhiata penetrante,
uno sguardo davvero molto strano, come se l sotto lui le avesse rivelato qualcosa che l'aveva resa
guardinga... come se le avesse in qualche modo ricordato qualcosa, laggi nel crepaccio. Come se si
fosse comportato in un modo che, senza speranza di poterlo negare, le aveva rivelato che lui era il suo
antico compagno, Saxifrage Russell.
Per tutto l'autunno continuarono a lavorare intorno al ghiacciaio, vedendo le giornate che si
accorciavano e i venti che si facevano pi freddi. Grossi e intricati fiori di ghiaccio crescevano ogni
notte sul ghiacciaio, e si scioglievano solo brevemente lungo i bordi verso met pomeriggio, per poi
indurirsi e servire da base ai petali ancora pi complessi che apparivano il mattino successivo, con le
piccole e affilate schegge cristalline che si staccavano in ogni direzione dai petali e steli sottostanti.
Non potevano fare a meno di schiacciare quel fragile mondo a ogni passo mentre avanzavano sul
ghiaccio, cercando le piante ora coperte di brina per vedere come facessero fronte all'arrivo del freddo.
Nel guardare quella distesa bianca, sentendo il vento penetrare anche attraverso lo spesso isolamento
della tuta, parve a Sax che una forte moria invernale fosse inevitabile.
Le apparenze erano per ingannevoli. Oh, ci sarebbe stata una moria, naturalmente, ma le piante
si andavano irrobustendo, per usare un termine dei giardinieri che svernavano l, si acclimatavano al
sopraggiungere dell'inverno. Scavando nella neve sottile e compatta per trovarne i segni, Sax apprese
che si trattava di un processo a tre stadi. Per prima cosa, orologi fitocromi nelle foglie registravano
l'abbreviarsi delle giornate, che adesso si accorciavano in fretta, con fronti oscuri che arrivavano quasi
ogni settimana, scaricando neve di un bianco sporco da bassi e neri cumulinembi. Nel secondo stadio la
crescita cessava, i carboidrati traslocavano nelle radici e quantit di acido abscissico crescevano in
alcune foglie, finch non si staccavano. Sax trov una quantit di quelle foglie, gialle o marroni, ancora
appese allo stelo, aderenti al terreno e impegnate a fornire alla pianta ancora viva altro isolamento
termico. Durante quello stadio, l'acqua defluiva dalle cellule in cristalli di ghiaccio intercellulari, e le
membrane delle cellule si indurivano mentre molecole di zucchero sostituivano quelle d'acqua in
alcune proteine. C'era poi il terzo stadio, il pi freddo, nel quale uno strato uniforme di ghiaccio
avvolgeva le cellule senza distruggerle, un processo chiamato di vetrificazione.
A quel punto, la pianta poteva tollerare temperature fino a 220K, quella che era stata
approssimativamente la temperatura media di Marte prima del loro arrivo, ma era adesso la pi bassa
che il pianeta raggiungesse. E la neve che cadeva durante le tempeste sempre pi frequenti forniva
isolamento alle piante, mantenendo il terreno a temperature pi elevate di quelle che ci sarebbero state
se fosse rimasto esposto al vento. Mentre scavava con dita intorpidite dal gelo, parve a Sax che
quell'ambiente sotto la neve fosse un posto affascinante, soprattutto per quanto riguardava
l'adattamento alla luce blu spettralmente selezionata che veniva trasmessa anche attraverso tre metri di
neve, ed era un altro esempio dello scattering di Rayleigh. Gli sarebbe piaciuto studiare di persona
questo mondo invernale per tutti i sei mesi della stagione. Aveva scoperto che gli piaceva lavorare sotto
le cupe ondate di nubi, sulla superficie luminosa del ghiacciaio ora innevato, inclinandosi per resistere
al vento e avanzando a fatica fra i cumuli di neve, ma Claire voleva che tornasse a Burroughs per
lavorare in laboratorio alla tamarice della tundra che in vitro era prossima a rivelarsi un successo.
Inoltre anche Phyllis e il resto del gruppo della Armscor e dell'Autorit Transizionale sarebbero
rientrati. Cos un giorno lasciarono la stazione al suo piccolo equipaggio di giardinieri-ricercatori,
salirono sui veicoli e si diressero a sud insieme.
Sax si era concesso un gemito quando aveva appreso che Phyllis e il suo gruppo sarebbero
rientrati con loro. Aveva sperato che la semplice separazione fisica ponesse fine alla sua relazione con
lei e lo allontanasse dal suo occhio indagatore. Dal momento che sarebbero tornati indietro insieme,
tuttavia, pareva che sarebbe stato necessario agire in qualche modo. Se voleva che finisse... e lo
voleva... avrebbe dovuto rompere con Phyllis. L'intera idea di lasciarsi coinvolgere in quel modo da lei
era stata sbagliata dall'inizio: quando si parla dell'ondata dell'inesplicabile! Adesso per quell'ondata
si era esaurita, e gli rimaneva soltanto la compagnia di una persona che nel migliore dei casi era
irritante, e nel peggiore era pericolosa. Naturalmente, non gli era di nessun conforto pensare di aver
agito in malafede per tutto il tempo. Nessun passo mosso lungo il cammino gli era parso gravido di
grandi conseguenze, ma messi tutti insieme portavano a qualcosa di alquanto mostruoso.
Cos quella prima notte a Burroughs, quando il suo wristpad trill e Phyllis apparve sullo
schermo e gli chiese di uscire a cena, lui acconsent, chiuse la chiamata e borbott fra s, a disagio.
Sarebbe stato imbarazzante.
Andarono in un ristorante a veranda che Phyllis conosceva, sull'Ellis Butte, a ovest della Hunt
Mesa. Per scelta di Phyllis sedettero a un tavolo d'angolo, con un panorama del distretto compreso fra
Ellis e Table Mountain, dove i boschi del Princess Park erano circondati da nuove ville. Dall'altra parte
del parco, la parete della Table Mountain era cos piena di finestre da sembrare un hotel gigantesco, e le
mese pi lontane non erano meno sgargianti.
Camerieri e cameriere portarono loro una caraffa di vino e poi la cena, interrompendo le
chiacchiere di Phyllis, che riguardavano soprattutto le nuove costruzioni su Tharsis. Lei per parve pi
che disposta a parlare con i camerieri, autografando tovaglioli, chiedendo loro da dove venivano, da
quanto tempo erano su Marte, e cos via. Sax intanto continu a mangiare, guardando Phyllis e
Burroughs, aspettando che il pasto arrivasse alla fine. Parvero volerci ore.
Poi per finalmente la cosa si concluse e presero l'ascensore diretti al fondovalle. Esso riport a
galla i ricordi della loro prima notte insieme, cosa che mise Sax notevolmente a disagio. Forse lei
provava la stessa cosa, perch si spost dall'altro lato della cabina e la lunga discesa si svolse in
silenzio.
Poi si ritrovarono sul viale erboso e lei gli diede un rapido bacio sulla guancia, accompagnato
da un abbraccio altrettanto rapido.  stata una splendida serata, Stephen, e anche il tempo passato
sull'Arena  stato splendido disse. Non dimenticheremo mai la nostra piccola avventura sotto il
ghiacciaio. Adesso per devo tornare a Sheffield e occuparmi di tutto il lavoro che si  accumulato, sai
com'. Spero che passerai a trovarmi, se verrai da quelle parti.
Sax lott per controllare la propria espressione, mentre cercava di capire come si sarebbe sentito
Stephen, e cosa avrebbe detto. Phyllis era una donna vanesia, ed era possibile che si dimenticasse pi in
fretta di tutta quella storia se avesse evitato di pensare al dolore che aveva causato a qualcuno
scaricandolo, piuttosto che se avesse rimuginato sul perch lui era parso tanto sollevato. Cerc quindi
di evocare quella parte minima del suo io che era offesa per essere trattata in quella maniera. Contrasse
gli angoli della bocca e distolse lo sguardo. Ah disse soltanto.
Phyllis rise come una ragazzina e lo strinse in un abbraccio affettuoso. Andiamo lo ammon
 stato divertente, vero? E ci rivedremo quando verr in visita a Burroughs o se tu mai verrai a
Sheffield. Nel frattempo, che altro possiamo fare? Non essere triste.
Sax scroll le spalle. La cosa era tanto sensata che era difficile immaginare che chiunque,
tranne il pretendente pi innamorato, potesse trovare da obiettare. Dopotutto, avevano entrambi oltre
cento anni. Lo so replic, con un sorriso nervoso e triste. Mi dispiace solo che sia arrivato questo
momento.
Lo so. Lei lo baci di nuovo. Dispiace anche a me. Ma ci incontreremo ancora, e allora
vedremo.
Lui annu, distogliendo un'altra volta lo sguardo con un nuovo senso di consapevolezza delle
difficolt che gli attori dovevano affrontare. Che fare?
Per lei lo salut con decisione e si avvi. Sax la salut a sua volta, ottenendo una fugace
occhiata da sopra la spalla e un rapido cenno della mano.
Attravers il Viale della Grande Scarpata diretto alla Hunt Mesa. Quindi questo era tutto. Di
certo era stato pi facile di quanto avrebbe creduto. Molto comodo, in effetti. Per una parte di lui era
ancora irritata. Guard la propria immagine riflessa nelle vetrine dei negozi davanti ai quali passava, ai
livelli pi bassi della Hunt. Un vecchio scapestrato. Attraente? Ecco, qualsiasi cosa questo significasse.
Era attraente agli occhi di alcune donne, a volte. Era stato rimorchiato da una che lo aveva usato come
compagno di letto per alcune settimane e poi lo aveva scaricato quando era stata ora di andare avanti
con la propria vita. Presumibilmente, nel corso degli anni era successo a molti altri. Senza dubbio
accadeva pi alle donne che agli uomini, considerate le differenze culturali e riproduttive, ma adesso
che la riproduzione era uscita dal quadro generale e che la cultura era in pezzi... lei era davvero orribile.
Del resto, non aveva il diritto di lamentarsi: aveva acconsentito a quella relazione senza porre
condizioni e le aveva mentito dall'inizio, non solo su chi era ma anche sui sentimenti che provava per
lei. E adesso era libero, con tutto ci che questo sottintendeva. E con tutti i rischi che erano scomparsi.
Sentendosi in preda a un'esaltazione simile a quella data dall'ossido di diazoto, sal l'ampia
scalinata d'ingresso della Hunt fino al suo piano e percorse il corridoio fino al suo piccolo
appartamento.
Pi tardi quello stesso inverno, per un paio di settimane a partire dal 2 febbraio, la conferenza
annuale sul progetto di terraformazione ebbe luogo a Burroughs. Era la decima conferenza del genere,
che gli organizzatori avevano intitolato M-38: nuovi risultati e nuove direzioni, e vi avrebbero preso
parte scienziati da tutto Marte, quasi tremila. I convegni si sarebbero tenuti nel grande centro
conferenze di Table Mountain, mentre gli scienziati in visita avrebbero alloggiato negli hotel sparsi per
la citt.
Tutti, alla Biotique Burroughs, andarono a presenziare al convegno, tornando poi di corsa alla
Hunt Mesa se avevano in corso esperimenti che volevano tenere sotto controllo. Naturalmente, Sax era
estremamente interessato a ogni aspetto della conferenza, e la prima mattina si rec per tempo al Canal
Park, prese un caff e un pasticcino, e si diresse al centro conferenze, in modo da essere quasi il primo
della fila davanti al tavolo del check-in. Prese il suo pacchetto con le informazioni sul programma, si
attacc la targhetta con il nome sul cappotto e inizi a gironzolare per i corridoi fuori dalle sale del
centro, sorseggiando il caff, leggendo il programma della mattina e lanciando occhiate ai poster affissi
in appositi spazi lungo i corridoi.
In quel luogo, per la prima volta da pi anni di quanti riuscisse a ricordarne si sentiva
assolutamente nel suo elemento. Le conferenze scientifiche erano sempre le stesse, in tutti i tempi e
luoghi, una somiglianza che si estendeva perfino al modo di vestire dei partecipanti: gli uomini
indossavano tradizionali abiti a giacca, un po' trasandati e professorali, tutti nei colori del cammello,
del marrone e del ruggine scuro; le donne, che erano forse il trenta percento del totale, vestivano abiti
severi e insolitamente scialbi. Molti portavano ancora gli occhiali, anche se soltanto i rari problemi di
vista non potevano essere corretti con la chirurgia, e i pi avevano in mano il pacchetto con il
programma, cos come tutti avevano la targhetta con il nome sul bavero sinistro. Sax pass davanti a
sale oscurate dove le conferenze erano gi cominciate, e anche l era tutto come sempre: gli oratori in
piedi davanti a uno schermo video sul quale apparivano grafici, tavole, strutture molecolari e cos via, e
parlavano con una cadenza irregolare che cercava di adattarsi si ritmo delle immagini, usando una
bacchetta per indicare le parti pi rilevanti dei diagrammi troppo pieni di dati... Il pubblico, composto
da quei trenta o quaranta colleghi che erano maggiormente interessati al lavoro che veniva descritto,
sedeva su file di sedie, ascoltando attentamente e preparando le domande che avrebbe posto alla fine
della presentazione.
Per quanti amavano quel mondo era una vista molto piacevole. Sax fece capolino dentro
parecchie sale, ma nessuna delle conferenze lo incuriosiva al punto da attirarlo all'interno, e ben presto
si ritrov in un corridoio pieno di cartelloni, che cominci a esaminare.
Solubilizzazione di idrocarburi aromatici policiclici in soluzioni di surfattanti micellari e
monomeri. Subsidenza post-pompaggio nella Vastitas Borealis meridionale. Resistenza epiteliale al
terzo stadio del trattamento gerontologico. Incidenza delle falde acquifere a frattura radiale sui bordi
dei bacini di impatto. Elettroporazione a basso voltaggio di plasmidi a vettore lungo. Venti catabatici
nel Chasma Eco. Genoma di base per un nuovo genere di cactus. Riaffioramento delle terre alte
marziane nelle regioni Amenthes e Tyrrhena. Depositarsi degli strati di nitrati di sodio nel Nilosyrtis.
Un metodo per valutare l'esposizione occupazionale ai clorofenati mediante analisi degli abiti da
lavoro contaminati.
Come sempre, i cartelloni erano un miscuglio delizioso.
Non si trattava di relazioni vere e proprie per una serie di ragioni. Spesso erano il lavoro di
studenti appena laureati all'universit di Sabishii, o riguardavano argomenti marginali, ma l ci poteva
essere di tutto ed era sempre interessante dare un'occhiata. In questo convegno non si era fatto un
tentativo di organizzare i cartelloni nei corridoi per argomento, per cui la Distribuzione del
Rhizocarpon geographicum nei Monti Charitum orientali che esponeva nei dettagli la buona sorte di un
lichene crostoso in grado di vivere anche per quattromila anni, era di fronte a Origini della neve tonda
nei particolati salini trovati nei cirri, negli altostrati e negli altocumuli dei vortici ciclonici del Tharsis
settentrionale, uno studio meteorologico di una certa importanza.
Sax era interessato a tutto, ma i cartelloni che lo trattennero pi a lungo furono quelli che
descrivevano aspetti della terraformazione che lui aveva avviato o che aveva gestito un tempo. Uno di
essi, dal titolo Stima del calore cumulativo emesso dai mulini a vento di Underhill lo fece arrestare di
colpo. Lo lesse due volte, sentendo calare un po' il proprio entusiasmo mentre lo faceva.
Prima del loro arrivo, la temperatura media della superficie marziana era stata di circa 220K, e
uno degli intenti universalmente condivisi della terraformazione era di innalzarla a un valore al di sopra
del punto di congelamento dell'acqua, che  di 273K. Innalzare la temperatura media della superficie
di un intero pianeta di oltre 53K era una sfida che intimidiva parecchio perch, come Sax aveva
calcolato, questo richiedeva l'applicazione nel tempo di non meno di 3,5 x 106joule per ogni
centimetro quadrato della superficie marziana. Nei suoi modelli, lui aveva sempre mirato a una
temperatura media di circa 274K, pensando che cos il pianeta sarebbe stato abbastanza caldo per la
maggior parte dell'anno da creare un'idrosfera attiva, e quindi una biosfera. Molti sostenevano la
necessit di un riscaldamento maggiore, ma lui non ne vedeva la necessit.
In ogni caso, tutti quei metodi per aggiungere calore al sistema venivano giudicati in base a
come avevano innalzato la temperatura media globale, e quel cartellone che esaminava gli effetti dei
suoi piccoli mulini a vento riscaldanti calcolava che nell'arco di sette decenni essi non avevano
aggiunto pi di 0,15K. E non riusc a trovare niente di sbagliato nei diversi presupposti e nei calcoli
presenti nel modello esposto. Naturalmente, il riscaldamento non era stato il solo motivo per cui aveva
disposto i mulini a vento: aveva anche voluto fornire calore e riparo a un primo criptoendolita
modificato con l'ingegneria genetica che voleva testare sulla superficie. Per tutti quegli organismi
erano in effetti morti di freddo, subito o in poco tempo, quindi nel complesso non si poteva dire che
quello fosse stato uno dei suoi progetti migliori.
Pass oltre. Applicazione dei dati chimici a livello di procedimento nella realizzazione di
modelli idrochimici: falda acquifera della Valle di Harnakhis, Hellas. Aumento della tolleranza alla
CO2 nelle api. Recupero di energia epilimnetica dei radionuclidi di fallout nei laghi glaciali delle
Marineris. Multe di sgombero dalle rotaie a reazione delle piste. Riscaldamento globale come risultato
degli idrocarburi idrogenati liberati.
Quell'ultimo titolo lo fece fermare. Il cartellone era opera del chimico atmosferico S. Simmon e
di parte dei suoi studenti, e leggerlo lo fece sentire molto meglio. Quando era stato posto a capo del
progetto di terraformazione, nel 2042, aveva iniziato immediatamente la costruzione di fabbriche per
produrre e liberare nell'atmosfera una speciale miscela di gas serra, composta prevalentemente da
tetrafluorometano, esafluoretano ed esafluoruro di zolfo, insieme a un po' di metano e di ossido di
diazoto. Il cartellone si riferiva a quella miscela come al Cocktail Russell', il che era come il suo team
del Belvedere Eco lo aveva chiamato ai vecchi tempi. Gli idrocarburi idrogenati del cocktail erano
potenti gas serra, e la loro caratteristica migliore era che assorbivano le radiazioni planetarie dirette
verso l'esterno sulla lunghezza d'onda di 8-12 micron, la cosiddetta finestra' in cui n vapore acqueo
n CO2 avevano molta capacit di assorbimento. Quando era aperta, quella finestra permetteva a una
quantit incredibile di calore di sfuggire nello spazio, e Sax aveva deciso fin dall'inizio del suo
tentativo di riuscire a chiuderla liberando una quantit di quel cocktail tale da far s che formasse dieci
o venti parti per milione dell'atmosfera, seguendo i primi modelli classici sull'argomento elaborati da
McKay. Cos, dal 2042 in avanti si era fatto un grande sforzo per costruire fabbriche automatizzate
sparse su tutto il pianeta che elaborassero i gas da risorse locali di carbonio, zolfo e fluorite, e poi li
liberassero nell'atmosfera. Ogni anno le quantit immesse erano aumentate, anche dopo che si era
raggiunto il livello di venti parti per milione, perch volevano conservare tale livello nell'atmosfera
sempre pi spessa, e anche perch dovevano compensare la continua distruzione ad alta quota degli
idrocarburi idrogenati da parte delle radiazioni UV.
Come evidenziavano le tabelle contenute nel cartellone di Simmon, le fabbriche avevano
continuato a operare anche dopo il 2061 e nei decenni che erano seguiti, mantenendo i livelli a ventisei
parti per milione. La conclusione era che quei gas avevano riscaldato la superficie di circa 12K.
Sax pass oltre con un sorrisetto fisso sulle labbra. Dodici Gradi! Questo s che era qualcosa!
Pi del venti percento di tutto il riscaldamento necessario, e tutto mediante l'iniziale, continua
emissione di un cocktail di gas ben miscelati. Era elegante, lo era davvero. Nella semplicit della fisica
c'era qualcosa di confortante...
Ormai erano le dieci, e H.X. Borazjani, uno dei migliori chimici atmosferici di Marte, stava per
cominciare una conferenza che riguardava proprio il riscaldamento globale. A quanto pareva, Borazjani
avrebbe fornito i suoi calcoli in merito al contributo di tutti i tentativi di riscaldamento che erano stati
fatti fino al 2100, l'anno prima che la soletta diventasse operativa. Dopo aver dato quelle stime,
intendeva cercare di giudicare se stessero avendo luogo effetti sinergici. Di conseguenza, quella era una
delle conferenze di cruciale importanza del convegno, perch il lavoro di molte altre persone sarebbe
stato menzionato e valutato.
Essa ebbe luogo in una delle sale pi grandi, che per l'occasione si riemp al massimo della
capienza, con la presenza di almeno un paio di migliaia di persone. Sax sgusci dentro proprio mentre
la conferenza cominciava e rimase in piedi in disparte, dietro l'ultima fila di sedie.
Borazjani era un uomo piccolo, dalla pelle scura e dai capelli bianchi, che parlava brandendo
una bacchetta davanti a un grande schermo su cui apparivano ora immagini video dei diversi metodi di
riscaldamento che erano stati tentati: polvere nera e licheni ai poli, specchi orbitali lanciati dalla Luna, i
mohole, le fabbriche di gas serra, asteroidi di ghiaccio che bruciavano nell'atmosfera, i batteri
denitrificanti, e poi tutto il resto del biota.
Sax aveva dato inizio a ciascuno di quei progetti nei due decenni fra il 2040 e il 2060, e guard
il video con molta pi attenzione del resto del pubblico. L'unica ovvia strategia di riscaldamento che
aveva evitato di proposito nei primi anni era stata la liberazione massiccia di CO2 nell'atmosfera, che
era stata l'elemento principale della strategia bifasica in competizione con la sua, che lui aveva sempre
detestato. Quanti la sostenevano, avevano voluto avviare un effetto serra fuori controllo e creare
un'atmosfera con un CO2 che arrivasse a 2 bar, sostenendo che questo avrebbe riscaldato enormemente
il pianeta, fermato l'irradiazione di UV e incoraggiato una crescita sfrenata delle piante. Tutto senza
dubbio vero, ma per gli umani e gli altri animali quella sarebbe stata un'atmosfera velenosa, e anche se
quanti sostenevano il piano parlavano di una seconda fase che avrebbe rimosso il CO2 dall'atmosfera
per sostituirlo con aria respirabile, i metodi suggeriti erano stati vaghi, come indicava la cronologia
proposta, che variava da cento a ventimila anni. E il cielo sarebbe rimasto di un bianco latteo per tutto
quel tempo.
Sax non la trovava una soluzione elegante al problema. Preferiva di gran lunga il suo modello a
fase singola, che puntava direttamente alla meta finale. Esso significava che erano sempre stati un po' a
corto di calore, ma lui riteneva che il vantaggio lo giustificasse e aveva fatto del suo meglio per trovare
rimpiazzi al calore che la CO2 avrebbe aggiunto, come per esempio i mohole. Purtroppo. La
valutazione data da Borazjani del calore liberato dai mohole era piuttosto bassa: nel complesso,
avevano aggiunto forse 5K alla temperatura media. Bene, non c'era modo di aggirare il nocciolo del
problema, pens nel prendere note sul leggio, la sola buona fonte di calore era il sole. Questo spiegava
la sua introduzione aggressiva di specchi solari, che era andata crescendo ogni anno, a mano a mano
che le vele solari arrivavano dalla Luna, dove un processo di produzione molto efficiente li fabbricava
con l'alluminio ricavato dall'anortosite. Borazjani disse che quelle flotte si erano ampliate abbastanza
da aggiungere altri 5K alla temperatura media.
L'albedo ridotta, uno sforzo che era stato portato avanti con estremo vigore, aveva aggiunto
altri 2K. I duecento reattori nucleari sparsi per il pianeta avevano fornito un altro 1.5K.
Poi Borazjani arriv a parlare del cocktail di gas serra, ma invece di usare il dato di 12K che
figurava sul poster di Simmon calcol che si trattava di 14K, supportando quell'affermazione con un
saggio di J. Watkins vecchio di vent'anni. Sax aveva visto Berkina seduto in una delle ultime file, non
lontano da lui, e adesso gli si avvicin, chinandosi fino a portare la bocca all'altezza del suo orecchio.
Perch non usa il lavoro di Simmon? sussurr.
Berkina sorrise e sussurr di rimando: Anni fa, Simmon ha pubblicato un saggio in cui ha
preso da Borazjani un calcolo molto complesso dell'interazione fra idrocarburi idrogenati e UV. Lo ha
modificato leggermente, e all'inizio lo ha attribuito a Borazjani, ma in seguito quando lo ha usato ha
citato solo il suo saggio. Questo ha fatto infuriare Borazjani, e lui pensa che i saggi di Simmon su
questo argomento derivino comunque dal lavoro di Watkins, quindi quando parla del riscaldamento
torna direttamente a Watkins e finge che gli scritti di Simmon non esistano.
Ah comment Sax e si raddrizz sorridendo suo malgrado della sottile ma rivelatrice
vendetta di Borazjani. In effetti, Simmon era seduto l, dall'altra parte della stanza, molto accigliato.
Nel frattempo, Borazjani era passato all'effetto riscaldante del vapore acqueo e della CO2 che
erano stati liberati nell'atmosfera, che calcol avessero aggiunto, insieme, altri 10K. Qualcuno lo
potrebbe definire un effetto sinergico, disse in quanto l'assorbimento di CO2  soprattutto il risultato
di altro riscaldamento. A parte questo, per, non credo si possa dire che la sinergia sia un fattore molto
importante. La somma del riscaldamento creato da tutti i metodi individuali corrisponde in maniera
molto ravvicinata alle temperature registrate dai bollettini meteorologici su tutto il pianeta.
Sullo schermo apparve la sua ultima tabella, e Sax ne trasfer sul leggio una copia semplificata:
Da Borazjani, 2 Febbraio 14, 2102:
Idrocarburi idrogenati: 14 H2O e CO2: 10
Mohole: 5
Specchi Pre-soletta: 5
Albedo ridotta: 2
Reattori nucleari: 1,5
Borazjani non aveva neppure incluso i mulini a vento riscaldanti, quindi lui li inser sul leggio.
Nel complesso, si arrivava a 37,65K, un passo davvero notevole, pens, verso la loro meta di 53K. Ci
avevano lavorato per appena sessant'anni e gi la maggior parte delle giornate estive raggiungeva una
temperatura abbondantemente sopra il punto di congelamento, permettendo alle piante artiche e alpine
di prosperare, come aveva visto nell'area del Ghiacciaio Arena. E tutto questo prima dell'introduzione
della soletta, che stava innalzando l'insolazione del venti percento.
Erano cominciate le domande, e qualcuno sollev la questione della soletta, chiedendo a
Borazjani se la riteneva necessaria, considerati i progressi compiuti con altri metodi.
Borazjani scroll le spalle proprio come avrebbe fatto Sax. Cosa significa necessaria?
replic. Dipende da quanto calore si vuole. Stando al modello standard avviato da Russell al
Belvedere Eco,  importante tenere i livelli di CO2 il pi bassi possibile. Se lo facciamo, allora 
necessario applicare altri metodi di riscaldamento per compensare la perdita di calore che sarebbe
derivata da quella CO2. La soletta pu essere vista come un modo per compensare l'eventuale
riduzione della CO2 a livelli respirabili.
Sax si trov ad annuire suo malgrado.
Qualcun altro si alz e chiese: Non crede che il modello standard sia inadeguato, considerato il
livello di azoto che sappiamo avere?
Non se tutto quell'azoto viene immesso nell'atmosfera.
Quella per era un'impresa improbabile da realizzare, come fu pronto a sottolineare chi aveva
posto la domanda. Una buona percentuale del totale sarebbe rimasta nel terreno, dove era in effetti
necessaria per le piante, quindi erano a corto di azoto, cosa che lui aveva sempre saputo. E se avessero
mantenuto pi bassi possibile i livelli di CO2 nell'atmosfera, questo avrebbe lasciato la percentuale di
ossigeno a livelli pericolosamente alti. Un'altra persona si alz per affermare che era possibile
compensare la carenza di azoto liberando altri gas inerti, soprattutto argon. Sax contrasse le labbra.
Aveva introdotto argon nell'atmosfera fin dal 2042, perch aveva visto insorgere quel problema, e
c'erano significative quantit di argon nella regolite, ma non erano facili da liberare, come avevano
scoperto i suoi ingegneri e come stavano sottolineando altre persone. No, l'equilibrio dei gas
nell'atmosfera sarebbe risultato un grosso problema. Una donna si alz per dire che un consorzio di
transnazionali coordinato dalla Armscor stava costruendo un sistema continuo di navette per
raccogliere azoto dall'atmosfera di Titano, composta quasi solo di azoto puro, liquefacendolo e
trasportandolo fino a Marte per scaricarlo nella parte alta dell'atmosfera. Nel sentirlo, Sax socchiuse gli
occhi ed effettu qualche rapido calcolo sul leggio. Le sopracciglia gli schizzarono verso l'alto quando
vide il risultato. Ci sarebbe voluto un numero elevatissimo di viaggi per realizzare qualcosa in quel
modo, oppure avrebbero dovuto usare navette enormi. Era notevole che qualcuno avesse pensato che
valeva la pena di fare quel genere di investimento.
Adesso stavano discutendo di nuovo della soletta. Di certo aveva la capacit di compensare i 5
o 8K che sarebbero andati perduti se avessero rimosso dall'aria la quantit attuale di CO2, e
probabilmente avrebbe anche apportato calore aggiuntivo. Sax calcol sul leggio che in teoria avrebbe
potuto aggiungere addirittura 22K. L'opera di pulizia in s stessa non sarebbe stata facile, sottoline
qualcuno. Un uomo in piedi accanto a Sax, uno che veniva dai laboratori della Subarashii, si fece avanti
per annunciare che una conferenza dimostrativa sulla soletta e sulla lente aerea avrebbe avuto luogo pi
tardi in seno al convegno, e che allora alcuni di questi problemi sarebbero stati chiariti in grande
misura. Prima di sedersi, aggiunse che gravi pecche nel modello a fase unica rendevano quasi
obbligatoria la creazione di un modello a due fasi.
A quelle parole la gente lev gli occhi al cielo, e Borazjani annunci che era tempo di cedere il
posto alla conferenza successiva che si sarebbe tenuta in quella sala. Nessuno aveva fatto commenti sul
suo modello, che aveva cos plausibilmente suddiviso tutti i contributi dei vari metodi di riscaldamento.
In un certo senso, per, questo era un segno di rispetto, perch nessuno aveva neppure messo in
discussione il modello, in quanto la preminenza di Borazjani in quel campo era data per scontata.
Adesso le persone si stavano alzando, e alcuni andarono a parlare con lui. Iniziarono mille
conversazioni diverse mentre la gente lasciava la sala e si riversava nei corridoi.
Sax and a pranzo con Berkina in un caff ai piedi della Branch Mesa. Intorno a loro scienziati
provenienti da tutto Marte mangiavano e parlavano degli eventi della mattinata. Pensiamo siano parti
per miliardo. No, i solfati hanno un comportamento prudente. Pareva che le persone al tavolo
accanto al loro pensassero che ci sarebbe stato un passaggio al modello a due fasi. Una donna disse
qualcosa riguardo al portare la temperatura media a 295K, di 7K pi elevata di quella media terrestre.
Sax fece una smorfia di fronte a tutte quelle manifestazioni di fretta, di avidit di calore. Non vedeva
motivo di essere scontenti del progresso che si era fatto finora. Lo scopo ultimo del progetto non era
soltanto il calore, dopotutto, ma una superficie vivibile. Era ci che aveva sempre sostenuto, e quella
era stata la considerazione dominante nei diversi programmi che aveva avviato nel 2042. Finora i
risultati non parevano di certo dare motivo di lamentarsi. L'attuale atmosfera aveva una media di 160
millibar, ed era composta pi o meno in parti uguali di CO2, ossigeno e azoto, con tracce di argon e di
altri gas. Quella non era la miscela che lui voleva ottenere alla fine, ma era quanto di meglio erano stati
in grado di fare, considerato l'inventario di sostanze volatili con cui avevano cominciato il lavoro.
Questo era un plausibile stadio intermedio verso la miscela finale che lui aveva avuto in mente. La sua
ricetta per essa, che seguiva l'iniziale formula di Fogg, era:
300 millibar di azoto
160 millibar di ossigeno
30 millibar di argon, elio, ecc.
10 millibar di CO2 =
Pressione totale di 500 millibar
Tutti quei valori erano stati fissati da requisiti fisici e limiti di vario genere. La pressione totale
aveva dovuto essere abbastanza alta da spingere l'ossigeno nel sangue, e 500 millibar era quanto si
otteneva sulla Terra a circa quattromila metri di quota, vicino al limite massimo a cui le persone
potevano vivere in modo permanente. Dal momento che quello era il limite massimo, sarebbe stato
meglio se quell'atmosfera cos rarefatta avesse avuto una percentuale di ossigeno pi elevata di quella
terrestre, ma essa non poteva essere troppo pi elevata perch altrimenti sarebbe stato difficile spegnere
eventuali incendi. Nel frattempo, era necessario mantenere la CO2 al di sotto dei 10 millibar, altrimenti
l'aria sarebbe diventata velenosa. Quanto all'azoto, quanto pi era e meglio era. In effetti, l'ideale
sarebbe stato 780 millibar, ma si calcolava che adesso l'inventario totale di azoto su Marte fosse di
meno di 400 millibar, per cui 300 millibar erano tutto ci che si poteva ragionevolmente chiedere di
immettere nell'aria, o magari qualcosa di pi. In effetti, la carenza di azoto era uno dei maggiori
problemi a cui l'opera di terraformazione si trovava di fronte: ne serviva pi di quanto ne avevano,
nell'aria come nel terreno.
Sax fiss il piatto e mangi in silenzio, pensando intensamente a tutti quei fattori. Le
discussioni di quella mattina gli avevano dato motivo di chiedersi se avesse preso le decisioni giuste,
nel 2042... se l'inventario volatile poteva giustificare il suo tentativo di puntare direttamente a una
superficie vivibile per l'uomo, in un singolo stadio. Non che adesso ci fosse molto che poteva fare al
riguardo, e tutto considerato pensava ancora di aver preso le decisioni giuste. Shikata ga nai, proprio,
se volevano camminare liberi sulla superficie di Marte nell'arco della loro vita. Anche considerando
che quell'arco di vita sarebbe stato considerevolmente esteso.
C'erano per persone che parevano pi interessate a una temperatura pi elevata che a un'aria
respirabile. A quanto pareva, erano certi che potevano gonfiare i livelli di CO2, riscaldare
enormemente tutto, e poi ridurre la CO2 senza problemi. Lui ne dubitava: qualsiasi operazione a due
fasi sarebbe stata un pasticcio, al punto che non poteva fare a meno di chiedersi se cos facendo si
sarebbero trovati incastrati nella proiezione cronologica dei ventimila anni prevista nei primi modelli a
due fasi. Solo pensarci lo lasciava interdetto, perch non ne vedeva il bisogno. La gente era disposta a
rischiare un simile problema a lungo termine? Erano davvero tutti cos impressionati dalle nuove,
gigantesche tecnologie che stavano diventando accessibili da credere che qualsiasi cosa fosse possibile?
Com' il pastrami? chiese Berkina.
Il cosa?
Il pastrami, quella sorta di panino che hai appena mangiato, Stephen.
Oh! Buono, buono. Doveva essere eccellente.
Le sessioni del pomeriggio furono dedicate in prevalenza ai problemi causati dai successi della
campagna del riscaldamento globale. A mano a mano che la temperatura della superficie saliva e che il
biota sotterraneo cominciava a penetrare sempre pi in profondit nella regolite, il ghiaccio permanente
che si trovava l sotto si scioglieva, come si era sperato che accadesse, ma questo si stava rivelando
disastroso in certe regioni ricche di ghiaccio permanente. Purtroppo, una di esse era la Planitia Isidis
stessa. Una conferenza con un pubblico numeroso, tenuta da un'areologa dei laboratori che la Praxis
aveva a Burroughs, descrisse la situazione: Isidis era uno dei vecchi, grandi bacini di impatto, grande
all'incirca quanto l'Argyre, con il lato settentrionale completamente cancellato e quello meridionale
che era adesso parte della Grande Scarpata. Il ghiaccio sotterraneo era sceso lentamente dal Nord e
dalla Scarpata, e si era raccolto nel bacino per miliardi di anni. Adesso quel ghiaccio si stava
sciogliendo vicino alla superficie, e congelava di nuovo durante l'inverno. Quel ciclo di disgelo-gelo
stava causando un criosollevamento su scala senza precedenti. Era molto vicino al solito ingrandimento
di magnitudine due a paragone di simili fenomeni sulla Terra, e fosse carsiche e idrolaccoliti di
dimensioni cento volte superiori ai loro analoghi terrestri erano rispettivamente grossi buchi e grossi
tumuli. Questi nuovi buchi e collinette devastavano il paesaggio su tutta Isidis. Dopo la conferenza e
una sequenza di immagini di frane sconvolgenti, l'areologa condusse un grande gruppo di scienziati
interessati all'estremit meridionale di Burroughs, oltre la Moeris Lacus Mesa e fino al muro della
cupola, dove l'area circostante appariva come devastata da un terremoto, con il terreno che si era
sollevato a rivelare una crescente massa di ghiaccio che sembrava una calva collina rotonda.
Questo  un bell'esemplare di idrolaccolite spieg l'areologa, con un certo orgoglio
padronale. Le masse di ghiaccio sono relativamente pure se paragonate alla matrice di ghiaccio
permanente, e agiscono nella matrice come fanno le rocce. Quando torna a congelarsi, di notte o
durante l'inverno, il ghiaccio permanente si espande, e qualsiasi cosa dura incastrata in
quell'espansione viene spinta in alto, verso la superficie. Ci sono una quantit di idrolaccoliti nella
tundra terrestre, ma nessuna grande come questa. Guid il gruppo lungo la devastata superficie di
cemento che era stata una strada piatta, e tutti si trovarono a fissare un cumulo di ghiaccio di un bianco
sporco dall'orlo di un cratere di terra. Lo abbiamo inciso come una vescica e lo stiamo sciogliendo,
indirizzando l'acqua nei canali.
L fuori, uno di questi che emergesse sarebbe come un'oasi comment Sax, rivolto a Jessica.
Si scioglierebbe d'estate e idraterebbe il terreno circostante. Dovremmo sviluppare una comunit di
semi, spore e rizomi che possiamo sparpagliare su qualsiasi sito come questo che si trovi lontano
dall'abitato.
Vero convenne Jessica. Tuttavia, se vogliamo essere realisti, il territorio occupato dal
ghiaccio permanente finir comunque tutto sotto il mare Vastitas.
Mmm.
La verit era che Sax si era temporaneamente dimenticato della perforazione e dell'attivit
mineraria in corso nel Vastitas. Quando rientrarono al centro congressi, cerc di proposito una
conferenza che parlasse di quell'aspetto. Ce n'era una alle quattro: Recenti progressi nelle procedure di
pompaggio del ghiaccio permanente della lente polare settentrionale.
Guard impassibile il video presentato dall'oratore. La lente di ghiaccio che si estendeva nel
sottosuolo dalla calotta polare settentrionale era come la parte sommersa di un iceberg contenente circa
dieci volte pi acqua della calotta visibile. Il ghiaccio permanente del Vastitas ne conteneva ancora di
pi. Per portare quell'acqua in superficie... era come recuperare l'azoto dall'atmosfera di Titano, un
progetto talmente enorme che nei primi anni lui non lo aveva mai neppure preso in considerazione. A
quel tempo, non era semplicemente stata una cosa possibile. Tutti questi grandi progetti... la soletta,
l'azoto importato da Titano, la perforazione dell'oceano settentrionale, l'arrivo regolare di asteroidi di
ghiaccio... erano su una scala a cui scopr di avere difficolt a adeguarsi.
Di questi tempi, le transnazionali pensavano in grande. Di certo, le nuove capacit in fatto di
scienza della progettazione e dei materiali, insieme al diffondersi di fabbriche totalmente autoreplicanti,
erano ci che rendeva tecnicamente possibili tali progetti, ma gli investimenti finanziari iniziali
continuavano a essere immensi.
Quanto alle capacit tecniche richieste, si trov a adeguarsi a esse abbastanza in fretta. Era
un'estensione di quello che avevano fatto ai vecchi tempi: si risolvevano i problemi iniziali di materiali,
progettazione e controllo omeostatico, e i poteri a disposizione diventavano davvero considerevoli. Si
poteva dire che ci a cui aspiravano non era pi al di fuori della loro portata. Il che, date le direzioni in
cui a volte si protendevano, era un pensiero che faceva paura.
In ogni caso, cinquanta piattaforme di perforazione erano adesso posizionate nell'area del
sessantesimo parallelo nord, dove scavavano pozzi e inserivano sul loro fondo congegni di
scongelamento del ghiaccio perenne che andavano da una rete di gallerie riscaldate alla perforazione di
gallerie laterali e agli esplosivi nucleari. La nuova acqua di disgelo veniva poi pompata in superficie e
distribuita sulle dune della Vastitas Borealis, dove congelava di nuovo. Alla fine, questo strato di
ghiaccio si sarebbe sciolto, in parte sotto il suo stesso peso, e avrebbero ottenuto un oceano a forma di
anello intorno al sessantesimo e settantesimo parallelo, senza dubbio un buon bacino termico, come lo
erano tutti gli oceani, anche se finch fosse rimasto un mare di ghiaccio l'aumento dell'albedo
l'avrebbe probabilmente trasformato in una perdita di calore per il sistema globale. Un altro esempio di
come quelle operazioni andavano l'una a discapito dell'altra, come lo era, molto probabilmente, la
posizione stessa di Burroughs rispetto a questo nuovo mare, perch la citt era in certa misura al di
sotto del livello del mare menzionato pi di frequente, cio il valore di riferimento stesso. La gente
parlava di una diga, o di un mare pi piccolo, ma nessuno lo sapeva per certo. Era tutto molto
interessante.
Fu cos che Sax presenzi al congresso ogni giorno, per tutto il giorno, vivendo nelle sale
silenziose e nei corridoi del centro conferenze, chiacchierando con i colleghi e gli autori dei cartelloni,
e con chi gli sedeva vicino fra il pubblico. Pi di una volta dovette fingere di non conoscere antichi
colleghi, il che lo rese abbastanza nervoso da indurlo a evitarli pi che poteva. Le persone non
sembravano per dare l'impressione che lui ricordasse loro qualcuno che conoscevano, e riusc
perlopi a concentrarsi sulla scienza, cosa che fece con piacere. Nell'uniforme chiarore fluorescente
delle sale conferenze, con il sommesso ronzio di fondo dei ventilatori e delle macchine video, la gente
teneva discorsi, faceva domande, discuteva dati di fatto e implicazioni come se fossero stati in un
mondo al di fuori del tempo e dello spazio, nello spazio immaginario della pura scienza, di certo una
delle pi grandi realizzazioni dello spirito umano... una sorta di comunit utopica, accogliente,
luminosa e protetta. E per Sax un congresso scientifico era utopia.
Le sessioni di quel convegno, tuttavia, avevano un tono nuovo, una sorta di sfumatura di
nervosismo che Sax non aveva mai visto prima e che non gli piaceva. Le domande che facevano
seguito alle presentazioni erano pi aggressive, le risposte avevano un tono pi prontamente difensivo.
Il puro gioco del dibattito scientifico che gli piaceva tanto (e che, andava ammesso, non era mai del
tutto puro) era adesso sempre pi diluito da pure e semplici discussioni, da evidenti lotte di potere
motivate da qualcosa di pi del solito egocentrismo. Non era come lo spregiudicato uso che Simmon
aveva fatto del materiale di Borazjani e della squisita risposta di quest'ultimo. Era pi una questione di
assalto diretto. Come successe alla fine di una presentazione sui mohole profondi e sulla possibilit di
arrivare al mantello del pianeta, quando un terrestre basso e calvo si alz in piedi e disse: Non credo
che questo modello di base della litosfera sia valido. E subito dopo lasci la stanza.
Sax assistette incredulo alla scena. Ma che problema ha? sussurr a Claire.
Lei scosse il capo. Lavora alla lente aerea per la Subarashii, e a loro non piace nessuna
potenziale concorrenza al loro programma di fusione della regolite.
Mio dio.
La sessione di domande e risposte continu alla meglio, scossa da quell'esibizione di scortesia,
ma Sax sgusci fuori dalla sala e segu con sguardo curioso lungo il corridoio lo scienziato della
Subarashii. Cosa gli era mai saltato in mente?
Quel furfante non era per il solo a comportarsi in modo strano. La gente appariva stressata, i
nervi erano tesi. Naturalmente, la posta in gioco era alta. Come l'idrolaccolite sotto il Moeris Lacus
mostrava su piccola scala, ci sarebbero stati alcuni effetti collaterali spiacevoli dovuti alle procedure
che si stavano studiando e che venivano sostenute in quel convegno, effetti collaterali che sarebbero
costati denaro, tempo, vite. E poi c'erano le motivazioni finanziarie...
E adesso che stavano entrando nelle giornate conclusive del convegno, l'ottica del programma
si andava spostando da problemi molto specifici a presentazioni e workshop pi generali, incontri in cui
si tentava di discutere tutto il lavoro presentato in precedenza in un qualche modo che lo sintetizzasse.
Nella sala principale si tenevano anche presentazioni dei grandi nuovi programmi, che la gente
chiamava i progetti mostro' e che avrebbero avuto un impatto talmente grande che avrebbero
influenzato i programmi di quasi tutti gli altri. Di conseguenza, nel parlarne ci di cui in effetti
discutevano era politica, parlando di cosa fare dopo piuttosto che di cosa era gi successo. Questo
rendeva le questioni sempre pi aggrovigliate, ma mai come adesso, quando le persone cominciarono a
cercare di attingere informazioni dalle presentazioni precedenti per sostenere le proprie cause, quali che
potessero essere, Stavano entrando in quella sfortunata area in cui la scienza cominciava a scivolare
nella politica, dove i saggi diventavano proposte di finanziamento, e suscitava sgomento vedere quella
degradata zona oscura invadere il terreno precedentemente neutrale di un convegno.
Nel corso di un pranzo solitario, Sax riflett sul fatto che parte di ci era senza dubbio causato
dalla natura di grande scienza dei progetti mostro. Erano tutti cos costosi e difficili da realizzare che
erano stati dati in appalto a diverse transnazionali. Superficialmente, questa era una strategia plausibile,
un'ovvia mossa verso l'efficienza, ma purtroppo significava che le diverse angolazioni da cui aggredire
il problema della terraformazione adesso avevano parti interessate che le difendevano come il metodo
migliore', distorcendo i risultati degli studi e dei modelli simulati per difendere le proprie idee.
La Praxis, per esempio, era a capo insieme alla Svizzera del vasto sforzo bioingegneristico, e
cos i teorici che la rappresentavano difendevano quello che chiamavano il modello dell'ecopoiesi,
secondo il quale a questo punto non erano necessarie ulteriori aggiunte di calore o di sostanze volatili e
i processi biologici, da soli, con un aiuto minimo da parte dell'ingegneria ecologica, sarebbero stati
sufficienti a terraformare il pianeta ai livelli concepiti dall'originale modello Russell. Sax pensava che
probabilmente la loro valutazione era corretta, considerato l'arrivo della soletta, anche se trovava
ottimistiche le loro previsioni sui tempi.
D'altronde, lui lavorava per la Biotique, quindi forse questo alterava il suo giudizio.
Gli scienziati della Armscor, tuttavia, erano adamantini nel sostenere che un inventario
dell'azoto avrebbe stroncato qualsiasi speranza di ecopoiesi. Insistevano che era necessario un continuo
intervento industriale, e naturalmente era la Armscor che stava costruendo le navette per il
trasferimento dell'azoto da Titano. Personale della Consolidated, che gestiva la trivellazione della
Vastitas, enfatizzava la vitale importanza di un'idrosfera attiva, e la gente della Subarashii che gestiva i
nuovi specchi pubblicizzava il grande potere della soletta e della lente aerea per pompare calore e gas
nel sistema, permettendo che tutto il resto accelerasse. Era sempre molto ovvio perch determinate
persone sostenessero un programma a discapito di un altro. Bastava guardare la targhetta con il nome,
vedere a quale societ erano affiliate e si poteva prevedere cosa avrebbero appoggiato o attaccato.
Vedere la scienza distorta in modo tanto sfacciato addolorava molto Sax, e gli pareva che sgomentasse
tutti i presenti, anche quelli che si comportavano in quel modo, il che alimentava ancora di pi
l'irritabilit e l'atteggiamento generale sulla difensiva. Sapevano tutti cosa stava succedendo, non
piaceva a nessuno, e tuttavia nessuno voleva ammetterlo.
Questo risult pi evidente che mai nel dibattito di gruppo sul problema della CO2 che si tenne
l'ultima mattina. Esso si trasform rapidamente in una difesa della soletta e della lente aerea, sostenute
con veemenza dai due scienziati della Subarashii presenti nel gruppo. Seduto in fondo alla stanza, Sax
ascolt la loro descrizione entusiastica dei grandi specchi, sentendosi sempre pi teso e contrariato a
mano a mano che proseguivano. La soletta in s stessa gli piaceva, non era altro che la logica
estensione degli specchi che lui aveva messo in orbita fin dal principio, ma la lente aerea che volava a
bassa quota era senza dubbio uno strumento estremamente potente, e se lo si fosse usato sulla
superficie vicino alla sua piena capacit avrebbe volatilizzato centinaia di millibar di gas
nell'atmosfera, gran parte dei quali CO2. Aderendo al suo modello a fase singola, loro non volevano
quei gas, che secondo ogni sensata linea d'azione sarebbero dovuti rimanere vincolati alla regolite. No,
c'erano parecchie, ardue domande che andavano poste riguardo agli effetti di questa lente aerea, e la
gente della Subarashii avrebbe dovuto essere aspramente censurata per aver cominciato a fondere la
regolite senza consultarsi con nessuno al di fuori del comitato dell'ATNU, che ovviamente approvava
tutto senza discussioni. Lui per non voleva attirare l'attenzione su di s, quindi poteva soltanto
restarsene seduto l accanto a Claire e a Berkina, con il leggio in mano, contorcendosi sul sedile e
sperando che qualcun altro ponesse quelle domande per lui.
E dal momento che erano domande ovvie, oltre che difficili, vennero poste. Uno scienziato
della Mitsubishi, che aveva in corso una faida perpetua con la Subarashii, si alz e con estrema cortesia
pose una domanda sull'effetto serra fuori controllo che sarebbe potuto risultare da un eccesso di CO2.
Sax annu con enfasi. Gli scienziati della Subarashii replicarono per che questo era esattamente quello
che speravano, che non ci sarebbe mai potuto essere troppo calore, e che un'eventuale pressione
atmosferica di 700 o 800 millibar sarebbe comunque stata preferibile a 500 millibar. Ma non se 
CO2 borbott Sax a Claire, che annu.
H.X. Borazjani si alz per sollevare quella stessa obiezione, e venne seguito da altri. Molti,
nella stanza, usavano ancora il modello originale di Sax come modello di base, e insistettero in molti
modi diversi sulla difficolt di rimuovere dall'aria qualsiasi eccesso di CO2. C'erano per anche
parecchi scienziati della Armscor e della Consolidated, oltre che della Subarashii, che sostenevano che
quella rimozione non sarebbe stata difficile, o che un'atmosfera con alti livelli di CO2 non sarebbe poi
stata una cosa tanto brutta. Si sarebbe trattato di un ecosistema costituito prevalentemente da piante,
con insetti che tolleravano la CO2 e magari qualche animale geneticamente modificato che potesse
prosperare nell'aria calda e densa, mentre le persone sarebbero potute andare in giro in maniche di
camicia, senza indossare niente di pi ingombrante di una maschera facciale.
Questo irrit profondamente Sax, e per fortuna non solo lui, quindi pot rimanersene seduto
mentre altri si alzavano in piedi per mettere in discussione quella fondamentale alterazione dello scopo
ultimo della terraformazione. Ben presto la discussione si fece accalorata, perfino astiosa.
Quello che vogliamo non  un pianeta giungla!
State avanzando la supposizione nascosta e implicita che le persone possano essere modificate
geneticamente per tollerare livelli di CO2 pi elevati, ma questo  ridicolo!
Risult ben presto chiaro che non stavano ottenendo nulla. Nessuno ascoltava davvero e tutti
avevano le loro opinioni, rigidamente allineate con gli interessi dei loro datori di lavoro. Era davvero
sconveniente. Un comune disgusto per il tono del dibattito indusse tutti tranne i partecipanti diretti a
disinteressarsene... intorno a Sax la gente prese a ripiegare i programmi, a spegnere i leggii, a
sussurrare ai compagni, tutto mentre altre persone continuavano ad alzarsi per parlare... senza dubbio
non era cortese. Bast per un momento di riflessione per realizzare che adesso si stava discutendo di
decisioni politiche che comunque non sarebbero state prese dagli scienziati. Questo non piaceva a
nessuno, e la gente cominci ad alzarsi e a lasciare la stanza, proprio nel mezzo della discussione. La
sopraffatta moderatrice del dibattito, una donna giapponese troppo cortese e dall'aria infelice, sovrast
le voci che salivano di tono per suggerire di porre fine alla sessione. La gente lasci la sala in piccoli
capannelli, alcuni continuando a parlare in tono accalorato ai loro alleati e a sostenere in modo decisivo
la propria tesi, adesso che si lamentavano con i loro amici.
Sax segu Claire, Jessica e l'altra gente della Biotique oltre il canale e sulla Hunt Mesa, dove
presero l'ascensore che portava al pianoro e pranzarono da Antonio's.
Ci inonderanno di CO2 afferm Sax, incapace di tenere pi a lungo a freno la lingua. Non
credo capiscano che colpo fondamentale sar questo per il modello standard.
 un modello del tutto diverso disse Jessica. Un modello a due fasi per industria pesante.
Ma costringer persone e animali a restare sotto le cupole pi o meno a tempo indefinito!
protest Sax.
Forse ai dirigenti delle transnazionali questo non importa replic Jessica.
Forse perfino gli piace aggiunse Berkina, e Sax fece una smorfia.
Forse, opin Claire si tratta solo del fatto che hanno questa soletta e questa lente, e le
vogliono usare. Come giocare con dei giocattoli. Somiglia cos tanto alla lente di ingrandimento che usi
per accendere il fuoco, quando hai dieci anni, solo che questa  cos potente. Non riescono a non usarla.
E poi chiamano le zone bruciate canali, sai...
Tutto questo  cos stupido dichiar Sax, con voce tagliente, e quando gli altri lo fissarono
con una certa sorpresa cerc di alleggerire il tono. Ecco,  semplicemente stupido, sapete.  come una
sorta di vago romanticismo. Non saranno canali nel senso di qualcosa che colleghi in modo utile uno
specchio d'acqua a un altro, e anche se provassero a usarli, le rive sarebbero composte di scorie.
Sostengono che sar vetro disse Claire. E comunque  soltanto un'idea di canali.
Quello che facciamo qui non  un gioco, per ribatt Sax. Gli era estremamente difficile
mantenere al riguardo il senso dell'umorismo di Stephen. Per qualche motivo questo lo irritava
davvero, lo angosciava sul serio, Avevano cominciato cos bene, qui, sessant'anni di solidi risultati... e
adesso persone diverse si intromettevano con idee diverse e giocattoli diversi, discutevano e lavoravano
le une contro le altre, affinavano mezzi sempre pi costosi e potenti ma con una coordinazione sempre
minore. Avrebbero rovinato il suo piano!
Le sessioni di chiusura del pomeriggio furono superficiali e non fecero nulla per ripristinare la
sua fede nel convegno come sede di scienza disinteressata. Quella sera, nella sua stanza, guard a video
le notizie ambientali pi attentamente che mai, cercando risposte a una qualche domanda che non aveva
del tutto formulato. Le alture crollavano. Rocce di tutte le dimensioni venivano spinte fuori dal
ghiaccio perenne a causa del ciclo disgelo-congelamento e si disponevano in caratteristici schemi
poligonali. Ghiacciai rocciosi si formavano in burroni e su pendii ripidi, con la roccia che si staccava
dal ghiaccio e scivolava nei dirupi in masse che si comportavano in modo molto simile ai ghiacciai. Gli
idrolaccoliti butteravano le terre basse settentrionali, tranne naturalmente dove i mari gelati si
riversavano fuori dalle piattaforme di perforazione, inondando il territorio.
Era un cambiamento su scala massiccia, che adesso risultava apparente ovunque e accelerava
ogni anno, a mano a mano che le estati si facevano pi calde e il biota submarziano cresceva pi in
profondit... e mentre tutto ancora congelava fino a solidificare durante l'inverno e ghiacciava un po'
durante quasi ogni notte estiva. Un ciclo di scongelamento e congelamento cos intenso avrebbe fatto a
pezzi il paesaggio, e il paesaggio marziano era particolarmente suscettibile a esso, essendo rimasto
bloccato in una stasi fredda e arida per milioni di anni. La distruzione della massa creava molte frane
ogni giorno, e incidenti fatali e scomparse inspiegabili erano tutt'altro che infrequenti. Viaggiare sul
territorio era pericoloso. I canyon e i crateri recenti non erano pi posti sicuri dove fondare una citt, e
neppure dove passare una notte.
Sax si alz e si avvicin alla finestra della sua stanza, guardando verso le luci della citt. Tutto
questo era ci che Ann aveva predetto tanto tempo prima. Senza dubbio, lei stava seguendo con
disgusto i rapporti su tutti quei cambiamenti, insieme al resto dei Rossi. Per loro, ogni collasso era un
segno che le cose andavano per il verso sbagliato invece che per quello giusto. In passato, Sax avrebbe
ignorato tutto ci... distruzione della massa, terreno gelato esposto al sole che lo scaldava e rivelava
potenziali fonti di nitrato... con una scrollata di spalle, ma adesso non era pi cos sicuro.
Sul video, nessuno pareva preoccuparsi. Non c'erano Rossi. Il collasso delle formazioni di terra
era considerato soltanto un'opportunit, non solo per la terraformazione, che sembrava essere
appannaggio esclusivo delle transnazionali, ma anche per le attivit minerarie. Sax guard con un senso
di sconforto un servizio relativo a una vena da poco affiorata di minerale aurifero. Era strano come cos
tante persone sembrassero subire il fascino della ricerca dell'oro. Quello era Marte all'inizio del XXII
secolo: a quanto pareva, adesso che l'ascensore era stato ripristinato, erano tornati alla vecchia
mentalit della corsa all'oro, come se questo fosse in realt un destino ovvio, essere l sulla frontiera
con grandi attrezzi usati a destra e a manca: ingegneri cosmici, che estraevano e costruivano. E la
terraformazione che era stata il suo lavoro, il solo punto focale della sua vita per oltre sessant'anni,
pareva trasformarsi in qualcos'altro...
Cominci a essere tormentato dall'insonnia. Non ne aveva mai sofferto prima, e la trovava
alquanto sgradevole. Si svegliava, si girava, gli ingranaggi del suo cervello prendevano a girare e tutto
entrava in funzione. Quando risultava chiaro che non riusciva a riaddormentarsi, si alzava, accendeva
lo schermo dell'IA e guardava programmi su video, perfino i notiziari, che non aveva mai guardato
prima. Vide sintomi di un qualche tipo di disfunzione sociologica sulla Terra. Per esempio, non pareva
che avessero neppure tentato di adeguare le loro societ all'impatto dell'aumento della popolazione
causato dai trattamenti gerontologici. Quella sarebbe dovuta essere una precauzione elementare...
controllo delle nascite, sterilizzazione, e tutto il resto... ma la maggior parte dei Paesi non aveva fatto
nulla di tutto questo. In effetti, pareva che si stesse sviluppando una sottoclasse permanente di persone
non trattate, soprattutto nei Paesi poveri sovrappopolati. Era difficile ottenere statistiche adesso che
l'ONU era moribondo, ma uno studio della Corte Mondiale sosteneva che il settanta percento delle
nazioni sviluppate aveva ricevuto il trattamento, contro il solo venti per cento nei Paesi poveri. Se
quella tendenza si fosse protratta a lungo, pens, avrebbe portato a una sorta di fisicizzazione di
classe... un'emergenza tardiva o lo svelamento retroattivo della visione cupa di Marx... solo che
sarebbe stata molto pi estrema di Marx, perch adesso la distinzione di classe sarebbe stata esibita
come un'effettiva differenza fisiologica causata da una distribuzione bimodale, qualcosa quasi affine
alla speciazione...
Questa divergenza fra ricchi e poveri era ovviamente pericolosa, ma sulla Terra pareva essere
presa come qualcosa di scontato, come se facesse parte della natura. Perch non riuscivano a vedere il
pericolo?
Non capiva pi la Terra, se pure l'aveva mai capita. Sedeva l, tremante, attraverso quanto
restava delle sue notti insonni, troppo stanco per leggere o lavorare. Riusciva soltanto a richiamare a
video un notiziario terrestre dopo l'altro, cercando di capire meglio cosa succedeva laggi. Doveva
farlo, se voleva capire Marte, perch il comportamento delle transnazionali su Marte era generato da
cause ultime terrestri. Aveva bisogno di capire. Per i notiziari sembravano al di l di qualsiasi
comprensione razionale. Laggi non c'era nessun piano, in modo ancor pi drammatico di come fosse
su Marte.
Aveva bisogno di una scienza della storia, ma purtroppo una cosa del genere non esisteva. La
storia  lamarckiana, era solito dire Arkady, un concetto minacciosamente suggestivo, considerata la
pseudospeciazione causata dalla distribuzione ineguale del trattamento gerontologico, ma che non era
di aiuto effettivo. Psicologia, sociologia, antropologia erano tutte sospette. Il metodo scientifico non
poteva essere applicato all'essere umano in nessun modo che fornisse informazioni utili. Era il
problema della distinzione fatto-valore esposto in maniera differente: la realt umana poteva essere
spiegata soltanto in termini di valori, e i valori erano molto resistenti all'analisi scientifica. Isolamento
dei fattori per poterli studiare, ipotesi falsificabili, esperimenti ripetibili... l'intero apparato utilizzato
nei laboratori non era applicabile. I valori spingevano la storia, che era un tutto non ripetibile e
contingente. Poteva essere caratterizzata come lamarckiana, o come un sistema caotico, ma perfino
quelle erano ipotesi, perch di quali fattori si stava parlando? Quali aspetti potevano essere acquisiti
con l'apprendimento e trasmessi, o con il riciclarli in un modo schematico ma non ripetitivo?
Nessuno poteva dirlo.
Cominci a pensare di nuovo alla disciplina della storia naturale che tanto lo aveva affascinato
sul Ghiacciaio Arena, precisamente perch usava i metodi scientifici per studiare la storia del mondo
naturale. Sotto molti aspetti, quella storia poneva un problema metodologico difficile quanto la storia
umana, perch era altrettanto non ripetibile e resistente alla sperimentazione. E tuttavia, escludendo il
fattore quasi casuale della consapevolezza umana, la storia naturale era spesso di successo, anche se era
basata in prevalenza sull'osservazione e su ipotesi che potevano essere testate soltanto mediante
ulteriore osservazione. Era una vera scienza. Aveva scoperto, in mezzo alla contingenza e al disordine,
alcuni validi princpi generali dell'evoluzione... sviluppo, adattamento, complessificazione... e c'erano
anche molti altri princpi specifici confermati, in ciascuna delle sottodiscipline.
Quello di cui aveva bisogno erano princpi simili che influenzassero la storia umana. Le poche
letture che fece nel campo della storiografia non furono incoraggianti: si trattava di una triste
imitazione del metodo scientifico, o di arte pura e semplice. Ogni decennio circa, una nuova
spiegazione storica rivedeva tutto quello che era successo in precedenza, ma era chiaro che quel
revisionismo racchiudeva piaceri che non avevano niente a che vedere con l'effettiva giustizia della
causa perorata. Sociobiologia e bioetica erano pi promettenti, ma tendevano a spiegare meglio le cose
quando lavoravano su scala temporale evolutiva, mentre lui voleva qualcosa per gli ultimi cento anni e
i prossimi cento. O perfino per gli ultimi cinquanta e i prossimi cinque.
Si svegli notte dopo notte, senza riuscire a riaddormentarsi, e allora si alzava, sedeva davanti
allo schermo e rifletteva su quelle questioni, troppo stanco per pensare con chiarezza. Mentre quelle
veglie notturne continuavano a ripetersi, si sorprese a tornare sempre pi di frequente a trasmissioni
relative ai disordini del 2061. C'era una quantit di video sugli eventi di quell'anno, e alcuni di essi non
mostravano false timidezze nel dare loro un nome: Terza guerra mondiale! Era il titolo della serie pi
lunga, circa sessanta ore di video risalenti a quell'anno, revisionati e sequenzializzati male.
Bastava guardare quella serie per un po' per rendersi conto che il titolo non era dovuto soltanto
a puro sensazionalismo. In quell'anno fatale le guerre avevano infuriato ovunque sulla Terra, e gli
analisti riluttanti a definirla una Terza guerra mondiale sembravano pensare che non si fosse protratta
abbastanza a lungo da meritare quella qualifica. O che non fosse stata il confronto di due grandi
alleanze globali, ma qualcosa di molto pi confuso e complesso: fonti diverse sostenevano che si era
trattato del Nord contro il Sud, o dei giovani contro i vecchi, o dell'ONU contro le nazioni, o delle
nazioni contro le transnazionali, o delle transnazionali contro le bandiere di comodo, o degli eserciti
contro la polizia, o della polizia contro i cittadini... per cui sembrava che si fosse trattato
contemporaneamente di ogni sorta di conflitto. Per un periodo di sei o otto mesi il mondo era piombato
nel caos. Nel corso dei suoi vagabondaggi attraverso la scienza politica', Sax si era imbattuto in un
grafico di Herman Kahn definito Escalation Ladder, o scala dell'escalation', che tentava di
categorizzare i conflitti a seconda della loro natura e gravit. C'erano quarantaquattro gradini nella
scala di Kahn, che andavano dal primo, Crisi apparente, per passare gradualmente attraverso categorie
come Gesti politici e diplomatici, Dichiarazioni solenni e formali, e Mobilitazione significativa, e salire
quindi a gradini pi erti come Dimostrazione di forza, Atti di violenza aggressivi, Confronti militari
drammatici, Grande guerra convenzionale, fino a passare nelle zone inesplorate di Guerra quasi
nucleare, Attacchi esemplari contro la propriet, Attacco di devastazione civile, e infine, al numero
quarantaquattro, Guerra convulsa o insensata. Era di certo un tentativo interessante di tassonomia e
sequenza logica, e Sax vide che le categorie erano state ricavate da molte guerre del passato. E in base
alle definizioni di quella tabella, il 2061 era schizzato su per quella scala, fino al numero
quarantaquattro.
In quel maelstrom, gli eventi su Marte non erano stati niente di pi di una guerra spettacolare in
mezzo a cinquanta altre. Pochissimi programmi generici relativi al 2061 dedicavano loro pi di pochi
minuti, e si trattava soltanto di un insieme di videoclip che Sax aveva visto all'epoca: le guardie
congelate a Korolyov, le cupole infrante, la caduta dell'ascensore, e poi quella di Phobos. I tentativi di
analisi della situazione marziana erano quantomeno superficiali; Marte era stato un'attrazione
secondaria esotica, con alcuni buoni video, ma niente altro che lo distinguesse dal pantano generale.
No. La consapevolezza arriv in un'alba insonne: se voleva capire il 2061 doveva ricostruirlo lui stesso
dalle fonti primarie dei videotape, da tutte quelle immagini di folle infuriate che incendiavano le citt, e
dalle occasionali conferenze stampa di leader disperati e frustrati.
Perfino mettere tutto questo in ordine cronologico non fu facile. In effetti (nel suo stile Eco) per
alcune settimane quello divenne il suo solo interesse, in quanto inserire gli eventi in una cronologia era
il primo passo per mettere insieme quello che era successo... il che doveva precedere il capirne il
perch.
Nel corso delle settimane cominci a dare un significato al tutto. Di certo la tesi dettata dal
buonsenso era quella giusta: l'emergere delle transnazionali nel 2040 aveva predisposto la scena ed era
stato la causa ultima della guerra. In quel decennio, mentre lui aveva dedicato ogni frammento della sua
attenzione alla terraformazione di Marte, era nato un nuovo ordine terrestre, che aveva preso forma
quando migliaia di societ multinazionali avevano cominciato a unirsi in decine di colossi
transnazionali. Qualcosa come la formazione planetaria, pens una notte, con i planetesimali che
diventavano pianeti.
Non si era per trattato interamente di un nuovo ordine. Le multinazionali avevano avuto
origine perlopi nelle ricche nazioni industriali, quindi in un certo senso le transnazionali erano
espressione di quelle nazioni, un'estensione del loro potere nel resto del mondo in un modo che ricord
a Sax quel poco che sapeva dei sistemi imperiali e coloniali che le avevano precedute. Frank aveva
detto qualcosa del genere. Era solito dichiarare che il colonialismo non era mai morto, aveva soltanto
cambiato nome e assoldato poliziotti locali. Erano tutti colonie delle transnazionali.
Sax decise che quello era il cinismo di Frank (pur desiderando di avere a portata di mano quella
mente dura e amara che lo istruisse), perch non tutte le colonie erano uguali. Era vero che le
transnazionali erano tanto potenti da aver trasformato i governi nazionali in poco pi che servitori
sdentati, e che nessuna transnazionale aveva dimostrato una particolare lealt nei confronti di un
determinato governo, o dell'ONU. Del resto erano figlie dell'Occidente... figlie a cui non importava pi
dei genitori e tuttavia li sostentavano. Infatti la documentazione dimostrava che le nazioni
industrializzate avevano prosperato sotto le transnazionali, mentre a quelle in via di sviluppo non era
rimasto che combattere le une contro le altre per conquistare lo status di bandiera di comodo. E cos nel
2060, quando le transnazionali si erano trovate sotto il fuoco dei disperati Paesi poveri, era stato il
Gruppo dei Sette, con il suo potere militare, che era venuto in loro difesa.
Ma la causa approssimativa? Alla fine Sax decise che la causa scatenante era stata il trattamento
per la longevit. Per tutto il decennio fra il 2050 e il 2060, il trattamento si era diffuso in tutti i Paesi
ricchi, illustrando l'evidente disuguaglianza economica nel mondo come una chiazza di colore su un
campione da microscopio, e a mano a mano che il trattamento si era diffuso la situazione si era fatta
sempre pi tesa, salendo in modo costante i gradini della scala di crisi di Kahn.
Stranamente, la causa immediata dell'esplosione del 2061 pareva essere stata una lite riguardo
all'ascensore spaziale di Marte. L'ascensore era stato gestito dalla Praxis, ma dopo che aveva iniziato
le operazioni, per l'esattezza nel febbraio del 2061, la Subarashii ne aveva preso possesso in modo
chiaramente ostile. A quell'epoca la Subarashii era un conglomerato di societ prevalentemente
giapponesi che non erano state assorbite dalla Mitsubishi, ed era un potere nascente, molto aggressivo e
ambizioso. Dopo essersi impadronita dell'ascensore... un'acquisizione approvata dall'AMONU... la
Subarashii aveva immediatamente alzato le quote di immigrazione, facendo diventare critica la
situazione su Marte. Nello stesso tempo, sulla Terra, i concorrenti della Subarashii avevano protestato
contro quella che era in effetti una conquista economica di Marte, e anche se la Praxis aveva limitato le
proprie obiezioni a un'azione legale contro lo sfortunato ONU, una bandiera di comodo della
Subarashii, la Malesia, era stata attaccata da Singapore, che era una base della Shellalco. Entro l'aprile
del 2061 gran parte dell'Asia meridionale era in guerra. La maggior parte dei conflitti aveva basi
antiche, come quello della Cambogia contro il Vietnam, o del Pakistan contro l'India, ma alcuni erano
attacchi alle bandiere della Subarashii, come a Burma e nel Bangladesh. Gli eventi in quella regione
erano schizzati su per i gradini dell'escalation con una rapidit letale, ed entro giugno le guerre si erano
estese a tutta la Terra, e poi su Marte. Entro ottobre cinquanta milioni di persone erano morte e
altrettante erano decedute in seguito, quando molti servizi fondamentali erano stati interrotti o distrutti,
e un nuovo vettore della malaria era rimasto senza una prevenzione o una cura efficaci.
A Sax questo sembrava sufficiente a qualificarla come una guerra mondiale, indipendentemente
dalla sua brevit. Concluse che si era trattato di una combinazione letale di lotte fra le transnazionali, e
di rivoluzioni di un'ampia serie di gruppi privati dei diritti civili contro l'ordine transnazionale.
Tuttavia quella caotica violenza aveva convinto le transnazionali a risolvere le loro dispute, o almeno a
discuterne a tavolino, e tutte le rivoluzioni erano fallite, soprattutto dopo che i gruppi militari del
Gruppo dei Sette erano intervenuti per salvare le transnazionali dall'essere smembrate in bandiere di
comodo. Tutte le gigantesche nazioni militarizzate e industriali si erano ritrovate dalla stessa parte, il
che aveva contribuito e rendere breve quella guerra mondiale, se paragonata alle altre due. Breve ma
terribile... nel 2061 erano morte all'incirca tante persone quante nelle prime due guerre mondiali messe
insieme.
Quella di Marte era stata una campagna minore in questa Terza guerra mondiale, una campagna
in cui alcune transnazionali avevano reagito in maniera eccessiva a una rivolta vistosa ma
disorganizzata. Quando tutto era finito, Marte era stretto saldamente nella morsa delle principali
transnazionali, con la benedizione del Gruppo dei Sette e degli altri clienti delle transnazionali. E la
Terra aveva ripreso il suo cammino, barcollante e pi povera di cento milioni di persone. Per niente
altro era cambiato. Nessuno dei problemi era stato affrontato, quindi poteva succedere di nuovo. Era
del tutto possibile. Si poteva perfino dire che era probabile.
Sax continu a dormire male. E anche se trascorreva le giornate immerso nella normale routine
del lavoro e dell'abitudine, gli pareva di vedere le cose in modo diverso da come aveva fatto prima del
congresso. Suppose cupamente che quella fosse un'altra prova del concetto della vista come costrutto
paradigmatico. Adesso per era ovvio che le transnazionali erano ovunque. In termini di autorit non
c'era quasi niente altro. Burroughs era una citt transnazionale, e stando a quanto gli aveva detto
Phyllis, lo era anche Sheffield. Non c'era nessuno dei team scientifici nazionali che avevano proliferato
negli anni prima dell'incontro per il trattato, e con i primi cento morti o nascosti, tutta la tradizione di
Marte come stazione di ricerca si era estinta. Tutta la scienza presente era dedicata al progetto di
terraformazione, e lui aveva visto in che cosa si stava trasformando. No, di questi tempi c'era solo la
ricerca applicata.
E c'erano pochissime altre tracce dei vecchi Stati-nazione, ora che li cercava. Dai notiziari si
ricavava l'impressione che fossero perlopi in bancarotta, perfino il Gruppo dei Sette. E se c'era
qualcuno che rilevava quei debiti, si trattava delle transnazionali. Alcuni rapporti gli fecero perfino
pensare che le transnazionali stessero incorporando piccole nazioni come una sorta di bene capitale, in
un nuovo accordo azienda-governo che andava molto al di l dei vecchi contratti delle bandiere di
comodo.
Marte stesso era un esempio di questo nuovo stato di cose, sia pure in forma leggermente
diversa, in quanto sembrava essere propriet effettiva delle grandi transnazionali. E adesso che
l'ascensore era di nuovo in funzione, l'esportazione di metalli e l'importazione di persone e merci
erano notevolmente accelerate. I mercati azionari della Terra erano in rapidissima crescita per seguire
quello sviluppo di cui non si vedeva la fine, nonostante il fatto che Marte poteva fornire alla Terra
soltanto determinati metalli, e in certe quantit. Di conseguenza, l'ascesa del mercato azionario era
probabilmente una sorta di bolla artificiale che, se fosse esplosa, avrebbe potuto benissimo far crollare
tutto di nuovo. O forse no. Quello dell'economia era un campo bizzarro, e sotto certi aspetti l'intero
mercato azionario era semplicemente troppo irreale per avere impatti al di fuori di s stesso. Ma chi
poteva saperlo finch non fosse accaduto? Girovagando per le strade di Burroughs, guardando i display
del mercato azionario nelle vetrine degli uffici, Sax di certo non sosteneva di saperlo. Le persone non
erano sistemi razionali.
Questa profonda verit risult rinforzata quando una sera Desmond si present alla sua porta. Il
famoso Coyote in persona, il clandestino, il fratellino del Grande Uomo, l in piedi, piccolo e minuto in
una colorata tuta da operaio edile, le cui strisce diagonali acquamarina e blu acceso guidavano lo
sguardo verso gli stivali walker verde lime. Molti operai edili di Burroughs (ed erano davvero parecchi)
portavano per tutto il tempo quei nuovi stivali, leggeri e flessibili, come una sorta di affermazione di
stile. Quegli stivali walker erano sempre di colori accesi, ma pochi riuscivano a essere sconvolgenti
quanto quelli di Desmond, di un verde fluorescente.
Lui sfoggi il suo sorriso in tralice mentre Sax li fissava. S, sono splendidi, vero? E
distraggono parecchio l'attenzione.
Il che era un bene, perch i suoi dreadlock erano ficcati sotto un voluminoso berretto rosso,
giallo e verde, che era una cosa insolita dovunque su Marte. Vieni, usciamo a bere qualcosa.
Condusse Sax in un bar economico lungo il lato del canale, costruito nel fianco di un massiccio
idrolaccolite che era stato svuotato. Il locale era pieno di operai edili accalcati intorno ai lunghi tavoli, e
da come parlavano sembravano essere perlopi australiani. Vicino al lato vero e proprio del canale, un
gruppo particolarmente rumoroso si stava divertendo a fare il lancio del peso dentro il canale con pezzi
di ghiaccio grossi come palle di cannone, e di tanto in tanto ne mandavano uno ad atterrare sull'erba
della riva opposta, cosa che generava applausi e un giro di ossido di diazoto per tutti. La gente che
passeggiava sulla riva opposta aveva cura di evitare quel tratto del lungo canale.
Desmond ordin quattro bicchierini di tequila e un inalatore di ossido di diazoto. Presto
avremo le leuchtenbergie che crescono sulla superficie, eh?
Credo potreste farlo gi adesso.
Sedettero a un'estremit di un tavolo, con i gomiti che si urtavano, e Desmond prese a parlare
nell'orecchio di Sax mentre bevevano. Aveva un'intera lista di cose che voleva lui rubasse alla
Biotique. Scorte di semi, spore, rizomi, certi mezzi di crescita, certi prodotti chimici difficili da
sintetizzare... Hiroko mi ha detto di riferirti che ha bisogno di tutto, ma soprattutto dei semi.
Non li pu produrre da sola? Non mi piace rubare la roba.
La vita  un gioco pericoloso ribatt Desmond, brindando a quel pensiero con una grande
inspirazione di ossidi di diazoto seguita da un bicchierino di tequila. Aaah disse.
Non si tratta del pericolo insistette Sax.  che non mi piace farlo. Lavoro con quelle
persone.
Desmond scroll le spalle e non rispose. Sax si rese conto che quegli scrupoli potevano
apparirgli un po' esagerati, considerato che lui aveva trascorso la maggior parte del XXI secolo
vivendo di furti.
Non le prenderai a quella gente replic infine. Le prenderai alla transnazionale che possiede
la Biotique.
Quello per  un collettivo svizzero, e la Praxis osserv Sax. E la Praxis non sembra poi
tanto male. Ha un sistema egualitario molto elastico, e in realt mi ricorda Hiroko.
Solo che fanno parte di un sistema globale che gestisce il mondo come una piccola oligarchia.
Devi ricordare il contesto.
Oh, lo ricordo garant Sax, rammentando le proprie notti insonni. Credimi. Si devono per
anche fare delle distinzioni.
S, s. E una distinzione  che Hiroko ha bisogno di questi materiali e non li pu fabbricare,
data la necessit di nascondersi dalla polizia al soldo della tua meravigliosa transnazionale.
Sax ebbe un'espressione contrariata.
Inoltre, il furto di materiali  una delle poche azioni di resistenza che ci rimangono, di questi
tempi. Hiroko ha convenuto con Maya che evidenti azioni di sabotaggio servono solo ad annunciare
l'esistenza del sottosuolo e a provocare una rappresaglia e la chiusura del mondo di mezzo. Meglio
limitarsi a scomparire per un po', dice, e far credere loro che non siamo mai stati numerosi.
 una buona idea convenne Sax. Mi sorprende per che tu stia facendo quello che dice
Hiroko.
Molto divertente ribatt Desmond, con una smorfia. Comunque, credo che sia una buona
idea.
Davvero?
No. Per lei mi ha convinto della cosa. Potrebbe essere per il meglio. Comunque, ci sono
ancora un sacco di materiali che ci possiamo procurare.
I furti non avvertiranno la polizia del fatto che siamo ancora l fuori?
Assolutamente no.  un fenomeno talmente diffuso che quello che facciamo non pu essere
rilevato nell'ambito della massa. Ci sono un sacco di lavori dall'interno.
Come il mio.
S, ma tu non lo fai per denaro, giusto?
Continua a non piacermi.
Desmond scoppi a ridere, rivelando il canino di pietra e la strana asimmetria della mascella e
della parte inferiore della faccia.  la sindrome dell'ostaggio. Lavori con loro, impari a conoscerli e
sviluppi affetto nei loro confronti. Devi ricordare cosa stanno facendo qui. Avanti, finisci quella roba,
poi ti mostrer alcune cose che non hai visto, proprio qui a Burroughs.
Ci fu una certa agitazione quando una palla di ghiaccio piomb sulla riva opposta, rotol
sull'erba e fece cadere un vecchio. La gente applaudiva e sollevava in spalla la donna che aveva
effettuato il lancio, ma il gruppo che aveva accompagnato il vecchio si stava gi lanciando verso il
ponte pi vicino. Questo posto si sta facendo troppo rumoroso decise Desmond. Avanti, finisci quel
drink e andiamo.
Sax butt gi d'un fiato la tequila mentre Desmond usava il gas rimasto nell'inalatore, poi se ne
andarono in fretta per evitare la rissa imminente, avviandosi lungo il lato del canale. Mezz'ora di
cammino li port oltre le file di colonne Bareiss e nel Princess Park, dove svoltarono a destra e
risalirono l'erto e ampio pendio erboso che portava al Thoth Boulevard. Oltre la Table Mountain
svoltarono a sinistra gi per una strada pi stretta e raggiunsero la parte pi occidentale del muro della
cupola, che si estendeva in una grande area intorno alla Black Syrtis Mesa. Guarda, stanno tornando ai
vecchi alloggi per operai simili a loculi indic Desmond. Adesso quello  il sistema di alloggi
standard della Subarashii, ma guarda come sono disposte quelle unit all'interno della mesa. Quando
Burroughs  stata fondata, Black Syrtis conteneva un impianto di lavorazione del plutonio, che a quei
tempi era molto fuori citt, ma adesso la Subarashii ha costruito gli alloggi per gli operai proprio
accanto all'impianto, e il loro lavoro  di sovrintendere alla lavorazione e alla rimozione delle scorie a
nord, nelle Fossae Nili, dove saranno utilizzate da alcuni reattori integrali veloci. L'operazione di
pulizia soleva essere del tutto automatizzata, ma i robot sono difficili da controllare. Hanno scoperto
che  pi economico usare le persone per un sacco di lavori.
Ma le radiazioni... cominci Sax, interdetto.
S annu Desmond, con un sorriso selvaggio. Assimilano quaranta rem all'anno.
Stai scherzando!
Non sto scherzando. Lo dicono agli operai, offrono loro una paga da lavoro a rischio, e dopo
tre anni ottengono un bonus, che  il trattamento.
Altrimenti glielo negano?
 costoso, Sax, e ci sono liste d'attesa. Questo  un modo per passare avanti nella lista e
coprire i costi.
Ma... quaranta rem!  impossibile essere certi che il trattamento riparer i danni che
potrebbero provocare.
Noi lo sappiamo annu Desmond, accigliandosi. Qualsiasi riferimento a Simon era inutile.
Loro no, per.
E la Subarashii lo fa soltanto per ridurre i costi?
Questo  importante, in un investimento di capitali tanto vasto, Sax. Stanno applicando tagli di
ogni tipo. Per esempio, il sistema di fognature di Black Syrtis  lo stesso della clinica medica, dei loculi
e degli impianti sulla mesa.
Stai scherzando!
No, non sto scherzando. Le mie battute sono pi divertenti di cos.
Sax accanton il commento con un gesto.
Senti, riprese Desmond non ci sono pi agenzie di regolamentazione, codici di costruzione o
altro. Questo  ci che significa il successo delle transnazionali del 2061... adesso sono loro a dettare le
regole. E tu sai qual  la loro unica regola.
Ma questo  semplicemente stupido.
Ecco, sai, questa particolare divisione della Subarashii  gestita da georgiani, e l sono nella
morsa di un grande revival staliniano.  un gesto patriottico governare il loro Paese nel modo pi
stupido possibile. E questo si estende anche agli affari. E naturalmente i grandi dirigenti della
Subarashii sono sempre giapponesi, e sono convinti che il Giappone sia diventato grande facendo il
duro. Dicono di aver conquistato nella guerra del 2061 quello che avevano perso durante la Seconda
guerra mondiale. Sono la transnazionale pi brutale che ci sia quass, ma le altre li imitano per poter
competere con successo. Devi ricordare che, sotto questo aspetto, la Praxis costituisce un'anomalia.
Quindi li ricompensiamo derubandoli.
Sei tu quello che  andato a lavorare per la Biotique. Forse dovresti cambiare lavoro.
No.
Credi di poter prendere questi materiali da una delle ditte della Subarashii?
No.
Ma potresti prenderli dalla Biotique.
Probabilmente s. Le misure di sicurezza sono minime.
Per potresti farlo.
Probabilmente. Sax ci pens sopra. Voglio qualcosa in cambio.
S?
Mi porteresti a dare un'occhiata alla zona bruciata da questa soletta?
Certamente! Anche a me piacerebbe vederla.
Cos il pomeriggio successivo lasciarono Burroughs con il treno diretti a sud su per la Grande
Scarpata, e scesero alla Stazione Libya, a circa settanta chilometri da Burroughs. L sgusciarono nel
seminterrato e oltre la porta del ripostiglio, gi per il tunnel e nell'aperta campagna rocciosa. In un
graben poco profondo trovarono uno dei veicoli di Desmond, e quando scese la notte si diressero a est
lungo la Scarpata fino a un piccolo nascondiglio dei Rossi sull'orlo del Cratere Du Martheray, vicino a
un tratto di terreno pianeggiante. L Desmond identific Sax a beneficio dei loro ospiti che li
condussero in un piccolo hangar nel lato di un'altura dove tirarono fuori uno dei vecchi aerei stealth di
Spencer, lo fecero rullare sulla piana rocciosa e decollarono lungo la pista con un'accelerazione
ondulata. Una volta in aria, si allontanarono nella notte verso est.
Per un po' volarono in silenzio. Sax vide delle luci sulla superficie del pianeta solo tre volte:
una stazione nel Cratere Escalante, le minuscole luci in movimento di uno dei treni che giravano
intorno al pianeta, e infine un bagliore non identificato sull'aspro terreno alle spalle della Grande
Scarpata. Chi credi che sia? chiese.
Non ne ho idea.
Dopo qualche altro minuto, Sax disse: Sai, mi sono imbattuto in Phyllis.
Davvero! Ti ha riconosciuto?
No.
Tipico di Phyllis rise Desmond.
Un sacco di vecchie conoscenze non mi hanno riconosciuto.
S, ma Phyllis...  ancora il presidente dell'Autorit Transizionale?
No. Comunque, non pare pensare che fosse una carica di potere.
Desmond rise di nuovo. Che donna sciocca. Per ha riportato quel gruppo su Clarke in seno
alla civilt, glielo devo riconoscere. Personalmente, credevo fossero spacciati.
Ne sai parecchio al riguardo?
S, ho parlato con due persone che erano lass. In effetti l'ho fatto una notte a Burroughs, al
Pingo Bar. Non si riusciva a farli smettere di parlarne.
 successo niente verso la fine del volo?
La fine? Ecco, s... qualcuno  morto. Credo che una donna si sia schiacciata una mano mentre
evacuavano Clarke, e siccome lei era la cosa pi simile a un dottore di cui disponevano, Phyllis l'ha
curata per tutto il viaggio. Pensava che ce l'avrebbe fatta, ma credo che siano rimasti a corto di
qualcosa... i due che mi hanno raccontato la storia non sono stati molto chiari al riguardo... e lei 
peggiorata. Phyllis ha indetto un raduno di preghiera per lei, ha pregato per lei, ma  morta lo stesso, un
paio di giorni prima che entrassero nel sistema della Terra.
Ah comment Sax. Poi: Phyllis non sembra pi tanto... religiosa.
Desmond sbuff. Se vuoi il mio parere, non lo  mai stata. La sua era la religione degli affari.
Se vai a trovare veri cristiani, come la gente di Christianopolis o di Bingen, non li senti parlare di
profitti a colazione o farla da padroni con te con quell'orribile e untuoso perbenismo. Perbenismo...
buon dio,  la caratteristica pi sgradevole di una persona. Sai, deve essere una casa costruita sulla
sabbia. Per i cristiani del mondo di mezzo non sono cos. Sono gnostici, quaccheri, battisti,
rastafariani ba'hai, qualsiasi cosa, e sono le persone pi gradevoli del sottosuolo, se vuoi il mio parere,
e io ho commerciato con tutti. Sono cos disponibili, e non si danno arie nella convinzione di essere i
migliori amici di Ges. Hanno stretti rapporti con Hiroko, e anche con i sufi. Una sorta di rete mistica.
Ridacchi. Phyllis, invece, e tutti quei fondamentalisti degli affari, usano la religione per coprire
l'estorsione, ed  una cosa che detesto. In realt, non ho mai sentito Phyllis parlare in maniera religiosa,
dopo che siamo atterrati.
Hai avuto molte opportunit di sentirla parlare, dopo che siamo atterrati?
Ci fu un'altra risata. Pi di quante potresti pensare! Ho visto pi cose di te in quegli anni,
Mister Uomo da Laboratorio! Avevo i miei piccoli nascondigli dovunque!
Sax fece un verso scettico e Desmond scoppi in una sonora risata, assestandogli una pacca
sulla spalla. Chi altri potrebbe dire che tu e Hiroko eravate una coppia, in quegli anni ad Underhill,
eh?
Mmm.
Oh, s, vedevo molte cose. Naturalmente, si potrebbe fare quell'osservazione praticamente per
qualsiasi uomo di Underhill ed essere nel giusto. Quella civetta ci teneva come un harem.
Poliandria?
Teneva il piede in due scarpe, dannazione! O in venti!
Mmm.
Desmond rise di nuovo, e proseguirono il volo in silenzio.
Appena prima dell'alba avvistarono una colonna di fumo bianco che oscurava le stelle in un
intero quadrante di cielo. Per qualche tempo, quella nube bianca fu la sola anomalia che riuscissero a
notare nel panorama, ma nel proseguire il volo, a mano a mano che il terminatore si spostava sotto di
loro, videro apparire sull'orizzonte orientale, davanti a loro, un'ampia striscia di luce... una striscia, o
solco, arancione che correva approssimativamente da nordest a sudovest, oscurata dal fumo che
scaturiva da una sua sezione. Quella parte del solco arancione era bianca e turbolenta, come se in quel
punto fosse stata confinata una piccola eruzione vulcanica. Sopra di essa c'era un raggio di luce, o
meglio un raggio di fumo illuminato, tanto teso e solido da apparire come una colonna fisica che saliva
dritta e si faceva meno distinta a mano a mano che il fumo si rarefaceva, per poi scomparire dove esso
raggiungeva la sua massima altezza di diecimila metri e si disperdeva verso est.
All'inizio non videro nel cielo traccia alcuna dell'origine di quel raggio... dopotutto, la lente
aerea si trovava a un'altitudine di quattrocento chilometri... poi a Sax parve di scorgere qualcosa, come
lo spettro di una nuvola, che si librava molto in alto. Forse era la lente, o forse no. Desmond non ne era
certo.
Ai piedi della colonna di luce, tuttavia, non c'erano problemi di visibilit. Quella parte del solco
arancione di roccia fusa era davvero incandescente, di un bianco molto acceso. Era l'aspetto che
assumeva l'aria a 5000K. Dobbiamo stare attenti disse Desmond. Se voliamo in quel raggio
finiremo come una falena in una fiamma.
Di certo il fumo  molto turbolento.
S. Ho intenzione di tenermi sottovento.
Nel punto in cui la colonna di fumo illuminato incontrava il canale arancione, nuovo fumo
eruttava in volute violente, stranamente rischiarato dal basso. A nord del punto incandescente, dove la
roccia aveva avuto modo di raffreddarsi, il canale fuso ricord a Sax i filmati sulle eruzioni dei vulcani
delle Hawaii. Onde di un vivido giallo arancione scorrevano verso nord nel canale di roccia fluida,
incontrando a tratti un po' di resistenza che provocava schizzi sulle rive scure. Il canale era largo circa
due chilometri, e scorreva oltre l'orizzonte in entrambe le direzioni. Ne potevano vedere circa 200
chilometri. A sud della colonna di luce, il letto del canale era coperto prevalentemente di roccia nera in
fase di raffreddamento, striata di crepe color arancione scuro. La linea dritta del canale e la colonna di
luce erano segni ovvi e pi che sufficienti che quello non era un canale di lava naturale. Inoltre, sulla
superficie di Marte non c'era pi stata attivit vulcanica da molte migliaia di anni.
Desmond si avvicin, poi fece virare bruscamente l'aereo e si diresse a nord. Il raggio della
lente aerea si sposta verso sud, quindi tenendoci verso nord dovremmo poterci avvicinare
maggiormente.
Per molti chilometri, il canale di lava fusa si estese verso nordest senza cambiamenti. A mano a
mano che si allontanavano dall'attuale zona bruciata, la tonalit arancione della lava si scur e a partire
dai bordi cominci a ricoprirsi di una superficie nera venata di crepe arancioni. Oltre quel punto la
superficie del canale era nera come le rive sui suoi lati. Una striscia diritta di puro nero che si stendeva
sulle terre alte color ruggine di Hesperia.
Desmond vir e torn verso sud, volando pi vicino al canale. Era un pilota rude, che
manovrava spietatamente il piccolo aereo. Quando l'arancione riapparve, una corrente termica
ascensionale invest il velivolo e lui si spost leggermente verso ovest. La luce della lava fusa
illuminava le sponde del canale, che sembravano linee di colline fumanti, di un nero intenso. Credevo
dovessero essere di vetro osserv Sax.
Ossidiana replic Desmond. In realt, ho visto alcuni colori differenti. Vortici di diversi
minerali nel vetro.
Di quanto si estende quest'area bruciata?
Stanno tagliando da Cerberus a Hellas, tenendosi appena a ovest dei vulcani Tyrrhena e
Hadriaca.
Sax fischi.
Dicono che sar un canale fra il Mare Hellas e l'oceano settentrionale.
S, s, ma stanno volatilizzando i carbonati troppo in fretta.
Questo inspessisce l'atmosfera, giusto?
S, ma con la CO2 stanno distruggendo il mio piano! Non potremo respirare l'atmosfera per
anni! Saremo bloccati dentro le citt!
Forse pensano che riusciranno a rimuovere la CO2 quando il pianeta si sar riscaldato.
Desmond gli lanci un'occhiata. Hai visto abbastanza?
Pi che abbastanza.
Desmond scoppi in quella sua sconcertante risata e fece virare bruscamente il velivolo.
Cominciarono a inseguire il terminatore verso ovest, volando bassi sopra le lunghe ombre dell'alba.
Pensaci, Sax. Per un po' la gente sar costretta a rimanere nelle citt, il che  comodo se vuoi
mantenere il controllo delle cose! Scavi solchi incandescenti con questa lente d'ingrandimento volante,
e ben presto ottieni il tuo bar di atmosfera, il tuo pianeta caldo e umido. Poi hai un metodo per ripulire
l'aria dall'anidride carbonica... devono avere in mente qualcosa, industriale, biologico o entrambe le
cose. Ed ecco fatto, hai un'altra Terra, molto in fretta. Potrebbe essere costoso...
 decisamente costoso! Tutti questi grandi progetti devono costare un patrimonio alle
transnazionali, e lo fanno anche se siamo ben avviati per arrivare a 273K. Non capisco.
Forse pensano che 273K sia troppo poco. Una temperatura media di 0C  un po' gelida,
dopo tutto. La si potrebbe definire la visione della terraformazione di Sax Russell, pratica, ma...
Ridacchi. O forse si sentono incalzati. La Terra  un disastro, Sax.
Lo so ribatt Sax, brusco. L'ho studiata.
Buon per te! No, dico davvero. Quindi sai che la gente che non ha ricevuto il trattamento
comincia a essere disperata... stanno invecchiando, e la loro possibilit di riceverlo sembra essere
sempre pi esile. E le persone che ricevono il trattamento, soprattutto quelle al potere, si guardano
intorno cercando di capire cosa fare. Il 2061 ha insegnato loro cosa pu succedere se le cose sfuggono
al controllo, quindi comprano nazioni come se fossero frutti di mango andati a male alla fine di una
giornata di mercato, ma questo non sembra essere d'aiuto. E qui, proprio alla porta accanto, c' un bel
pianeta nuovo e vuoto, ancora non del tutto pronto per essere occupato, ma vicino a esserlo. Pieno di
potenziale. Sarebbe un nuovo mondo. Fuori della portata dei miliardi di persone che non sono state
trattate.
Sax ci pens su. Una sorta di nascondiglio, vuoi dire. Un posto dove fuggire se ci fossero
problemi.
Esatto. Credo che in quelle transnazionali ci siano persone che vogliono vedere Marte
terraformato il pi in fretta possibile, con qualsiasi mezzo possibile.
Ah comment Sax, e rimase in silenzio per tutto il viaggio di rientro.
Desmond lo accompagn a Burroughs, e mentre andavano dalla South Station alla Hunt Mesa,
poterono vedere Black Syrtis oltre la cima degli alberi del Canal Park, incorniciata fra Branch Mesa e
Table Mountain. Fanno davvero cose stupide come quella su tutto Marte? chiese Sax.
Desmond annu. La prossima volta ti porter un elenco.
Fallo. Sax scosse il capo mentre ci rimuginava sopra. Non ha senso. Non prende in
considerazione la lunga distanza.
Sono pensatori a corto raggio.
Ma vivranno molto a lungo! Presumibilmente saranno ancora al comando quando queste scelte
politiche collasseranno loro intorno!
Pu darsi che non la vedano in quel modo. Al vertice cambiano lavoro spesso. Cercano di farsi
una reputazione mettendo in piedi una societ molto in fretta, poi si fanno assumere da un'altra parte a
una posizione pi elevata e cercano di farlo di nuovo. Lass fanno il gioco delle sedie.
Ma a crollare sar tutta la stanza! Non avr importanza su quale sedia saranno. Non badano
alle leggi della fisica!
Certo che no! Non lo avevi mai notato prima, Sax?
Credo di no.
Naturalmente, aveva visto che gli affari umani erano irrazionali e inspiegabili perch era una
cosa che non poteva sfuggire a nessuno. Adesso per si rendeva conto di essere partito dal presupposto
che le persone che sceglievano di governare stessero facendo uno sforzo in buona fede per gestire le
cose in modo razionale, tenendo presente il benessere a lungo termine dell'umanit e il suo sistema di
supporto biofisico. Desmond rise di lui quando cerc di spiegarlo, e Sax esclam con irritazione: Ma
perch prendersi sulle spalle un lavoro tanto compromesso, se non per quello scopo?
Per il potere rispose Desmond. Il potere e il guadagno.
Ah.
Sax si era sempre disinteressato a quelle cose a tal punto che gli riusciva difficile capire perch
qualcun altro dovesse esservi interessato. Cos'era il guadagno personale se non la libert di fare quello
che volevi? E cos'era il potere, se non la libert di fare quello che volevi? E una volta che avevi quella
libert, qualsiasi ulteriore ricchezza o potere avrebbero in effetti cominciato a ridurre le tue alternative
e la tua libert. Si diventava servi della propria ricchezza o potere, costretti a spendere il proprio tempo
a proteggerli. Di conseguenza, vista nell'ottica giusta, la libert di uno scienziato con un laboratorio a
sua disposizione era la pi alta forma di libert possibile. Qualsiasi altra ricchezza o potere
interferivano con questo.
Desmond prese a scuotere il capo quando gli espose questa filosofia. Alcune persone amano
dire agli altri cosa fare. Lo amano pi della libert. Questione di gerarchia, sai, e del loro posto nella
gerarchia. Finch  abbastanza in alto, e tutti sono vincolati al loro posto,  pi sicuro della libert. E un
sacco di persone sono vigliacche.
Sax scosse il capo. Credo sia semplicemente l'inabilit a comprendere il concetto del
diminuire i guadagni. Come se non potesse mai esserci abbastanza di una cosa buona.  molto
irrealistico. Voglio dire, in natura non c' nessun processo che sia una costante indipendentemente
dalla quantit!
La velocit della luce.
Bah.  irrilevante. Chiaramente, la realt fisica  un fattore che non rientra in questi calcoli.
Ben detto.
Sax scosse il capo, frustrato. Di nuovo la religione. O l'ideologia. Cos'era che Frank era solito
dire? Una relazione immaginaria rapportata a una situazione reale?
Quello era un uomo che amava il potere.
Vero.
Ma era dotato di molta immaginazione.
Si fermarono nell'appartamento di Sax per cambiarsi d'abito, poi salirono sulla sommit della
mesa per fare colazione da Antonio's. Sax continuava a pensare alla loro discussione. Il problema 
che le persone con una considerazione ipertrofica per la ricchezza e il potere raggiungono posizioni che
danno loro questi doni in eccesso, e poi scoprono di esserne schiavi tanto quanto i padroni. E allora
diventano amare e scontente.
Come Frank, vuoi dire.
S. Quindi i potenti sembrano quasi sempre avere un aspetto disfunzionale. Tutto, dal cinismo
alla conclamata distruttivit. Non sono felici.
Ma sono potenti.
S. E cos arriviamo al nostro problema. Gli affari umani... Sax fece una pausa per mangiare
uno dei panini appena portati al loro tavolo... era affamato. Sai, dovrebbero essere gestiti in base ai
princpi dei sistemi ecologici.
Desmond scoppi in una sonora risata e si affrett ad afferrare il tovagliolo per pulirsi il mento.
Rise a tal punto che le persone agli altri tavoli guardarono verso di loro, cosa che preoccup in certa
misura Sax. Che idea! esclam Desmond, e riprese a ridere. Ah ah ah! Oh, il mio Saxifrage! Una
gestione scientifica, eh?
Ecco, perch no? ribatt Sax, cocciutamente. Voglio dire, i princpi che governano il
comportamento di una specie dominante in un ecosistema stabile sono abbastanza chiari, se ben
ricordo. Scommetto che un consiglio di ecologisti potrebbe costruire un programma che sfocerebbe in
una societ stabile e benigna.
Se solo fossi tu a governare il mondo! esclam Desmond, e riprese a ridere. Premette la
faccia contro il tavolo e and avanti con risa irrefrenabili.
Non soltanto io.
No, sto scherzando. Desmond si ricompose. Sai che Vlad e Marina lavorano ormai da anni
alla loro eco-economia. Mi hanno perfino costretto a usarla nei miei commerci fra le colonie del
sottosuolo.
Non lo sapevo comment Sax, sorpreso.
Desmond scosse il capo. Devi prestare pi attenzione, Sax. Nel Sud vivono ormai da anni
secondo la eco-economia.
Devo esaminarla.
S. Desmond ebbe un ampio sorriso, sul punto di riprendere a ridere. Hai un sacco di cose da
imparare.
Arriv la loro ordinazione, insieme a una caraffa di succo d'arancia, e Desmond riemp il
bicchiere a entrambi, poi urt quello di Sax con il proprio e propose un brindisi: Benvenuto nella
rivoluzione!
Desmond ripart per il Sud dopo aver strappato a Sax la promessa che avrebbe sottratto il pi
possibile alla Biotique per Hiroko. Mi devo incontrare con Nirgal disse, poi abbracci Sax e se ne
and.
Trascorse un mese, durante il quale Sax pens a tutto quello che aveva appreso da Desmond e
dai video, analizzandolo lentamente e sentendosi sempre pi turbato a mano a mano che lo faceva.
Ogni notte, il suo sonno era ancora infranto da lunghe ore di veglia.
Poi una mattina, dopo una di quelle crisi di insonnia infruttuosa e irrequieta, ricevette una
chiamata sul wristpad. Era Phyllis, che era in citt per alcuni incontri e voleva che si incontrassero per
cena.
Sax accett, con sua sorpresa e con l'entusiasmo di Stephen. Quella sera la incontr da
Antonio's. Si baciarono secondo lo stile europeo, poi furono accompagnati a uno dei tavoli d'angolo
che si affacciavano sulla citt. L consumarono una cena di cui Sax quasi non si accorse, parlando
superficialmente dei pi recenti avvenimenti a Sheffield e alla Biotique.
Dopo la cheesecake, indugiarono a tavola sorseggiando un brandy. Sax non aveva fretta di
andarsene, perch non sapeva bene cosa Phyllis avesse in mente di fare dopo. Non ne aveva dato
nessun chiaro segno e non pareva aver fretta neppure lei.
Poi Phyllis si appoggi allo schienale della sedia e lo contempl allegramente. Sei proprio tu,
vero?
Sax inclin la testa da un lato, a indicare che non capiva.
Phyllis rise. In realt  difficile a credersi. Non sei mai stato cos ai vecchi tempi, Sax Russell.
Non avrei mai immaginato neppure in cento anni che potessi essere un simile amante.
Sax socchiuse gli occhi, a disagio, e si guard intorno. Mi auguro che questo dica su di te pi
di quanto faccia su di me ribatt, con la sfacciataggine di Stephen. I tavoli vicini erano vuoti e i
camerieri li lasciavano in pace. Del resto, il ristorante avrebbe chiuso da l a una mezz'ora circa.
Phyllis rise di nuovo, ma c'era uno sguardo duro nei suoi occhi e di colpo Sax si rese conto che
era arrabbiata. Senza dubbio era imbarazzata per essere stata ingannata da un uomo che aveva
conosciuto per circa ottant'anni, e infuriata che lui avesse deciso di comportarsi a quel modo. E perch
non avrebbe dovuto esserlo? Dopotutto, questo dimostrava una fondamentale mancanza di fiducia nei
confronti di qualcuno con cui dividevi il letto. Adesso la malafede del suo comportamento ad Arena gli
si stava ritorcendo contro con gli interessi, facendolo sentire molto nauseato. Ma cosa ci poteva fare?
Ricord quel momento nell'ascensore, quando lei lo aveva baciato e si era sentito altrettanto
stupefatto, Inizialmente era rimasto sconcertato che lei non lo avesse riconosciuto, e adesso lo era per il
contrario. La cosa aveva una certa simmetria. E in entrambi i casi lui aveva dovuto stare al gioco.
Non hai niente altro da dire? domand Phyllis.
Lui allarg le mani. Cosa te lo fa pensare?
Lei rise di nuovo con rabbia, poi lo fiss con le labbra serrate. Adesso  cos facile da vedere
comment. Suppongo ti abbiano soltanto modificato il naso e il mento. Gli occhi sono gli stessi, e
anche la forma della testa.  buffo, cosa si dimentica e cosa si ricorda.
Questo  vero.
In realt, non era una questione di dimenticare, ma di non essere in grado di ricordare. Sax
sospettava che i ricordi fossero ancora l, immagazzinati da qualche parte.
In realt non rammento il tuo vecchio volto disse Phyllis. Per me eri sempre nel laboratorio
con il naso premuto contro uno schermo. Avresti dovuto indossare un camice, perch  cos che ti vedo
nei miei ricordi. Un gigantesco topo da laboratorio. Adesso i suoi occhi scintillavano. Per a un certo
punto, lungo la strada, sei riuscito a imparare a imitare piuttosto bene il comportamento umano, vero?
Abbastanza bene da ingannare una vecchia amica a cui piaceva l'aspetto che avevi.
Non siamo vecchi amici.
No scatt lei. Suppongo di no. Tu e i tuoi vecchi amici avete cercato di uccidermi. E loro
hanno ucciso migliaia di altre persone e distrutto la maggior parte di questo pianeta. Ovviamente, sono
ancora l fuori, altrimenti tu non saresti qui, giusto? In effetti devono essere piuttosto sparsi, perch
quando ho effettuato un controllo del DNA del tuo sperma, sui database ufficiali dell'AT sei risultato
come Stephen Lindholm. Questo mi ha mandata fuori strada per un po'. In te c'era per qualcosa che
mi aveva lasciata perplessa.  stato quando siamo caduti in quel crepaccio. Quello mi ha fatto ricordare
qualcosa che era successo quando eravamo nell'Antartide. Tu, Tatiana Durova e io eravamo sul
Bussbaum Riegel quando lei  inciampata e si  storta una caviglia, poi si  alzato il vento, si  fatto
tardi e loro hanno dovuto riportarci alla base con l'elicottero, e mentre aspettavamo tu hai trovato un
qualche lichene delle rocce...
Sax scosse il capo, sinceramente sorpreso. Non lo ricordo. Ed era vero. L'anno di
addestramento e valutazione nelle aride valli dell'Antartide era stato intenso, ma adesso era una chiazza
sfocata e quell'incidente non gli tornava per niente alla memoria, tanto che era difficile credere che
fosse successo. Non riusciva neppure a ricordare che aspetto avesse avuto la povera Tatiana Durova.
Assorto nei suoi pensieri e in uno sforzo per ritrovare i ricordi mancanti di quell'anno, perse
qualcosa di quello che Phyllis stava dicendo, ma poi registr il resto. ...ho controllato di nuovo,
usando una delle vecchie copie della memoria della mia IA, e tu eri l.
 possibile che la memoria della tua IA si stia degradando rispose in tono distratto. Hanno
scoperto che i circuiti tendono a essere disturbati dalle radiazioni cosmiche se non vengono consolidati
di tanto in tanto.
Lei ignor quella fiacca battuta. Il punto  che persone in grado di alterare fino a questo punto
gli archivi dell'Autorit Transizionale vanno ancora ricercate. Temo di non poter lasciar correre, anche
ammesso che lo avessi voluto fare.
Cosa intendi dire?
Non lo so bene. Dipende da quello che farai. Potresti semplicemente dirmi dove vi siete
nascosti, con chi e cosa sta succedendo. Dopotutto, sei apparso alla Biotique un anno fa. Dov'eri,
prima?
Sulla Terra.
Il sorriso di lei assunse una piega cattiva. Se questa  la linea che intendi adottare, sar
costretta a chiedere aiuto ad alcuni dei miei collaboratori. Nella Valle di Kasei c' del personale della
sicurezza che sapr rinfrescarti la memoria.
Ma figurati!
Non intendo in senso metaforico. Non useranno le maniere forti per farti parlare, o qualcosa
del genere.  pi una questione di estrazione. Ti addormentano, stimolano l'ippocampo e l'amigdala, e
fanno domande. La gente risponde.
Sax riflett sulla cosa. C'era ancora una comprensione molto scarsa dei meccanismi della
memoria, ma senza dubbio era possibile applicare un metodo tanto rozzo alle aree che si sapeva essere
coinvolte. Una rapida risonanza magnetica, ultrasuoni mirati, chiss che altro. Per sarebbe stato di
certo pericoloso...
Allora? chiese Phyllis.
Fiss il suo sorriso, tanto iroso e trionfante. Era un sogghigno. I pensieri gli fluttuarono a
casaccio nella mente, immagini senza parole: Desmond, Hiroko, e i bambini di Zigote che gridavano:
Perch, Sax, perch?' Dovette controllare attentamente la propria espressione per evitare di rivelare
l'avversione che provava nei suoi confronti e che di colpo si stava riversando fuori a ondate. Forse quel
genere di avversione era ci che la gente chiamava odio.
Dopo un po' si schiar la gola. Suppongo sia meglio che te lo dica.
Phyllis annu con fermezza, come se quella fosse stata la decisione che lei stessa avrebbe preso,
poi si guard intorno. Adesso tutto il ristorante era vuoto, e i camerieri sedevano a un tavolo,
centellinando una grappa. Vieni, decise andiamo nel mio ufficio.
Sax annu e si alz con mosse rigide, perch la gamba destra gli si era addormentata. La segu
zoppicando. Augurarono la buonanotte ai camerieri e uscirono.
Salirono sull'ascensore, e Phyllis premette il pulsante che portava al livello del treno
sotterraneo, poi la porta si chiuse e cominciarono a scendere. Erano di nuovo in un ascensore. Sax
trasse un profondo respiro, poi chin di scatto la testa come per guardare qualcosa di insolito sul
pannello di controllo. Phyllis segu la direzione del suo sguardo, e con un movimento convulso lui le
sferr un pugno alla mascella. Phyllis si abbatt contro la parete dell'ascensore e si accasci, intontita e
con il respiro ansimante. Sax aveva le due nocche pi grosse della mano destra che gli facevano un
male terribile. Premette il pulsante del piano due livelli al di sopra della ferrovia, dove c'era un lungo
sottopassaggio che attraversava la Hunt Mesa, fiancheggiato da negozi che a quell'ora sarebbero stati
chiusi. Afferrata Phyllis sotto le ascelle, la iss in piedi. Era pi alta di lui, accasciata e pesante, e
quando le porte dell'ascensore si aprirono si prepar a gridare per chiedere aiuto. Fuori per non c'era
nessuno, quindi si pass un braccio di lei intorno al collo e la trascin verso uno dei carrelli posti
accanto all'ascensore, a disposizione delle persone che volevano attraversare in fretta la mesa o che
avevano qualche carico pesante. Quando la scaric sul sedile posteriore lei gemette, dando
l'impressione di tornare in s. Sax prese posto davanti a lei, sul sedile di guida, e premette il piede
sull'acceleratore, spingendo il piccolo veicolo lungo il corridoio. Scopr di essere sudato e di avere il
respiro affannoso.
Nell'oltrepassare un paio di toilette fece arrestare il carrello. Phyllis rotol gi dal sedile e sul
pavimento, gemendo pi forte che mai. Presto avrebbe ripreso conoscenza, se gi non lo aveva fatto.
Sceso dal carrello, Sax corse a controllare se il bagno degli uomini era aperto. Lo era, quindi torn di
corsa al carrello, tir su Phyllis per le spalle e se la caric sulla schiena, barcollando sotto il suo peso
fino a raggiungere la porta della toilette maschile, dove la lasci cadere a terra. Lei sbatt la testa contro
il pavimento di cemento e smise di gemere. Aperta la porta, la trascin all'interno, poi chiuse il battente
e lo sprang.
Sedette per terra accanto a lei, con il respiro affannoso. Phyllis respirava ancora, il suo battito
era debole ma costante. Pareva stare relativamente bene, ma era priva di sensi in misura molto pi
profonda di quando l'aveva colpita. La sua pelle era pallida e umida, aveva la bocca spalancata. Gli
dispiacque per lei, finch non ricord la sua minaccia di metterlo nelle mani dei tecnici della sicurezza
perch gli strappassero i suoi segreti. I loro erano metodi avanzati, ma era pur sempre tortura. E se
avessero avuto successo avrebbero saputo dei profughi nel Sud, e di tutto il resto. Una volta che si
fossero fatti un'idea generale di quello che sapeva, avrebbero potuto strappargli dati specifici: non
avrebbe potuto resistere a quella combinazione di droghe e alterazioni comportamentali.
Gi adesso Phyllis sapeva troppo. Il fatto che lui avesse avuto un ID falso tanto buono
implicava un'intera infrastruttura che fino a quel momento era rimasta nascosta. Una volta che ne
avessero appresa l'esistenza, probabilmente sarebbero riusciti a portarla alla luce. Hiroko, Desmond,
Spencer, che era immerso in profondit nel sistema della Valle di Kasei, sarebbero stati tutti esposti...
Nirgal e Jackie, Peter, Ann... tutti quanti. Perch lui non era stato abbastanza intelligente da evitare una
donna stupida e orribile come Phyllis.
Si guard intorno nella toilette maschile. Ospitava due cabine, una con il water, l'altra con un
lavandino, uno specchio e i soliti distributori a parete: pillole per la sterilit, gas ricreativi. Li fiss,
trattenendo il respiro mentre rifletteva. Mentre i piani gli si accalcavano nella mente sussurr una serie
di istruzioni all'IA del wristpad. Desmond gli aveva dato alcuni programmi virali altamente distruttivi,
e lui colleg il proprio wristpad a quello di Phyllis, aspettando che il trasferimento avesse luogo. Con
un po' di fortuna, sarebbe riuscito a mandare in crash tutto il suo sistema: le misure di sicurezza
personali non potevano nulla contro i virus su base militare di Desmond, o almeno cos lui sosteneva.
Per c'era ancora Phyllis. I gas ricreativi nel distributore a parete erano soprattutto ossido di diazoto, in
inalatori individuali che contenevano due o tre metri cubi di gas. Calcol che la stanza doveva misurare
trentacinque o quaranta metri cubi. La griglia di ventilazione era vicina al soffitto e poteva essere
bloccata con una striscia di asciugamano di aerogel, avvolto in un rotolo accanto al lavandino.
Infil nel dispenser una serie di carte di credito e compr tutto il gas ricreativo che conteneva:
venti bottigliette tascabili, con mascherina per il naso e la bocca. E l'ossido di diazoto sarebbe stato un
po' pi pesante dell'aria di Burroughs.
Prelev le forbicine dallo scomparto per le chiavi del wristpad e tagli una striscia dal rotolo
dell'asciugamano, poi sal sul water e copr la griglia di ventilazione, infilando la striscia di
asciugamano nelle fessure. Sceso dal water and alla porta: sotto il battente c'era una fessura alta quasi
un centimetro. Tagli altre strisce... adesso Phyllis stava russando. And alla porta, l'apr, spinse fuori a
calci le bombolette di gas e usc dietro di esse, poi diede un'ultima occhiata a Phyllis, prona sul
pavimento, e chiuse il battente, infilando sotto di esso le strisce di aerogel fino a lasciare solo una
piccola apertura in un angolo. Poi, dopo aver guardato su e gi per il corridoio si sedette per terra, prese
una bomboletta e ne adatt la mascherina flessibile al buco che aveva lasciato sotto la porta,
riversandone il contenuto nella toilette. Lo fece venti volte, ficcandosi le bombolette vuote nelle tasche
fino a riempirle e poi ricavando un sacchetto per quelle rimanenti dal pezzo di asciugamano rimastogli.
Infine si alz, torn al carrello e si sedette al posto di guida, pigiando sull'acceleratore. Il carrello scatt
in avanti con un movimento opposto a quello che aveva fatto rotolare Phyllis gi dal sedile. Doveva
essere stato un impatto doloroso.
Poi ferm il carrello, scese e torn di corsa al bagno degli uomini, con le bombolette che gli
tintinnavano nelle tasche. Aperta di scatto la porta, entr nel bagno trattenendo il respiro, afferr
Phyllis per le caviglie e la trascin all'aria. Respirava ancora e aveva un accenno di sorriso sulla faccia.
Resistette all'impulso di prenderla a calci e corse di nuovo al carrello.
Guid fino al lato opposto della Hunt Mesa a tutta velocit, prese l'ascensore fino al livello
della ferrovia sotterranea, salt sul primo treno e aspett con calma di arrivare alla South Station. Not
che le mani gli tremavano e che le due nocche della destra si erano gonfiate e stavano diventando
bluastre. Facevano parecchio male. Alla stazione chiese un biglietto per il Sud, ma quando lo consegn
insieme al suo ID al controllore all'ingresso del binario, l'uomo sgran gli occhi, poi lui e i suoi
colleghi estrassero addirittura le pistole per arrestarlo, chiedendo nervosamente aiuto a persone in
un'altra stanza. A quanto pareva, Phyllis si era ripresa pi in fretta di quanto si fosse aspettato...
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FINE Parte 2.